Il Teatro Uroborico
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Francione ha realizzato quello che chiama "teatro uroborico", un teatro "mirabolante, assorbente, grottesco, intrecciato, compatto, per attuare la quadratura del cerchio" <(M.A.G.I.C.)>.
I testi teatrali(L'Appeso; Carambola; Ouroboros Eros; La Scatola Cinese; La Scuola dell'Estasi; Rebus Stereoscopico; La Giduglia; Al di là del fiume; Il negozio dei robot; La locanda del maiale; Kapù; Scacco ad Armaghedon; Il giudice Fausto e l'avvocato Mefisto. Storia di straordinaria corruzione; L'Uomo dei Serpenti; Vespertiliones - Pipistrelli. Processo alle bestie, Overdose, Urebecs, 'A mummia 'e mammeta, Alchimia dell'Avaro, Eclissi. I delitti dei Beati Frati di Mazzarino, Das narrenraumschiff zahl elf<L'astronave dei folli n° 11>Le Streghette di Benevento, La Sposa di Corinto, Apoxiomenos, L'angelo delle streghe)sono improntati decisamente al "realismo magico", essendo pregni di enigmatici incroci, oscuri significanti, che poi rivelano, attraverso l'intreccio delle storie, arcani e archetipi significati.
Un'atmosfera incantata impregna le favole urbane e campagnole ora grottesche e implausibili(La Scatola Cinese; La Scuola dell'Estasi etc.), ora candidamente liriche(Al di là del fiume, La lezione d'inglese, scritta insieme alla moglie).
Per esprimere il fantasmagorico l'autore si avvale come topos del gioco nelle varie forme(la scatola cinese, il labirinto, l'enigmistica<il rebus>, i tarocchi e le carte francesi, il biliardo<la carambola>,gli I King, il Kapù, gli scacchi, i fumetti, la favola).
   Un'altra architettura realizzata è quella del Teatro di Giustizia, con l'uso soprattutto del processo giudiziario, preso in toto(L'Appeso; Vespertiliones; Overdose; Urebecs;  Eclissi. I delitti dei Beati Frati di Mazzarino, Das narrenraumschiff zahl elf<L'astronave dei folli   n° 11, Le streghette di Benevento, Processo a Caravaggio e Pasolini, Il Pozzo di Bansegoth - Processo a Charles Manson, L'Apollogia di Socrate, Le risonanze, Procedura per la cella di Alessio, Il delitto perfetto della Sapienza) o pro parte(Il   giudice  Fausto  e  l'avvocato  Mefisto.  Storia   di straordinaria  corruzione; Don Vincente Utrillo il Pub-babau, Il Cinghiale di Bodano, Erotismi  illuminati  e crudeli, Processo a Catilina).

       Come struttura narrativa l'azione viene spesso    incentrata, pal semente o in maniera mascherata,     in   capo a un Ego Narrante,     che inquadra gli avvenimenti    nella sua "soggettiva"     da "teatro a 180°".
Accanto alle strutture complesse(in più atti) vi sono varie agili pièces, predilette dall'autore, a realizzare quello che chiama "teatro di sintesi".
Il negozio dei robot è un sui generis nel teatro sperimentale. Attua un progetto di mis en scène cibernetica, fondata sulla filosofia degli automi e sulle ultimissime acquisizioni tecnologiche in materia informatica, rappresentate dalla VR, la Realtà Virtuale.

Le opere Il negozio dei robot; Rebus Stereoscopico; I nervi dell'anima-Schreber, il giudice pazzo; Doppelgänger iudex<I due giudici: il genio e il folle>; Das narrenraumschiff zahl elf<L'astronave dei folli n° 11;  La Metamorfosi del Cerchio; La Quinta del Sordo; Orgo Caissa; Mattizia Mathesis; Psicomostro euterpico (caso musicista Schumann); Pazzi; Delitto a 5 voci    (Odissea omicida di Carlo Gesualdo); Poe's Pest decodificano il tema dell'assurdo attraverso la rappresentazione della pazzia umana, particolarmente evidente nella riduzione teatrale del caso Schreber, una tipica forma di "teatro da camera". I testi  appena citati fanno parte della serie teatrale Le 13  Pietre della Pazzia che analizza il tema della pazzia umana come si è rivelata attraverso alcuni soggetti emblematici della classe colta.

 La follia umana è solo il primo momento del deforme, passaggio tra la devianza intima forte e quella esterna. La mostruosità delle forme, già accennata in figure nane e gigantesche(per tutte vedi Carambola), raggiunge il suo acme in Vespertiliones, Urebecs e in Overdose con gli umani trasformati in ibridi di carne e, rispettivamente, animali e cose. Il passo ulteriore, da teatro ipertotale, è l'uso dei fantocci animati da umani per rappresentare i diavoli in Faust.

           Il ciclo piroclastico dello Sterminator Vesevo si ispira allo scoppio del Vesuvio:  

         Ecpirosi  all'isola degli zoccolanti,  Vesevus Camorra Pulp,  Defexatio, Garum; queste  

         ultime due opere con Cicero pro domo sua e Un pupo per Agrippina vanno a formare il

         ciclo della latinità.

Il ciclo greco è costituto da: Ouroboros eros e Apoxiomenos.

         Per il ciclo de L'altro Shakespeare ha scritto S.S.S. Shakespeare (dietro si nasconde Michelangelo Florio Crollalanza) e Doppelgänger Anonymous (Edward de Vere).

Il ciclo delle Repubbliche Prerisorgimentali comprende l’Uomo Libro, Piazza Montanara, Opera Romanesca, Chi s’ io so Francischiello

Il testo La figlia di Austin è invece teatro sul teatro, tratto dall'esperienza diretta dell'autore. Descrive le vicissitudini di una compagnia d'arte drammatica, in un gioco talora crudele tra apparenza e realtà.
La funzione ipertestuale nella creazione del testo teatrale ha portato a Doppelgänger iudex(I due giudici: il genio e il folle)frutto dell'assemblaggio di personaggi reali, nella costruzione dei corpi-giudici, e di linguaggi tratti "a incrocio computerizzato" dal mondo forense nonché dal libro "Il tocco e la penna"(Sui giudici scrittori). Massima espressione del kilobyte-strutturalismo germinativo è Overdose, esperimento di scrittura teatrale al grado zero con creazione del testo senza parole in happening uroborico-informatico.
    La scrittura di Eclissi etc. è stata definita  a Triquetra. "Scrittura ipertestuale che, attraverso una sorta di rotazione astronomico-grafica attuata con una serie di stratificazioni, ha formato un testo poliuso che rappresenta la sintesi dei tre momenti fruitivi: letterario, teatrale e cinematografico".
        Un testo teatrale a parte è 'A Scigna, scritto interamente in napoletano. Partendo dagli schemi di Eduardo Scarpetta, filtrati attraverso l'esperienza di Eduardo De Filippo, ma interpretati in maniera del tutto nuova ed originale, soprattutto in chiave di teatro sociologico e soggettivo, l'autore si pone in bilico continuo a fronte del mostro-droga tra macchietta e dramma. Con Urebecs, 'A mummia 'e mammeta e Alchimia dell'Avaro, The hannibalfascista, ovvero la istoria tragicomica del barbone Ciro Spanciapecore, detto Fasulillo, Assequie in love,  Decesso tragicomicus Carnuluvari Vincenti, pure in napoletano l'autore ha esplorato il teatro HIV ovvero Horror italo-vesuviano, parodia in partenopeo del teatro gotico inglese.Le commedie Le  allegre  comari del patchwork  e T-Bone steak (Bistecca con l'osso), Pisello realizzano il Giallo Totò, un giallo brillante fondato su una comicità popolare fatta di battute, freddure, barzellette, in un'atmosfera tinta di toni ambigui e di grottesco.

   Khinjar è un'ipotesi di istant theater, ovvero di teatro documento che tiene immediatamente dietro a una vicenda drammatica, quale quella della decapitazione dello studente coreano "Kim Sun-il", attuata col coltello ricurvo, detto  khinjar, ad opera di fondamentalisti islamici.

     Nel ciclo del Teatro contro la guerra vanno ricompresi due affreschi (Suoni e Luci di guerra e di pace; Unkaya) e due miniature (La Guerra Culinaria di Monsieur Gurdjieff; La Grande stella della Mezzaluna - Triangolo mediorientale).

L'arte del monologo è esplorata nella pièce in napoletano Karoshi(Morte per eccesso di lavoro)'A famma 'e Pullecenella, ma anche in testi italiani come Miodesopsie etc.

Come regista ha diretto: Doppelganger iudex, La cella di Alessio, Il Settimo Sigillo del Che, L'orgia del Terzo Potere, 'A famma ' e Pullecenella, L'urlo della scimmia, La cella di Alessio(la prigionia di Dostoevschij), Il settimo sigillo di Che Guevara.

Come attore è intervenuto nelle seguenti opere: La cella di Alessio, Il Settimo Sigillo del Che, L'orgia del Terzo Potere, 'A famma 'e Pullecenella, L'urlo della scimmia, La cella di Alessio(la prigionia di Dostoevschij), Il settimo sigillo di Che Guevara.

    L'ipertransavanguardia del Medioevo Atomico propugnata dall'autore, a livello teatrale, gli ha permesso più che mai di realizzare l'arte iperfinita e il teatro totale.
    In questa strategia egli utilizza tutte le forme espressive(antiche, moderne, futuribili) arrivando a maneggiare in particolare forme d'arte rubbish, ovvero immondizia, scartate dall'accademia come inferiori, degeneri, desuete, creando ad esempio quelle che ha chiamato la sceneggiata d'avanguardia('A Scigna), il barocco d'avanguardia(Schreber; Overdose; Eclissi. I delitti dei Beati Frati di Mazzarino; Faeries, Das narrenraumschiff zahl elf<L'astronave dei folli n° 11>), la nuova commedia dell'arte-canovaccio(Alchimia dell'Avaro, Ordalia degll'Interrati, Urebecs, 'A famma 'e Pullecenella) in particolare inscritta nel Medioevo Atomico(Processo alle bestie, Urebecs, Overdose), il circo equino(Doppelgänger iudex circus), la sceneggiatura d'avanguardia(Faeries),l'avanspettacolo d'avanguardia (con monologhi grotteschi, canti,  affabulazione in fil rouge del dramaturg etc.) 

TEATRO EDITO E/O RAPPRESENTATO

Francione, drammaturgo internazionale, ha ideato il "Progetto Icartheatrum", col motto "Se il popolo non va al teatro, il teatro va al popolo", nel senso di portare gli spettacoli presso la miriade di teatri di comunità. Il nucleo del progetto è stata la fondazione della compagnia "Adramelek" nell'aprile 1994. (Per ulteriori informazioni sull'Adramelek Theater clicca qui vaia.gif (306 bytes). Qui potrai trovare schede di opere teatrali inedite e saggi sul teatro di Francione)

Come autore, rinverdendo il teatro dei giudici scrittori drammaturghi Ugo Betti, Dante Troisi, Vico Faggi(vedi saggio di G. Francione I giudici sul carro di Tespi, sulla rivista "Lo Spettacolo", Ed. SIAE, anno XLVIII, N. 3, luglio - sett. 1998, www.siae.it/site2/SIAEMainSite.nsf/html/It_Cultura_Lo_Spettacolo_V_3_1998.html ),  ha composto 26 opere teatrali, di cui rappresentate le seguenti:

1)LA SCATOLA CINESE.Opera grottesca in un atto descrivente burle, cadute e liberazione dell'homo oeconomicus. Rappresentata a Roma al Teatro Elettra dal 23 al 27 febbraio 1994, al teatro dell'Istituto per Ciechi sant'Alessio l'1 dicembre 1994, al Teatro L. Petroselli il 18 febbraio 1995 per la regia di Rossano Austin; all'istituto tecnico Commerciale Magellano di Acilia il 22 aprile 1996, alla scuola media Platone di Axa il 6 maggio 1996, al Tecnico Commerciale Medici del Vascello il 25 maggio 1996 con la compagnia "Italia" capitanata da Mario Donatone. Opera proposta dal Provveditorato agli Studi di Roma in collaborazione con l'Agiscuola per l'anno scolastico 1994-95.

2)'A SCIGNA(LA SCIMMIA DI SANTA LUCIA).In 2 tempi e 2 quadri dramma sociale tragicomico in dialetto napoletano di una famiglia e di un figlio drogato.

1)REGIA RENZO FAZZINA

- Col patrocinio di "Droga che fare" rappresentata dalla Compagnia "Adramelek" al Teatro San Luca di Roma il 6 giugno 1994 per la regia di Renzo Fazzina. 

 2)REGIA DONATO STEFANELLI

 - La compagnia Nuova Generazione, capitanata da Donato Stefanelli e con la regia di Mario Cesari, ha messo in scena la pièce a Basilea il 19  e il 20 ottobre 1996,  per poi portarla in tournée in Svizzera  e Francia. Precisamente: il 17 nov. a Liestal(Svizzera tedesca); il 30 nov. a Ginevra(al culmine della settimana di seminari sulla droga "Sotto l'Alto Patrocinio del Console Generale d'Italia Alvise Memmo" nonché del COM.IT.ES e del C.A.E(Comitato Assistenza Educativa) in collaborazione  con l'AGSI(Ass. Genitori Scuola Italiana) e A.R.P.(Associazione Regionale Pugliesi)- Svizzera francese); il 18-19 gennaio 1997 ancora Basilea; il 26 gennaio Arlheisheim(Svizzera tedesca); il 2 febbraio Sissach(Baseland-Svizzera tedesca); l'1 marzo Zurigo - Stäfa(Svizzera tedesca); il 6 aprile Muttens(Svizzera tedesca); 20 aprile Pratten(Baseland-Svizzera tedesca). Pièce interamente ripresa e ripetutamente trasmessa dall'emittente pugliese Topvideo.

3) REGIA FILIPPO TERAMO

Il 23 di agosto 2013 all'Anfiteatro Comunale di Scilla per la regia di Filippo Teramo in scena

'A SCIGNA (I SANTA LUCIA) di Francione

Dramma sociale tragicomico di una famiglia e di un figlio drogato in dialetto napoletano tradotto da Teramo in calabrese. Prodotto dalla  Filodrammatica Scillese "Lorenzo Pontillo"

 Con

 Domenica Alfonzetti

Maria Benedetto

Claudio Bova

Antonella Cannizzaro

Lorenzo Cantaffio

Placido Cardona

Rocco Catania

Francesco Genoese

Santo Genoese

Enza Giordano

Mimma Sgarano

Mariangela Romano

Flora Ripepi

Filippo Teramo

   

     Dramma sociale tragicomico di una famiglia e di un figlio drogato in dialetto napoletano tradotto da Teramo in calabrese.                

     Partendo dagli schemi della sceneggiata napoletana,  filtrati attraverso l'esperienza di Eduardo Scarpetta ed Eduardo De Filippo, ma interpretati in maniera del tutto nuova ed originale, soprattutto in chiave di teatro d'avanguardia, sociologico e soggettivo,  l'autore si pone in bilico continuo a fronte del mostro-droga tra macchietta e dramma.

     Un padre, Francesco Tramontano, ha grandi  progetti per il figlio Andrea, il quale, invece, a sua insaputa, è drogato e delinquente.

     Attorno a questo dramma che lentamente si dipana agiscono personaggi comici, come Don Saverio, il portiere, e  Peppe 'o zuoppo, "'o schiattamuorto", rappresentanti, il primo  col lotto e il secondo col toto-nero, la vecchia e la nuova Napoli che usa diversi sistemi per sfidare la comune nemica: la fortuna. O meglio, la sfortuna.

     Sfortuna è lo stupefacente, un problema "epidemico" tale per cui nessun genitore che si rispetti può in tutta coscienza dire: "Sono sicuro che mio figlio non si droga".

     L'autore depone i panni del giudice, la cui  funzione è meramente  repressiva. Propone come esteta una soluzione al problema ed è quella artistica: attraverso l'arte in sé come capace di purificare gli animi con la rappresentazione del dramma. Come terapia pratica per spingere i giovani  a fare teatro e  vincere così con l'arte le tentazioni chimiche del mondo moderno.

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Continua la rappresentazione il 23 marzo 2014. Salone parrocchiale "Nuccia Romeo" di Annà a Melito di Porto Salvo

Ancora emozioni all'ottava Rassegna di teatro amatoriale in vernacolo "Ciao Nuccia 2014". Con Flora RIpepi, Francesco e Santo Genoese, Antonella Cannizzaro, Claudio Bova, Domenica Sgarano, Placido Cardona, Maria Benedetto, Mariangela Romano, Giuseppe Fontana, Domenica Alfonzetti, Lorenzo Cantaffio, Rocco Catania. Attore protagonista e Regia di Filippo Teramo, addetti ai lavori: Maria Pirrotta, Davide Calarco, Giuseppe Bova e Concita Floria.

  8 giugno 2014 alla Casa della Cultura di Palmi

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         SLOGAN: RAGAZZI, DROGATEVI COL TEATRO!

 

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     Opera proposta dal Provveditorato agli Studi di Roma in collaborazione con l'Agiscuola  per l'anno scolastico 1994-95.

Testo usato in laboratorio terapeutico dai detenuti di Rebibbia Nuovo Complesso sotto  la guida registica dell'ispettore poeta Luigi  Giannelli(dal 1998).

Il pezzo La notte di Natale è stato rappresentato da Francesco De Cicco in:

- Convegno-spettacolo  "Disagio sociale  e droga"  del  3 dicembre 2007 presso la "Sala Rossa" del X Municipio di Roma

- all'Hotel Majestic di via Veneto   a Roma,  il 4 ottobre 2008, in occasione del 3° Convegno dei Giudici Scrittori.

Il pezzo La notte di Natale è stato rappresentato da Francesco De Cicco in:

- Convegno-spettacolo  "Disagio sociale  e droga"  del  3 dicembre 2007 presso la "Sala Rossa" del X Municipio di Roma

- all'Hotel Majestic di via Veneto   a Roma,  il 4 ottobre 2008, in occasione del 3° Convegno dei Giudici Scrittori.

3)I NERVI DELL'ANIMA(SCHREBER IL GIUDICE FOLLE). E' il dramma di Daniel Paul Schreber, il Presidente della Corte d'Appello di Dresda, reso folle dai tirannici metodi educativi del padre e rinchiuso in manicomio. Presentato al Goethe Institut di Roma il 22.'1.1996 nell'ambito del IV Festival del Teatro Patologico, organizzato e diretto da Dario D'Ambrosi, con lettura-spettacolo in "teatro da camera" al Teatro al Parco di Villa Maraini(il 16-17-18 febbraio 1996). Coordinatore Antonio Bilo Canella nei panni di Schreber coadiuvato da 6 attori dell'Accademia Silvio D'Amico. Copione pubblicato su "Sipario", Milano, n. 599 aprile 1999, www.sipario.it.

- Rappresentato col titolo Daniel il giudice pazzo al Teatro Agorà di Roma il 22 settembre 2003 in margine al 1°  Convegno  dei Giudici Scrittori "Onda  di Temi: drammaturgia" tenutosi il 22 settembre 2003 al teatro Agorà di Roma, dove lo spettacolo è proseguito fino al 28 settembre per la regia di Giannalberto Purpi. Cast: Emiliano Ragno - Manuel Rufini - Lucio Castagneri  - Alberto Buccolini - Marzia Tedeschi - Lubka Cibulova - Ferrarese Daniele.

4)VESPERTILIONES-PIPISTRELLI(PROCESSO ALLE BESTIE). Pièce della Nuova Commedia dell'Arte del Medioevo Atomico in 1 atto. In una civiltà superavanzata dove alle bestie si riconoscono(più o meno) gli stessi diritti dell'uomo, viene intentato un processo ad alcuni animali di una fattoria, rei di aver ammazzato il fattore. Una parodia animalittica su alcuni sistemi giudiziari ed etici cosiddetti umani, degni invece di essere definiti "bestiali", con un finale ad alta sorpresa.

REGIA LUIGI DI MAJO

 - Teatro Le Salette a Roma dal 26 ottobre al 30 novembre 1996  per la regia di Luigi Di Majo, con conferenza stampa all'ETI il 31 ottobre 1996. Patrocinatori: WWF-LAZIO; ENTE PARCHI; LEGA AMBIENTE LAZIO; LAV - LEGA ANTIVIVISEZIONE; LAC - LEGA ABOLIZIONE CACCIA; UFF. DIR. ANIMALI COMUNE DI ROMA. Pièce interamente ripresa e trasmessa da TeleRoma2. Il testo è stato oggetto di studio nel Laboratorio presso il Teatro Le Salette per l'anno 1997-98.

- Pubblicato nell'aprile 2005 dalla casa editrice animalista Nuova Etica. Modalità di distribuzione: il testo è privo di copyright, in libera distribuzione, solo se gratuita, "così com'è", non sono consentite modifiche. Cliccando su http://www.nuovaetica.org/catalogo.html#processo è possibile scaricare la versione in PDF (500 Kbyte); copia cartacea in vendita a prezzi di costo + spese di spedizione.

- Col Patrocinio del Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali   presentazione il 27 gennaio 2006 presso la       Biblioteca Elsa  Morante di Roma-Ostia di Processo alle bestie  e le  nuove tecnologie cybereditoriali anticopyright. Un testo, un modello per la nuova strategia dell'editoria in regalo via web.

 

- REGIA DONATELLA COTESTA- FRANCESCO D'APOLITO

 

- L'8 e 9 FEBBRAIO 2013 AL NUOVO SALA GASSMAN CON LA COMPAGNIA DEL BUONUMORE (vincitrice dell'Oscar del teatro e la foglietta d'oro).

La storia, raccontata in forma di recital con costumi, musiche e balli coinvolgenti è una parodia animalittica su alcuni sistemi giudiziari ed etici cosiddetti umani, degni invece di essere definiti "bestiali", con un finale che promette di sorprendere lo spettatore.

Per le musiche, gli arrangiamenti musicali sono a cura di Alessandro D'Angelo, la voce è di Eleonora D'Apolito. Le coreografie sono di Francesca Guerrini; scenografie e costumi di Rosanna Pisano.

IL CAST: Maurilio Fontecchia (il Bardo Macalleff), Alessandro Timpone  (il Giudice), Donatella Cotesta (il Pubblico Menestrello), Vincenza Mangano (L'Avvocato),  Vincenzo Bonanno (l'Ufficiale giudiziario), Rosalba Parente (Il Maiale),  Arianna Iacomini  (la Gatta), Federico Baldini (il Cane), Daniela Bacchi (il Ragno), Matteo Baretta (il Tacchino), Elisa Pozzetto (L'Asina), Rosanna Pisano (la Mucca Pazza),  Mimma Forever (la Volpe), Giulia Miccoli (il Pappagallo),  Marco Talocco (il Perito).

PROCESSO ALLE BESTIE DI FRANCIONE PER LA REGIA DI CRISTINA CAVALLI ALL'ALTROVE DI GENOVA

 

                  La Compagnia dello "Zafferano" alla sua prima teatrale mette in scena

 

PROCESSO ALLE BESTIE DI FRANCIONE PER LA REGIA DI CAVALLI ALL'ALTROVE DI GENOVA

 

Pièce della Nuova Commedia dell'Arte del Medioevo Atomico.

In una civiltà superavanzata dove alle bestie si riconoscono(più o meno) gli stessi diritti dell'uomo, viene intentato un processo ad alcuni animali di una fattoria, rei di aver ammazzato il fattore. Una parodia animalittica su alcuni sistemi giudiziari ed etici cosiddetti umani, degni invece di essere definiti "bestiali", con un finale ad alta sorpresa.

 

                            Interpreti

 

Maurizio Bulleri

Cristina Cattoni

Enrico De Meo

Rosella Maria

Michela Melchiorre

Denise Podestà

Rosa Renzi

Serena Repetto

Con la partecipazione speciale di Stefania Maschio

 

Trucco Ambra Mereta

Costumi di Michela Gatto

Scenografia Valentina Albino

 

Regia Cristina Cavalli

 

Fotografo di scena: Paride Jabez

Riprese tv: Andrea Mazza Videofotoworks productions

 

Quando: 27 giugno -20 dicembre h. 21

Dove: Altrove - Teatro della Maddalena

Piazzetta Cambiaso 1, 16123 Genova

 

Per info e prenotazioni: Cell: 349/5730544  349/1387768

 

Evento in FB: https://www.facebook.com/events/488493691326970/

https://www.facebook.com/events/799690173461144/

 

5)I DUE GIUDICI: IL GENIO E IL FOLLE(DOPPELGÄNGER IUDEX). Dramma grottesco in un atto, incitore del premio "pirandello" in breve per l'anno 2003. L'Androgino di Giustizia si realizza in un corridoietto che collega due camere di consiglio dove s'incontrano due giudici: Oziero, il genio, e Pannone, l'idiota. Presentato il 9.XII.1997 in Campidoglio (sala del Carroccio), presenti l'assessore Borgna e Ellen Stewart madrina del Cafè La Mama di New York, nell'ambito del VI Festival del Teatro Patologico di D'Ambrosi. Teatro al Parco il 19-20-21 dicembre 1997 per la regia di Alberto di Stasio. Pièce interamente ripresa e trasmessa da TeleRoma2.

Col titolo Doppelgänger iudex:teatro da camera con sax per giudice genio e giudice idiota, Francione per la prima volta in veste ufficiale di regista ha curato la mis en espace del testo dirigendo la compagnia Adramelek(Nicola Siri, Valter Toschi, Enzo Brancaleone) con le seguenti rappresentazioni: come Allegra brigata a Pontremoli, nel cortile del Comune per l'Estate Pontremolese il 6 agosto 1999 col patrocinio del Comune di Pontremoli e del Centro lunigianese di studi giuridici; a Roma il 31 ottobre 1999 al Teatro Tirso, per "Villaggio teatro 1999" a cura dell'Ass. Culturale Marte 2010, con presentazione il 13 ottobre in conferenza stampa nel corso del Convegno "Drammaturgia oggi - scrittura, produzione,pubblico" http://www.cinematografo.it/cinemedi/colotta_01S.htm

Il 7 febbraio 2000 presentato per i  ragazzi dell'ist. scientifico "Leonardo da Vinci" presso il Teatro "Madonna di Fatima" di Aranova.

 L'opera, per la regia di Filippo Bubbico, con Giuseppe Alagna, Vincenzo Sartini, (insieme a Lezione d'inglese) è stata rappresentata:

1) Al Teatro Fara Nume di Ostia per la prima rassegna del "Corto teatrale", l'11 febbraio 2005  (voce fuori campo: Paola Lucidi; al sax Orfeo Martucci).

2) Al Teatro Aurora di Velletri il 19-20 febbraio nella rassegna "Rivoli";

3) Al Teatro Piccolo Re di Roma il 4-5-6 marzo nella rassegna "Rivoli";

4) Al Teatro s.  Giuseppe Pallotti di Roma il 12 marzo, nella rassegna "Rivoli".

5)all'Auditorium di Avezzano il 15 maggio 2005, nel corso del Convegno "Da    Goldoni    a   Betti  e  oltre:    avvocati    e    giudici drammaturghi".

6)Al locale Suburbia  (Infernetto - Roma),  il giorno 27 novembre 2005 nel corso del 2°  Convegno  dei Giudici Scrittori dedicato alla Saggistica (sottotitolo: IL GIUDICE: BUROCRATE O ARTISTA?).  Allo spettacolo ha partecipato per la prima volta la figlia di Francione Maya, nella veste di Temi. Al sax Vincenzo Brancaleone

- Per la regia di Vincenzo Sartini con Vincenzo Sartini, Gennaro Francione  e al sax il giudice Giorgio Punzo; Fonica  e luci: Carlo di Odoardo:

- al Duse Teatro di Roma il 2-3 ottobre 2011 al Duse Teatro di Roma il 2-3 ottobre 2011 nell'ambito della rassegna "Giudici e giustiziati" (con La Cella di Alessio).

- l'8-9 gennaio 2011 ad Affabulazione di Ostia nell'ambito della rassegna "Giudici e giustiziati" (con La Cella di Alessio).ù

- al Teatro san Vigilio il 22-23 gennio 2011 nell'ambito della rassegna "Giudici e giustiziati" (con La Cella di Alessio);

6)LA SCUOLA DELL'ESTASI.

1    Favola urbana parabuddista in due atti, un Prologo e un Epilogo, descrivente l'ascesi dell'individuo alla ricerca di una lezione per la felicità.  Siete infelici, depressi? Imparate ad essere felici. Venite a scuola. Venite a teatro a prendere  lezioni di felicità dai professori-animali.

 

REGIA CHIARA PAVONI

 

- Pièce rappresentata a Roma dall'Allegra Brigata al Teatro "I Miti" dal 26 al 28 febbraio 99 e dal 5 al 7 marzo 1999 per la regia di Chiara Pavoni; il 27 marzo presso l'Associazione Sportiva Cast 38 di Axa, nell'ambito del ciclo  Le  vie occidentali al buddismo. Parola e teatro tibetano, dopo la conferenza tenuta dal monaco tibetano Ghesce Gedun Tharchin(delegato per lo scambio interreligioso cristiano-tibetano) su buddismo e cristianesimo.

Copione pubblicato su http://dns3.omnibit.it/dramma/libreria/copioni/scuola_estasi.htm

 

REGIA AURELIO CARESSA

 

La compagnia I soliti Ingrati

 

Aurelio Caressa            Uomo vuoto

Maria Teresa Gallo         La segretaria

Paolo Pinos                Il Retore

Nunzia Esposito            L'Artista

Stefano Giagnotti          Il Pornografo

Ave Ferlich                La Chef

Luca Proietti              Mastro droga

Claudio Emiliani           Lo Sciamano

Carla Fontana              Una Anziana

Peppe De Luca              Un Anziano

Alessandro Caressa         Un bambino

 

Carlo Di Odoardo     Registrazione e realizzazione effetti

Fabio Pecchioli         Datore luci e suono

Mara Flaccomio        Direttore di scena

Ave Ferlich               Costumi

 

Teatro del Lido di Ostia, 12-13 marzo.

 

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                             Note di regia

 

Non è facile ipotizzare dove possa condurre il cammino solitario di un uomo senza ambizioni né speranze. Per un uomo vuoto, infatti, la fine di tutto può coincidere con l'inizio del nulla o con l'avvio di una vita nuova, di un gradevole sogno. E non è nemmeno intuibile quanto possano realmente incidere nelle sue scelte i forti caratteri dei compagni di viaggio che la sorte gli assegna: un uomo vuoto è e resta imprevedibile.

Ne "La scuola dell'estasi", atto unico di Gennaro Francione, un uomo, privo di identità e di potenza caratteriale, azzarda possibili vie di fuga da una vita scialba e incolore sfiancata da ricorrenti incubi premonitori. Saranno tentativi privi di convinzione: è troppo vile perché affronti un suicidio, troppo indifferente affinché possa trovare concretezza e conforto in un rapporto di coppia. Anche l'idea del raggiungimento dell'estasi, suggeritagli da una voce amica, non sembra trovarlo pronto per guadagnare tale obiettivo. Tuttavia, sarà proprio l'approccio con un fantomatico collegio di docenti, atti all'apprendimento della felicità, a costituire per l'Uomo Vuoto un punto di svolta: l'inizio di un inconsapevole viaggio ascetico.

La SDE (Scuola dell'Estasi) propone stereotipi di una vita di piaceri, di vizi, di lussuria, di godimenti materiali e astratti, di droghe esistenziali, come sola alternativa a una vita angosciosa e frustrante. E lo fa attraverso un manipolo di improbabili saccenti professori che ostentano gorghi di suoni e parole per accattivarsi nuovi adepti. Con l'Uomo Vuoto, però, non riescono nel loro intento perché le loro parole, tessute come la tela di un ragno, lo trovano indifferente. Anzi, ottengono l'esatto contrario. Infatti, il protagonista de "La scuola dell'estasi" cade in un ulteriore sconforto che lo porta sulla soglia del suicidio. E' proprio in questa fase che l'Uomo Vuoto incontra uno sciamano che gli illustra come attraverso la sua rigenerazione abbia trovato un riscatto per la propria esistenza.

Il germe è innestato e si sta propagando_ Ora c'è il desiderio, la voglia di trovare il bandolo di una matassa sconosciuta, di illuminare un percorso nuovo, ignoto ma che porta certamente ad un orizzonte sereno.

"La scuola dell'estasi" è una favola urbana paradossale e surreale, dove i personaggi sono la parodia di se stessi, frutto di un mondo reale che scorre parallelo, spietato e indifferente. La chiave grottesca per questa messinscena offre spunti per ridere, sorridere e riflettere. 

Aurelio Caressa

 

7)CYBERCYRANO<ICQ99b Chat Session Ghost>. Prototipo di Chat- Theater, teatro della chat-linea(chiacchiere in linea internet). Lui e Lei chattano e creano due Ghost, ovvero due fantasmi di rete, la Sfinge Sherazade e l'Asino alato Adramelek. Due doppi singolari, raffinati ed eroticissimi la cui corrispondenza biunivoca è rotta dalle spadate di un implausibile CyberCyrano, imperversante in scena fino al parto finale del Teatro Nuovo. Rappresentato con l'Adramelek Theater in mis en espace il 4 aprile 2002 al Teatro Sala 1 di Roma per la regia di Stefano Loconte.

8) LE ALLEGRE COMARI DEL PATCHWORK. Pièce comica in un atto dell'Adramelek Theater con titolo chiaramente allusivo alla shakespeariana Le allegre comari di Windsor, comunque innestata in altro tessuto narrativo. a promessa da marinaio della precedente seduta è di non pettegolare e di dedicarsi solo alla cucitura. Al contrario comari e comarelle bevono, fumano, mangiano, ma poi pettegolano arrivando  a scorgere difetti negli abitanti del villaggio ma soprattutto nei loro stessi parenti, mariti, amanti, suocere. In un gesto rituale finale li condanneranno a morte senza pietà col pollice verso, con una votazione tanto virtuale quanto inquietante.  

- Per la regia di Chiara Pavoni, con Alessandra Dell'Atti, Manuela Belani, Pierre Bresolin, Elisabetta Cianchini, Rita Gianini, Flavia Koffman, Niki Nicastro, Chiara Pavoni

- è stata presentata da Artistika-Centro solidale di arti libere  il 23 novembre 2002 al Country Club di Ostia in occasione della manifestazione Invito alla risata.

- Il 24 novembre 2002 è stata offerta  al Museo del Cinema di Roma  a sostegno dell'azione civile per la salvezza del museo. In un villaggio sei signore della buona società si riuniscono per creare un patchwork.

- E' stato rappresentato al Teatro Agorà di Roma dal 20 dicembre al 22 dicembre 2002 . 

- Per la regia di Maria Letizia

Il 21 e 22 maggio 2013 al Teatro san Timoteo Casalpalocco Roma con: Nicoletta Martuccio, Antonio Romano, Anna Rebecchi, Milly Magliozzi, Nicla De Biase, Martina Tufoni, Raffaella Grassi, Antonella Capitani, Armando Calderoni. 

Note di regia

C'è il fuori. E c'è il dentro.

Dentro la stanza ci sono otto buffe donne, abitanti di un piccolissimo villaggio, dedite all'arte del patchwork e del pettegolezzo, fuori c'è noia e insensibilità, tradimento e violenza.

Dentro ci sono sospiri di desiderio per macellai dallo sguardo mediterraneo e rabbia omicida per mariti monstre e traditori, feroci suocere e madri degeneri.    C'è ritmo, allegria, ironia sfrenata e feroce che non risparmia niente e nessuno. Risate e risate. Fuori si indaga per misteriosi delitti rimasti irrisolti.

Ma il fuori e il dentro presto si incontreranno, e il mistero degli incontri sarà rivelato, lasciando gli spettatori sorpresi e commossi.

 

9)DOMINEDDRACULA. Messinscena drammatica, elaborata sul romanzo omonimo di Francione. Organizzazione, P. R. e Ufficio Stampa: Astrid Agius; musiche di Fabrizio Sciannameo; regia di Chiara Pavoni;

- Cast: Chiara Pavoni, Pierre Bresolin:

a)A Pontremoli l'8 agosto 2003 tra sale  e logge del Castello del Piagnaro(versione itinerante);

b)A Roma il  7 settembre 2003  sul Lungotevere Tor di Nona  per "Invito alla Lettura" nell'ambito di "Natura illaudabil meraviglia"  - XV RASSEGNA DI POESIA E ALTRI LINGUAGGI a cura di MARIA JATOSTI;

c)A Roma il 10 e l'11 ottobre 2003  presso lo storico locale "Anticaja e Petrella" in via Monte della Farina 62(versione itinerante);

d)A Roma alla Torretta Valadier(Ponte Milvio) dall'1 al 6 novembre 2003 nel corso di "Profondo rosso horror show"(sette notti di paura - versione itinerante);

e) Ad Ostia al  Teatro Fara Nume dal 6 all'8 febbraio 2004.

 

- Cast: Chiara Pavoni, Piero Debelli(versione danzata);

f) a Mazzano Romano presso il Teatro Comunale il 17-18 aprile 2004.  

g)a Roma-Prenestino il 7 maggio 2004 nel corso della Rassegna Ubu in Rampa Residui Teatro  

h) a Roma(San Giovanni) al Transilvania: il 20 maggio 2004

i)a Roma - Ricomincio dal faro(Trullo) il 28 maggio 2004;

l)a Pietra Vairano (Caserta) per i "Venerdì... d'Autore" del Marillion(www.marillion.it), presentati da Marcella Boccia,  il 6  agosto 2004


10)ORDALIA DEGL'INTERRATI.

In una campagna napoletana del '600 due bizzarri personaggi, il medico-barbiere don Vincenzo Mortorio e il contadino Taniello Magnafave, disputandosi un pezzo di terra di confine, inscenano l'antica ordalia della gamba interrata. Nella gara di resistenza per la vittoria finiscono col coinvolgere parenti e gente del villaggio in una sarabanda umoristica e grottesca.
Testo vincitore del 1° concorso per commediografi "Fermento Teatrale" Ideascena. Come premio la rappresentazione presso la Casa dell'Aviatore di Roma il 27 maggio 2004. 

IL CAST

DON VINCENZO MORTORIO: ANTONIO LUPI

TANIELLO MAGNAFAVE: GIOVANNI SILVESTRI

DONNA MAFALDA MALORI: ANNA MARIA PERCOCO

MARIUCCIA: FRANCESCA RICCIARDI

FRANCISCHIELLO: MANILO MATTEI

STELLANA: FEDERICO FERRARA

DON LIBORIO: DANIELE GARGANESE

DON CALOGERO GNOCCO: ANTONIO TAMBONE

DONNA GRAZIA: KELY DE ROSA

PAZIENTI: SARA NASO, DANIELE VENTI

ALLESTIMENTO SCENICO, SUONI E  LUCI: ETTORE PORCU

REGIA: LOREDANA VENERI

Altre rappresentazioni:

  - all'Auditorium di Teano il 6 giugno 2004

- al Teatro Colosseo di Roma il 9 giugno 2004,

- al Teatro Agorà(Roma) il 30 settembre - 1-2 ottobre 2004  

- al Teatro Fara Nume di Ostia il 26-27-28 novembre 2004

-  al Teatro della Visitazione(Roma Tiburtino) per la 10a Rassegna Teatrale della Commedia Brillante  organizzata dall'Associazione Culturale Artelier e Ideascena nell'ambito di "Natale da ridere" il 4 e 5 dicembre 2004.

11)KAROSHI 

Karoshi è termine giapponese indicante "morte per eccesso di lavoro". Di eccessiva fatica si muore ed è quello che capita a Ciro Sciancalepore, amico dall'infanzia di Gennaro  Esposito il quale, tra una maledizione, un ricordo e  un discorso  politico, santifica l'abitudine napoletana della fannulloneria. Meglio non lavorare o lavorare poco che morire stecchiti in un ufficio, divorati dalla macchina mostruosa della società pseudolibertaria che rende schiavi, lanciando slogan orwelliani del tipo "il lavoro nobilita l'uomo".   Una valanga saettante di meditazioni, di gesti, di  sussulti  fino all'esito finale rivelatorio: lavorare non solo stanca  e stressa,  come diceva Cesare Pavese, ma per davvero uccide.

Per la regia di Loredana Veneri:

Con Antonio Lupi; Allestimento scenico, suoni e luci di Ettore Porcu:

- Monologo grottesco finalista alla 10 edizione della rassegna "Il  monologo e i suoi linguaggi". Al Teatro Piccolo Re di Roma, in Via Trebula 5 (M Re di Roma) venerdì 29 ottobre ore 20.30.

- Al Teatro Fara nume di Ostia per la prima rassegna del "Corto teatrale", il 13 febbraio 2005.

Per la regia di Gennaro Francione con Fiore Ranauro:

- all'ex Lanificio Luciani di Roma, a cura dell'Atelier del Teatro, salotto artistico multimediale, il 16 marzo 2009;

- presso il teatro Capranichetta nel corso della Festa della Nobile compagnia del Leone Selvaggio, il 21 marzo 2009.

- nell'avanspettacolo d'avanguard Nani dittatori e scimmie sfaticate il 24 aprile 2009 al Piccolo Re di Roma per la regia di Vincenzo Sartini;

- Alla Facoltà d'Ingegneria all'Università di Napoli il 4 giugno 2009, in occasione della chiusura dell'anno accademico del prof. Michele Raffa alla fine della lezione avente per oggetto IL LAVORO il 4 giugno 2009;

-  in occasione della 37a Edizione dell'Estate Calvese, presso la Villa Comunale di Calvi (Benevento), il 15 agosto 2009;

-  a Cantalupo in Sabina ARTE.r.i. nell'ambito

della Rassegna di Ipotesi Espressive promossa da

Gruppo Culturale Mercurio, Centro di Ricerca e

Sperimentazione Metaculturale e Officina Culturale

20 case d'argilla e di canna selvatica, il 6

settembre 2009.

- nell'avanspettacolo d'avanguard  Se lavora e se fatica pe la panza e pe la... l'ortica! (con 'A famme 'e Pullecenella) al Beba do Samba per la regia di Gennaro Francione con Fiore Ranauro, il 24 novembre 2009;

- presso il "Laboratorio Sociale Autogestito 100celle" il 13 dicembre  2009.

- semifinale del concorso "Mi faccia ridere", organizzato da Solot, presso il Teatro Comunale di Benevento il 5 gennaio 2010;

- nell'ambito della rassegna  "Affabula Theater" presso il Teatro allo Scalo 19 novembre 2010;

- nell'ambito del convegno "Un salto quantico per l'economia" il 29 gennaio 2011;

- Nella sala Consiliare del comune di Villaricca il 25 settembre 2011 nell'ambito dell'AWOP Festival, rassegna di arti libere contro le Mafie, il Razzismo, L'Omofobia, la Xenofobia, Le Guerre   per lo spettacolo  150 DI UNITA' D'ITALIA NEL LAVORO CHE PRECARIZZA, STRESSA E UCCIDE (1° atto: FLEX, L'UOMO FLESSIBILE" <"Dovete essere felici - dicono - il precariato è una fase transitoria". Tra un periodo di disoccupazione e l'altro> di Giuseppe Crupi e Fiore Ranauro con Fiore Ranauro;  2° atto  Karoshi di Genmaro Francione che cura la regia con Fiore Ranauro)

- Al lungomare di Ostia il 20 novembre 2011 nell'ambito della rassegna MARE IN VISTA con KaroshiFlex (Lavorare Ammazza), testi di Gennaro Francione, Giuseppe Crupi e Fiore Ranauro con Fiore Ranauro;

- il 25 maggio 2012 presso l'HOTEL COMEDY SEVEN, col patrocinio della  RIVISTA NUOVE PROPOSTE con la coreografia di Anna Cirigliano; Valentina Turtur alle danze;

- il 3 febbraio 2013 presso il ristorante O' scugnizzo nammurato

di Ostia con la coreografia di Anna Cirigliano;  Simona Lelli alle danze.

 

 12)IL GIUDICE FAUSTO E L'AVVOCATO MEFISTO. 

STORIA DI STRAORDINARIA CORRUZIONE.

La giustizia è come una ragnatela dove cadono e restano intrappolati gli insetti piccoli, mentre i grandi rompono la ragnatela e fuggono, si allontanano! (Solone)

Fausto è un giudice e Mefisto un avvocato che lo corrompe promettendogli le quattro chiavi della felicità: l'oro, l'eterna giovinezza, il sesso e l'homunculus, ovvero la procreazione spirituale. Un versione moderna, originale e spettacolarizzata, nell'interpretazione dell'eterno mito del Faust.

Col titolo MERIMANGA(Il Ragno, Tradotto in albanese da Aulona VEIZI) dalla  Compagnia Teatrale "PIRANDELLO" in collaborazione con il Teatro "PETRO MARKO"  di Valona (Albania)e rappresentato nelle seguenti località:

  - Valona: Sala del Teatro "PETRO MARKO", 6, 7, 8 novembre e dal 10 al 14 dicembre 2004, ore 18.

 

- Fier: il 5 maggio 2005 nell'ambito del Festival "APOLLON 2005" (1- 7 maggio 2005) organizzato dal Ministero della Cultura d'Albania.

CAST:

     FAUSTO  --  Kristaq A. SKRAMI

         MEFISTO -- Astrit  MAMAJ

         ELENA  ---   Valbona IMAMI

         PRETE  ---  Ilirjan  ALI

         UN GIUDICE -- Vasil  GODA 

      Scenografia: Agron JAKUPI

      Musica: Artur DHAMO

      Coreografia : Yllka CELA

      Direttore Artistico : Kristaq A. SKRAMI

       Regia: Besnik ALIAJ.  

Il critico dr. Josif Papagjoni che ha visto il dramma rappresentato al festival di Fior, sul giornale nazionale sqipetaro "Koha Jonk" ha scritto che con quest'opera è nata una nuova era nel teatro albanese(articolo Tundimi i djiallit "Para", p. 19).   

Nel titolo originario:

Il  giorno 20 dicembre 2009 presso il Piccolo Re di Roma nel  corso del Convegno I FAUST:  STREGONI, ARTISTI E GIUDICI, condotto da Francione mis en espace per la regia di Walter Toschi

con

Giovanni Fausto: Walter Toschi

Andrea Mephisto: Mario Merone  Francesco De Angelis

Margherita: Silvia Imperi

Elena: Andrea Bembibre

Famulo: Gennaro Francione

Lo spirito musicale: Gianni Mirizzi alla fisarmonica

   13)LEZIONE D’INGLESE (di Agius e Francione).

 In una veranda di stile alpino che dà su un giardino una signora anziana, Marisa, prende lezioni d'inglese da una signora giovane maltese, Astrid. Oggi l'inglese è di gran moda e Marisa non riesce a sottrarsi anche per la necessità di comunicare con la figlia in America. I risultati sono grotteschi, risibili ma presto la lezione si rivela essere qualcosa d'altro. La ricerca nell'insegnante di un angelo per lenire nel dialogo italoparainglese tutte le sofferenze di una vita tragica, per la prima giovane figlia morta di cancro e un marito diventato per gioco crudele eternamente silente. Su tutto incombente una vecchiaia stanca e pur ardimentosa volta a lenire le sofferenze di una vita vuota con la poesia, la follia logorroica e l'affetto di un'amica.

 L'opera è stata rappresentata:

- Al Teatro Fara nume di Ostia per la prima rassegna del "Corto teatrale", il 12 febbraio 2005 per la regia di Filippo Bubbico con  Laura D'Anno e Vittoria Viola.

- Al Teatro Aurora di Velletri il 19-20 febbraio, al Teatro Piccolo Re di Roma il 4-5-6 marzo(presente la coautrice Astrid Agius), al teatro s.  Giuseppe Pallotti di Roma il 12 marzo, per la rassegna "Rivoli" (teatro da camera doppio con sax e viola; pres. insieme a Doppelganger iudex) per la regia Filippo Bubbico con  Laura Antonini e Vittoria Viola. 

Francione ha inserito Lezione d'inglese scritta con Astrid Agius nel primo libro anticopyright FAI DA TE di Rosella Federigi intitolato "D'istanti di versi" (libro di poesie, giugno 2013). Il libro è  stampato in casa con una normale stampante a getto d'inchiostro, rilegato a mano e rilasciato nel PDA ─ Pubblico Dominio Antiscadenza (all rights renounced). Il libro è gratuitamente scaricabile (come tutte le altre opere degli autori aderenti al progetto PDA) in formato elettronico dal Forum di Anticopyrightpedia mentre in formato cartaceo il testo è ottenibile in prestito esterno presso la rete delle biblioteche della provincia di Pisa "Bibliolandia".

                                             LEZIONE D'AUTUNNO

scritto da: Andrej Adramelek e Astrid Agius

adattamento e Regia: Vincenzo Palazzo

Interpreti: Giulia: Patrizia Morelli Astrid: Shelagh Stuchbery

Scenografia: Biagio Mauro Faviere

Direttore Artistico: Paolo Mellucci

Ufficio Stampa: Annunziata Mastroianni

Organizzato e promosso dall'associazione culturale e sociale "Che cosa sono le nuvole"

 

"Giulia (Patrizia Morelli) frequenta lezioni private di inglese da Astrid (Shelagh Stuchbery) madrelingua;  ne ha bisogno per comunicare con i nipotini che abitano oltreoceano. Le due si incontrano qualche ora durante la settimana a casa di Astrid. L’allieva  è negata per l’apprendimento della lingua e le lezioni si riveleranno un pretesto perché trova nell’insegnante una confidente per lenire le sofferenze di una vita tragica, appesantita dalla vecchiaia incombente.La tragicommedia di Andrej Adramelek e Astrid Agius, adattata e diretta dal regista Vincenzo Palazzo,   tocca  le corde più sensibili dell’anima attraverso l’ironia, la riflessione e il dramma.

 

QUANDO:

Venerdì 11 dicembre ore 21.00

Sabato 12 ore 21.00

Domenica 13 ore 18.00

 

DOVE:

Teatro Gp2 - Vicolo del Grottino 3B, Roma (angolo via del Corso di fronte Hotel Plaza a 400 metri dalla Metro Spagna)

Per info e contatti: checosasonolenuvole@gmail.com

oppure 329.0293786 (dalle 16 alle 20.30)

 

EVENTO SU FACE BOOK:

https://www.facebook.com/events/1526105901033704/

  

15)  LA SPOSA DI CORINTO.

Dramma bucolico-vampiresco in un atto in cui, partendo dalla omonima ballata di Goethe, si  racconta del poeta Amorgo alle prese con Melusina, la moglie vampira, e con le infernali amanti  dei quattro elementi. Con: Deborah Massaro,                   Anna Cetorelli, Stefano Masala; Musiche di Marcello Appignani; Uff. stampa e P. R.: Astrid Agius; Luci: A.T. Promotion; Costumi: Sartoria Pinelli. Regia: Deborah Massaro. Al Teatro dei Contrari di Roma dal 5 al 10 aprile 2005.  

16)L'ORGIA DEL TERZO POTERE

Monologo grottesco. Che la sessualità abbia effetti benefici e rasserenanti è cosa nota, ma che uno stimato e noto giudice ultra-conservatore Antonino Scaranzano si esprima a favore delle orge come soluzione per disinnescare le tensioni sociali, disorienta e sorprende non poco. Il monologo descrive l'effetto liberatorio dell'orgia metaforizzata in verità sul mondo come è: caos. L'amore per la verità del giudice Scaranzano, spinta all'eccesso, lo porta ad abbattere pubblicamente l'ipocrisia sociale del ruolo di agente di Temi, affrancandolo in prima persona dalle sue voglie forcaiole e dalle pastoie del mascheramento togato. Il terzo potere, la Giustizia, diventa così faro di luce dissacratoria e rigenerante per tutti gli altri poteri dello stato.

1) Per la regia dell'avv. Luigi di Majo.

Mise en espace al Teatro Fara nume di Ostia per la prima rassegna del "Corto teatrale", il 12 febbraio 2005. Con Giacinto Licursi

2) Mises en espace di e con Salvatore Gioncardi:

- Presso il circolo Anfibio di Roma, nella rassegna teatrale "Quarta parete" a cura dell'associazione artistico-culturale www.circoloattori.com, il 3 marzo 2006.

- A Roma il  10 marzo 2006  presso il locale "Anticaja e Petrella" durante la seconda edizione del festival nazionale (di corti teatrali) "Corto Concorso" dedicato ad Alberto Sordi.

- Presso il club Zodiaco 2 di Lavinio, per la rassegna "Lo zodiaco sotto le stelle 2006 - Messe a nudo", l'11-12-13 agosto 2006 con il Patrocinio della Regione  e della Provincia di Roma, nonché del Garante per i diritti dei detenuti.

3)Mise en espace di e con Gennaro Francione:

-  A Roma, nella Festa al Trullo, a cura delle Piccole Ombre e della Corte dei Miracoli, il 21 settembre 2007, presentando altresì la Scuola di Teatro  Popolare.

- Al Teatro Piccolo Re di Roma,  il 12 ottobre 2007, nell'ambito della rassegna "Il  monologo e i suoi linguaggi";

Il 29 maggio 2010 in occasione della presentazione presso la libreria Rinascita Cafè di Roma del libro Se  mi lasci non male a cura di Gianni Puca.

4)Mis en espace di e con Gianpiero Scurti il 12 aprile 2010 nell'ambito della rassegna "Il teatro di giustizia" a cura del  giudice  drammaturgo Gennaro Francione presso il Teatro Duse di Via Crema a Roma.

17)PROCESSO A CARAVAGGIO E PASOLINI.

  Un processo parallelo, in due atti, quello a Caravaggio e  Pasolini a descrivere, attraverso le vicende giudiziarie, la vita  e l'intimità di due artisti estremi.

Il processo alla loro sessualità abnorme(bisessuale quella di Caravaggio, omosessuale quella di Pasolini) è solo l'aspetto esterno di una trasgressione vista dal potere dominante e clericale come sovvertitrice di un ordine.

Da sempre l'artista fa paura perché essere che non si lascia imbrigliare. Ogni pretesto è buono allora per attaccarlo, farlo soffrire, ammazzarlo.

La morte forzata, dolce per veleno quella di Caravaggio, violenta  quella di Pasolini, è l'estremo tentativo di annullare l'artista dopo che tutte le torture esistenziali sono fallite.

I due personaggi nella pièce procedono in parallelo. Ma poi secondo lo spazio di Lobacevskij dalle infinite parallele che si toccano, finiscono per incontrarsi nel bacio e nell'abbraccio finale.

Mis en espace per la regia di Chiara Pavoni.  Aiuto regia: Cristiano Fioravanti. Attori: Aldo Cerasuolo: Caravaggio - Fabrizio Rendina: Pasolini; Pierre Bresolin: avvocato - Chiara Pavoni: giudicessa. Musiche: Mauro Petrarca - Costumi Irene Corda

Presentata dall'Associazione culturale HAMSTER CIRCUS e ADRAMELEK THEATER:

 1) Il 4-5 marzo 2006 al Teatro Affabulazione di Ostia,

2) Il 21 aprile 2006 presso l'Arci Via Monti di Pietralata 16(Largo Betramelli) presentato dall'Anis;

3)il 22 aprile 2006 alla Palestra Comunale di Supino nell'ambito dello spettacolo    CARAVAGGIO, PASOLINI, DE ANDRE': L'ARTE DAL POPOLO con I DISAMISATDE    (Antonio Merini, voce e chitarra del gruppo; Francesco Fiaschetti, flautista; Roberto Ceccarelli, alle percussioni; Lamberto Infurna, alla chitarra)

4)Il 27-28 aprile 2006 nella chiesa sconsacrata dell'Angelo Mai Occupato.  

5) Il 29 luglio 2006 nella riduzione "Processo a Caravaggio", per la regia di Pierre Bresolin, con  Pierre Bresolin nelle vesti del giudice e di Aldo Cerasuolo in quelle di Caravaggio,  Francione si è esibito per la prima volta come attore nelle vesti dell'avvocato. La mis en espace si è svolta nel magnifico scenario di Porto Ercole durante  la premiazione del Primo Premio  Ri.P.Di.Co. - Porto Ercole Scrittori della Giustizia http://www.ripdico.it/index1.html

 18)SUONI E LUCI DI GUERRA  E  PACE

Una pièce multimediale a collage dove artisti(un poeta, un pittore, teatranti di strada) e ragazzi, uniti insieme, lanciano il loro urlo contro l'infamia della guerra, di qualunque guerra, auspicando un mondo diverso con un nuovo sole che riscaldi la fratellanza degli uomini finalmente accomunati dalla pace, dall'emozione e dalla creatività comuni.

 Il giorno 25 aprile 2006, alle ore 19.00, presso il Cinema Teatro Don Bosco,  sito in via dei Salesiani (quartiere Don Bosco,nei pressi della Basilica) gli alunni delle classi terze medie della Scuola Media Statale "V. Bellini" di Roma, con il patrocinio del X Municipio e in collaborazione conl'Associazione Culturale "Artisti per sbaglio" presentano Suoni e Luci di guerra e pace di Gennaro Francione e Francesco De Cicco, da un'idea di Gerardo Pedicino.

Il lavoro, fortemente voluto da F. De Cicco e da genitori del Consiglio diIstituto della cennata Scuola, è impregnato soprattutto sulla tematica della Pace, intesa nella sua universalità. Altro non è che un cammino, di autori, poeti, scrittori, cantautori, attraverso le guerre alla ricerca della Pace. Tecnicamente lo spettacolo si svolge "a quadri", facendo rivivere varie situazioni storiche fino ai giorni nostri, descrivendo le conseguenze disastrose della guerra con poesie, recitazione, balletti e proiezioni di immagini. Il tutto accompagnato da musiche. Con questa iniziativa si vuole creare un'aggregazione ampia tra ragazzi, genitori, insegnanti e attori. L'idea è quella di utilizzare il teatro comemezzo di comunicazione; il fine è arrivare con l'estetica a parlare di pace, perché ognuno di noi, nel piccolo, deve fare un minimo sforzo per aiutare tutticoloro che vivono in situazioni disastrose provocate dall'assurda guerra.

 Protagonisti ragazzi:

ARAMINI FABRIZIO

AVETA SILVIA

BANDINI DIANA

BRESSI DAVIDE

BUONSANGUE GIULIA

CAFASSO ALESSANDRO

CATRACCHIA ERIKA

D'ALOIA FRANCESCO

DE CICCO GIAN MARCO

DE DOMINICIS VALERIO

DE ROSA ANDREA

DE STEFANO SUSANNA

DI ANTONIO FEDERICA

DORO MATTEO

FEIL ALESSIO

FERDINANDI FEDERICO

FERRETTI ANDREA

LA BELLA ELEONORA

LA TORRE ELENA

LACAL IRENE

LIONITO ALICE

MANNA MARCO

MARINO MICHELE

MASSARO MARTINA

NAPOLEONI ADRIANO

NARDOZZA FRANCESCA

ORI MARTINA

PALLANTE ELISA

PANNUNZIO ZENO

PIRRAZZO M. CHIARA

PORCELLATI EMENUELE

PROCACCINI CHIARA

R. E.

RONCAIOLI MARTINA

ROSSETTI ILARIA

SINIBALDI LORIS

VANNOZZI MAURIZIO

WYKE BEATRICE.

Protagonisti adulti:

 Francesco DE CICCO, nel ruolo di Girasole Michele

Laura LISI, nel ruolo della “Signora con la falce”

Gemma ANDREINI, nel ruolo della madre di Girasole

Annalisa MIANI, nel ruolo della fidanzata di Girasole

Massimo LA BELLA, nelle vesti di Don Alberto il prete (per la prima volta in palcoscenico)

Valentina VERGA, la donna di Hiroshima

Claudio AMORE, il cantasorie

Elisabetta BERNABEI, popolana (per la prima volta in palcoscenico)

Francesco FISCHETTI, il narratore

Barbara REALI, popolana (per la prima volta in palcoscenico come attrice)

La piccolo Naomi BALDINI (4 anni) che ha rappresentato la pace.

 Fungono da Coordinatrici generali:

Anna Gaudiello e Maria Capozio (insegnanti)

Scenografie

Antonio Fichera (insegnante)

Canti

Fabio Esta (insegnante)

Ricerche musicali e colonna sonora

Francesco de Cicco - Claudio Zappullo - Carlo Bisio

Tecnici del suono

Claudio Zappullo - Carlo Bisio - Marco Gigante

Luci

Claudio Caporale e Mario G.

Fotografie di scena

Dario Vannuccini

Proiezione immagini

Fiore Ranauro

Coreografie:

Grazia Casu e Barbara Reali

Ricerche, realizzazioni Costumi e reperimento suppellettili

Patrizia Russo - Franco Maria - Dina Mareri

 Regia

Francesco De Cicco 

L'opera è stata ripresa sempre per la regia di De Cicco,  con  il  patrocinio ed il  contributo  della  presidenza  del Consiglio Regionale del Lazio

Con(in ordine alfabetico):

 

Attori :

 

AMORE Claudio  -  ANDREINI Gemma  -  ARAMINI Fabrizio  -   BEVERE Ilaria  ─

DE CICCO Francesco - DE CICCO Gian Marco - DEL GAUDIO Franco - FIORETTI Vanessa ─ FISCHETTI Francesco - GIANNINI Luigi - INTORCIA Maria Rosaria ─ NOBILIO Gianfranco - ORSOLINI Gabriella - PACIFICI Alessia - ROBAUD Anna Maria - ROSSI Carmela - RUSSO Gerardina ─ SAVI Gian Marco - SPATAFORA Carmen  - SPECULATORE Valentina - TRIVELLINI Alessandro ─ VITTOZZI Davide

 

Corpo di ballo:

 

APOLLONI Federica ─ BIANCHI Laura ─ BORTOLOTTI Martina ─ CINQUINA Francesca - CODA Natascia ─ DE FINIS Ilaria ─ DI STEFANO Elena ─ DI RENZO Martina ─ FATANO Veronica ─ FERRARA Carlotta ─ FORMISANO Elisa ─ INGROSSO Chiara ─ LA ROSA Fabiana ─ LEONE Sara ─ MANISCALCO Dalila ─ MUNEROTTO Arianna ─ NOVELLI Roberta ─ PELLECCHIA Francesca ─ RICCI Giorgia ─ ROCCA Eleonora ─ SPALLOTTA Silvia ─ TERIACA Chiara ─ TERRASI Marco ─ TRITTO Giulia

 

Ballerina solista: LA ROSA Fabiana

Passo a due: Francesca PELLECCHIA - Marco TERRASI

Musiche e ricerche musicali:           

Stefano BACILLI -Claudio ZAPPULLO - Carlo  BISIO ─ Francesco DE CICCO

 

Coreografie : Cinzia CONDRERAS

 

Registrazioni : Marco GIGANTE

 

Fotografie: Michele CIAVARELLA

 

Proiezioni immagini: Fiore RANAURO

 

Fonica: C. BISIO - C.ZAPPULLO ─ Jacopo DE CICCO

 

Luci: Claudio CAPORALE - Mario MILANI

 

Violoncello solista: Rita CARLACCI                    

 

Elettricista - Allestimento scenico: Gianni SORRENTINO

 

Le canzoni sono eseguite da:

Alessia PACIFICI - Valentina SPECULATORE - Davide VITTOZZI

L'organizzazione, la pubblicità, le pubbliche relazioni sono a cura dell'Associazione "Uno schermo nel parco".

Dove:

- il 21 dicembre 2008 presso il teatro Gianelli di Roma

- Il 17-18 gennaio  e il 15 marzo 2009 al teatro san Leonardo di Acilia.

- il 31 maggio 2009 al Teatro san Felice a Centocelle(con Gian Marco Savi nella parte di Dudu)

19)APOXIOMENOS(L'atleta di Lussino- Il Dopato di Olimpia) 

Nella piéce l'atleta Koroibos, ex cuoco, esprime i peggiori vizi della Grecia di un tempo, che sono quelli di adesso. Ovvero la ricerca di un arrivismo senza scrupoli che non esita a ricorrere al doping pur di primeggiare nello sport e nella vita sociale. Allora come ora, infatti, il primeggiare in una disciplina dava accesso alle piy alte cariche politiche.

Fa da contrappunto a Koroibos la madre Callipatera, la sua coscienza, la quale gli rammenta l'onore del padre defunto, pescatore e persona giusta tanto da diventare capo del villaggio.  

Il trait d'union è Pittaco, poeta cantore della semidivinità dell'atleta. Figura melliflua e amante di Koroibos, egli oscilla tra la poesia moralistica e la funzione di mistagogo, pronto a somministrare bevande che portino al contatto con l'Olimpo degli dei e dello sport.

La storia della vittoria si svolge fino al drammatico scontro di Koroibos con la madre invano protesa alla ricerca di una via di salvezza lontana dalla droga, dal lusso e dagli eccessi. Il ritorno all'isola della semplicità di Lussino rimarrà una vaga chimera aggirantesi tra il sangue sparso degli affetti primari elusi.

Tutto là tra Olimpia e i sacri misteri di Eleusi.

Rappresentazioni della Compagnia Adramelek Theater con Filippo Bubbico, Giuseppe Alagna e Sandro Scarpelli per la regia di Filippo Bubbico.

- il 24 febbraio 2007 presso il Piccolo Teatro Cts di Caserta

- il 30 marzo  2007 (supervisione alla regia di Simona Cirelli) presso il Teatro della XII a Spinaceto Roma nell'ambito della rassegna "Il Teatro in Tribunale"  

- il 21 aprile 2007 il pezzo Il sogno del cuoco è stato recitato dall'autore e dall'attore Alberto Ruocco nel corso del convegno "Disagio sociale e droga oggi" presso l'Istituto per Ispettori della Polizia di Stato di Nettuno.

NOTE DI REGIA. L'autore attraverso il regista e gli attori esprime situazioni estremamente attuali quali la presenza della droga nelle competizioni sportive e la conflittualità da sempre esistente fra la figura materna e la progenie.

Altro tema di straordinaria modernità è l'omosessualità espressa con eleganza unita a  senso critico e complicità. Il regista, interpretando il senso del testo, impregna le situazioni di estrema ironicità fino a culminare con l'ultima scena straziante e drammatica.

Di fatto nella messa in scena estremamente surreale e atipica i personaggi vivono in un mondo senza tempo di oggi  di ieri e di domani. La recitazione accademica e manieristica è una sistema per sottolineare il grottesco di un mondo apparentemente irripetibile

Il coup de théatre è la madre rappresentata da un uomo secondo vecchie tradizioni teatrali dalla Grecia fino all'avvento del teatro francese nella metà dell'800.

2) per la regia di Sebastiano Lizio con Sebastiano Lizio, Rosa Genovese e Domenico Briguglio. Coreografia: Anna Cirigliano e la sua scuola Choros (http://www.annacirigliano.it/compagnia-choros.htm). Scenografia: Laura Giuseppina Tarantola. Grafica: Maya Francione

- Al teatro Aurora di Velletri l'11 marzo  2008  nell'ambito di un incontro sulla droga,  presenti professori e allievi della scuola Mancinelli e Falcone (vedi dopo)

- Al teatro della Forma di Roma (senza la coreografia) i giorni 3-4-5-6 giugno 2008.

Il lamento di Callipatera è stato rappresentato da Rosa Genovese  all'Hotel Majestic di via Veneto   a Roma,  il 4 ottobre 2008, in occasione del 3° Convegno dei Giudici Scrittori.

Il 24 luglio 2009, Alberto Ruocco nell'ambito dello spettacolo tenutosi al Gay Village dal titolo "Ogni uomo uccide la cosa che ama" per la regia di Armando Cianchella, organizzato dall' associazione DI' GAY PROGET, ha interpretato Koroibos il dopato  di  Olimpia in modo del tutto singolare recitando il monologo a seguito di una performance ginnica su musica di Vangelis.

La performance è stata ripetuta il 2 agosto 2009 ad Anzio nel corso dello spettacolo multiplo "Anima e corpo", organizzato da Marco Colaiori in  arte  Marco  Ra.

3)Per la regia  di Alberto Ruocco 

- Il 24 luglio 2009,  con Alberto Ruocco nell'ambito dello spettacolo tenutosi al Gay Village dal titolo "Ogni uomo uccide la cosa che ama" per la regia di Armando Cianchella, organizzato dall'associazione DI' GAY PROGET, ha interpretato Koroibos il dopato  di  Olimpia in modo del tutto singolare recitando il monologo a seguito di una performance ginnica su musica di Vangelis.

- Il 2 agosto 2009 ad Anzio nel corso dello spettacolo multiplo "Anima e corpo", organizzato da Marco Colaiori in  arte  Marco  Ra.

- il 12 aprile 2010 nell'ambito della rassegna "Il teatro di giustizia" a cura del  giudice  drammaturgo Gennaro Francione presso il Teatro Duse di Via Crema a Roma;

-  ammesso alla selezione di  SHORT CORTI TEATRALI organizzato da MOVIE MACHINE  e rappresentato il 13 giugno 2010 al Teatro dei Satiri a Roma,

il 20 agosto 2010 presso lo Stabilimento balneare "Lido Costadoro" Sperlonga (Latina) nell'ambito della rassegna Mare Art-festival

-  a Cantalupo in Sabina per ARTE.r.i.e. nell'ambito della Rassegna di Ipotesi Espressive  il 2 settembre 2010.

4) Per la regia di Paolo Perelli col titolo Koroibos, l'atleta di Lussino con Stefano Guerriero (Koroibos); Paolo Perelli (Pittaco); Rossana Bellizzi (Callipatera); Lorena Coppola e Marina Mueller (le danzatrici); Scene: la Bottega dell'immaginario; Costumi: Adriana Ieva; Tecnico luci e suoni: Luca Tabacco; Musiche: Goran Bregovic (tratte da Ederlezi); Fotografo di scena: Francesco Cancellato.

 - il 21-2-1010 a cura dell'Associazione culturale uno schermo nel parco in collaborazione con l'Adramelek Theater e la Compagnia dell'essenza al Te Fenua Art Space, al Borgo medioevale di Ostia antica di Ostia antica, con dibattito finale sul doping nello sport moderno.

5) Per la regia di Giovanni Impellizzieri - Valentina Versino

 KOROIBOS, L'ATLETA DI LUSSINO

con Paola Bonazzi, Deborah Fedrigucci, Stefano Guerriero, Valeria Loprieno, Federico Melis, Valerio Porleri, Giovanna Rovedo 

                             NOTE DI REGIA

 L'antichità ebbe nei miti e nelle tragedie la rivelazione costante dell'umanità che ha dovuto trasmigrare nelle divinità classiche, per dichiare sicuramente se stessa. Se al loro posto apparissero gli uomini,umani troppo umani, le vicende narrate sevirebbero a significare un episodio e non un costume di vita umana.

Ed ecco che inizia il viaggio di Koroibos, Corebo di Elide, che nell'VIII sec. a.c., fu il primo vincitore olimpico. Nella trasfigurazione di Francione Koroibos liberamente intepretato diventa l'atleta di Lussino che dalla vita semplice, normale e bella della sua isola, condurrà il giovane al chiasso corruttore di Olimpia.  Viene cosl descritto non soltanto un attraversamento fisico-geografico, ma un vero e proprio  viaggio dentro di si, un esplorazione dei suoi paesaggi emotivi, dei suoi limiti, mentre incessantemente corre tra i suoi due emisferi.

Il viaggio è presto caratterizzato da forti contrasti e ambivalenze, da un lato l'Areth, la virty, i sani valori che la terra ispira, il sano agonismo propinato dagli stessi giochi olimpici, cui motto era: Citius, altius, fortius, ovvero "piy veloce, piy alto, piy forte, dall'altro il vizio, il sedentarismo, la depravazione, la pigrizia mentale e fisica, la fama, il successo, il denaro, e i paradisi artificiali dell'ergon eleusino. Koroibos, al quale nemmeno piy la frescura del tramonto da sollievo, che a quasi trent'anni si sente già canuto, non appartenendo piy a se stesso, voleva solo cogliere i frutti della sua immagine. La sua coscienza si lacera, sfalda e sdoppia in Pittaco, il poeta amante, che lo inizia ai Misteri Eleusini e all'ergon, e la madre Callipatera, complice di aver taciuto di fronte agli dei e alla legge la colpa segreta di Corebo. La scena diviene cosl il luogo della stratificazione di senso e di si tramite il dialogo, quindi, allo stesso tempo, reale e fittizio a tratti onirico.

In chiusura, la coesistenza e coidentità di Koroibos-Pittaco, recidono per sempre gli steli  di Callipatera: Koroibos, è rigenerato simbolicamente da un risucchio del grembo materno, da cui riesce dolorante per il matricidio ma rinnovato.

Il forzato trapasso di Callipatera per mano amata di Koroibos, se da un lato è fonte di rinnovamento, dall'altro indica solo il trampolino verso nuove nevrosi, generatesi dal peso del controllo dell'ansia e quel lato oscuro di si coattamente messo a tacere.

Se da un lato, come diceva lo stesso Freud, la salute psichica è l'amore intelligente e non fanatico per la verità, dall'altro, la passione per la verità viene soffocata da risposte che hanno il peso dell'autorità indiscussa.

oh se potessimo avere un mondo di pace perenne, con gare e giochi e gioie che non finiscono mai!

  è tutto un sogno chiudere gli occhi e le labbra sognare

 Il teatro e la danza si cercano e collaborano ormai da tempo, il progetto mira a trovare e sviluppare una vera sinergia ricca e presente, tra danza e teatro, dove gli attori sono corpi che esprimono emozioni e i danzatori voci danzanti.

La ricerca vuole trovare un vocabolario comune tra questi due mondi, cosl attigui ma spesso ancora distanti, giungendo, alla realizzazione di un lavoro autentico, superando, spero, i limiti che ancora ci sono tra parola e corpo.

Una ricerca incentrata sulla volontà di realizzare, una pieces di teatrodanza.

Una ricerca volta alla scoperta di nuove possibilità del corpo danzante.

Una ricerca per attori e danzatori, tutti davanti allo stesso scopo: superare i propri limiti artistici.

Utilizzare la tecnica per interpretare un nuovo si.

Una ricerca volta a superare il confine delle arti in aeree prestabilite.

Una rilettura in chiave contemporanea del ruolo del coro greco, nel quale va a narrarsi la storia tra gesto e parola

I temi trattati dalla sceneggiatura dell'Atleta di Koroibos, suggeriscono una somiglianza inquietante alla nostra contemporaneità.

Sulla scena si trasfigurano gli archetipi  della natura umana, talvolta neri universali , ancora irrisolti oggi giorno, attraverso il linguaggio astratto del teatro danza per lasciare lo spettatore libero di riflettere sull'inamovibilità del tempo.

 - Istituto Copernico di Pomezia il 31 marzo 2011

  - Teatro 19 - Auditorium "Paolo Stefanelli" 2 - 3 aprile

- Teatro 19 - Auditorium "Paolo Stefanelli" 2 - 3 aprile -  Al Mac il 21 maggio 2011

- Frammento di 10 minuti al teatro Golden di Roma il 28-30 maggio 2011

- Teatro allo Scalo dal 2 al 5 giugno 2011

5) Per la regia di Giuliana Adezio

 KOROIBOS IL DOPATO DI OLIMPIA   di Gennaro  Francione  con  Alberto Ruocco, Roberto Garzilli, Giuliana Adezio;  regia di Giuliana Adezio

- il 17 - 18 marzo 2012 presso il Teatro sala danza GTS di Nettuno;

- il 1° aprile 2012 a cura dell'Associazione Culturale Arte del suonare - Centro di Alta Formazione Musicale nell'ambito dell'evento  IL GIOCO DELLE  TRE  MUSE:  EUTERPE (MOZART & BRAHMS),   MELPOMENE  E TERSICORE (IL DOPATO DI OLIMPIA)

- il 15 giugno 2012 al Teatro India  nell'ambito della rassegna INCONTRI E CONFRONTI TRA LA COMUNITA LGBT E LA CITTA' DI ROMA dedicata a tutti i colori della bandiera Rainbow, simbolo internazionale LGBT, la Settimana della Cultura Arcobaleno

Opera  selezionata al Premio Isolimpia 2013 - sezione teatro (Napoli, 20-22 settembre 2013;  Isolimpia è una grande manifestazione sportivo-artistica che avveniva nella Neàpolis imperiale. Amartea la riscopre oggi e la ripropone in chiave moderna. Sport e Arte insieme! Gare sportive e competizioni di teatro, danza e musica).

 20)SANTA TECLA DEI NANI DA GIARDINO

Monologo di Tecla, la brigatista nanista. La ragazza è seguace del movimento per le liberazione dei nani da giardino, quel "Front de libération des nains de jardin" nato in Francia nel 1995 e poi diffusosi in tutto il mondo. Il suo programma politico è semplice: liberare i nani dalla loro vita alienante per riportarli nel loro habitat naturale, la foresta.  Dopo l'ennesimo furto Tecla perora la sua causa davanti al pubblico con toni tra  tra il grottesco e il patetico, per rivelare come siamo tutti, volenti o nolenti, nani di gesso per decorare i prati dei Signori del Vapore.

Rappresentato:

- per la regia di Chiara Pavoni, che interpreta anche la brigatista dei nani, il 30 marzo 2007 presso il Teatro della XII a Spinaceto Roma nell'ambito della rassegna "Il Teatro in Tribunale";

- per la regia di Vincenzo Sartini con Ilaria Sartini:

  al Teatro Aldo Fabrizi di Morlupo, il 22 febbraio 2009, nell'ambito dell'avanspettacolo d'avanguard PULCINELLA, BIANCANEVE E I MOSCONI. Due monologhi grotteschi di Gennaro Francione con improvvisazioni canore e recitate di Vincenzo Sartini.

- all'ex Lanificio Luciani di Roma, a cura dell'Atelier del Teatro, salotto artistico multimediale, il 16 marzo 2009;

- nell'avanspettacolo d'avanguard Nani dittatori e scimmie sfaticate il 24 aprile 2009 al Piccolo Re di Roma per la regia di Vincenzo Sartini.

- Vedi Listen regia di Rossella Clemente

20)LA GUERRA CULINARIA DI MONSIEUR GURDJIEFF

  Dramma in un atto.  Racconta l'insegnamento di George  Ivanovitch Gurdjieff(1877-1949), il maestro armeno che agli inizi del secolo scorso fondò una scuola d'insegnamento esoterico volto alla liberazione dell'uomo. Attraverso il Triagramma Drammaturgico rappresentato dal Maestro Musicale, dall'Allievo Poeta e dall'Amante Pittrice si dipana la storia di tre anime nascoste nella casa di una Parigi appena invasa dalle truppe tedesche. La guerra si fa metafora della condizione umana in sé con l'insegnamento di Gurdjieff che spinge l'essere lungo la Quarta Via della consapevolezza e della fratellanza operosa.

Per la regia di Annalisa Malizia Chiara Pavoni, con Andrea Bray, Manuel Berardicurti e Ilaria Giambini, rappresentato:

- l'8-9-10 gennaio 2008 presso il Teatro Betti di Roma;

- il 22 gennaio 2008 in appendice al convegno "Gurdjieff e la quarta via drammaturgica" con l'intervento dell'Ass. La Teca presso il Piccolo Re di Roma.

Per la regia di Vincenzo Sartini con Vincenzo e Ilaria Sartini, Tony Matera; tecnica e fonica: Carlo Di Odoardo; allestimento scenico: Gianni Sorrentino, costumi Astrid Agius:

- il 20 dicembre 2008 presso l'Hotel Turner di Roma.

- il 24-25 gennaio 2009 presso il Teatro Stabile di Ostia Antica.

- il 6 (uno spettacolo) e il 7 marzo(due spetacoli) al Nuovo Sala Gassman di Civitavecchia con l'organizzazione Blue in the face di Enrico Maria Ercole.

 21) IL TATO (ASYLUM DOMESTICO PER MAGGIORDOMO PAZZO)(COAUTORE DE CICCO)

  La notizia della fuga dal manicomio di un maggiordomo pazzo sconvolge la vita di Antonio Cesarano, ossessionato prima in equivoco e poi realmente dall'intrusione del folle. La commedia si sviluppa in avalanche in un crescendo di situazioni comiche, basate sulla tecnica del sequestro di persone e sull'entrata di personaggi grotteschi, come l'impresaria di pompe funebri e lo stregone africano, fino all'esito finale dove tutto si ricompone facendo riacquistare ad Antonio l'agognata pace.

Per la regia di Francesco De Cicco.

INTERPRETI

Antonio Cesarano                  Francesco DE CICCO

Gertrude, la moglie                 Gemma ANDREINI

Camilla, la figlia                     Anna Maria ROBAUD

L'amministratore di condominio        Claudio AMORE

Il Maggiordomo                      Gianfranco NOBILIO

Gianfilippo, lo spasimante      Eduardo TOMMASINO

Dongo, il ragazzo di colore    Alessandro TRIVELLINI

Dudu, il padre di colore         Fiore RANAURO

Gianna SGORBI                       Carmela ROSSI

Il Direttore del manicomio      Gabriele STELLA

Radiocronisti      Claudio ZAPPULLO e Carlo BISIO

Le musiche ed effetti sonori sono a cura di Claudio Zappullo, Carlo Bisio,Francesco De Cicco, Stefano Bacilli, eseguite da Jacopo e Gian Marco De Cicco, Alessio Pellerani e Riccardo Ciorba, presso lo studio di registrazione "Spazio Cinque" in Fregene(RM)

Rappresentato:

- il 19 gennaio 2008 al Teatro Villa Sora di Frascati

- l'1 e 2 febbraio 2008 al Teatro Aurora di Velletri;

- il 17 febbraio 2008 al Teatro san Leonardo di Acilia;

- il 12 e 13 aprile 2008 presso il teatro del Circolo ANSPI 'Fratel Policarpo' di Roma;

- il 6 aprile e il 5 giugno 2008 al teatro San Felice di Centocelle

- il 9 maggio 2008 nell'ambito del Progetto Pharmakon "Adramelek Theater, fuori e dentro le mura, s'interroga sul carcere" presso il carcere di Rebibbia femminile (qui è intervenuta Gerardina Russo nelle vesti di Dada la moglie dello stregone Dudu). 

23)LA CELLA DI ALESSIO (PRIGIONIA DI FEDOR MICHAILOVIC DOSTOEVSKIJ- II° ATTO DI PROCEDURA PER LA CELLA DI ALESSIO)

Dostoevskij è rinchiuso nella tetra cella in attesa dell'esecuzione mediante fucilazione. Là s'imbatte nel suo doppio, il principe Myskin (interpretato da Ilaria Sartini) immortalato nel romanzo l'Idiota.
A lui rivela le ambasce, le sue visioni di futura sofferenza personale nel campo di concentramento siberiano dove sarà spedito dopo la grazia, fino ad arrivare, attraverso incontri con altri personaggi delle sue opere come Raskolnikov uccisore dell'usuraia, a visioni apocalittiche di sterminio dell'intera razza umana. Sull'onda dell'aura sacra generatagli dell'epilessia egli godrà il miraggio finale di un mondo salvato dalla bellezza e dal sogno.
 

Regia di G. Francione con Vincenzo(Dostoevschij), Ilaria Sartini(principe Miskin) e la griffe di Francione nelle vesti del giudice Vladimir Todorov.

Rappresentato col commento musicale di Vasco  Barbieri Bolasco:

- il 23- 2- 2008 all'Hotel Turner di Roma;

- il 13-14-15-16 marzo 2008 al Teatro Betti di Roma.

- nell'ambito del Progetto Pharmakon "Adramelek Theater, fuori e dentro le mura, s'interroga sul carcere" presso il Teatro Comunale di Monte San Giovanni Campano il 9 maggio 2008.

- il 24-25-2008 maggio al Teatro Stabile di Ostia Antica;

- il 10-9-2008 alle Terme di Sujio nell'ambito dell''iniziativa culturale promossa dall'Unione Termalisti di Suio, Herald Editore e Infocarcere propedeutica alla presentazione del libro Il sistema penale tra realtà e utopia.

Rappresentato col commento musicale di Vincenzo Sartini; fonico e tecnico luci, Carlo  Di Odoardo:

- il 10-12-2008 in margine al Seminario di Studi su "Diritto e Giustizia", organizzato il 10 dicembre 2008 dall'Università di Castel Sant'Angelo in occasione dell'anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo presso l'Auditorium di Palazzo Sora  a Roma.

- Il 4-2-2009 in margine al convegno-spettacolo organizzato dal Leggio del mare  presso lo Stabilimento Venezia di Ostia;

Il pezzo finale Inno alla Bellezza è stato rappresentato:

- da Vincenzo e Ilaria Sartini;

-  il 29 giugno 2008 presso il teatro Capranichetta nel corso della Festa della Nobile compagnia del Leone Selvaggio;

- l'8 settembre 2012 a Cantalupo  in ARTEr.i.e. Rassegna Ipotesi Espressive - Ottava edizione.

- da Vincenzo Sartini e Sara Soppelsa all'Hotel Majestic di via Veneto   a Roma,  il 4 ottobre 2008, in occasione del 3° Convegno dei Giudici Scrittori.

Fonico e tecnico luci Umberto Sartini:

- il 12 aprile 2010 nell'ambito della rassegna "Il teatro di giustizia" a cura del  giudice  drammaturgo Gennaro Francione presso il Teatro Duse di Via Crema a Roma.

- Il 2-3 ottobre 2010 nell'ambito della rassegna "Giudici e giustiziati" (con Doppelganger iudex); fonica Carlo di Odoardo.

- Il 16 aprile 2011 al Circolo Futurista di Roma; fonica Umberto Sartini;

- il 9 dicembre 2011 alla  Sagra dell'Olivo e dell'Olio a Canino nella Maremma Laziale organizzato presso l'Araciera di canino dalla Pro Loco Di Canino; fonica Umberto Sartini.

Con Giancarlo Martini nei panni di Miskin:

- Il 27 novembre 2010 nell'ambito della rassegna "Tana Liberi tutti" al CIP di Roma con Umberto Sartini alle luci e Maurizio Moretti alla fonica;

- Il 7 gennaio 2011 al Teatro allo Scalo, per Affabula Theater;

- l'8-9 gennaio 2011 ad Affabulazione di Ostia nell'ambito della rassegna "Giudici e giustiziati" (con Doppelganger iudex);

- al Teatro san Vigilio il 22-23 gennaio 2011 nell'ambito della rassegna "Giudici e giustiziati" (con Doppelganger iudex);

 Il pezzo finale Inno alla Bellezza è stato rappresentato:

- da Vincenzo e Ilaria Sartini il 29 giugno 2008 presso il teatro Capranichetta nel corso della Festa della Nobile compagnia del Leone Selvaggio.

- da Vincenzo Sartini e Sara Soppelsa all'Hotel Majestic di via Veneto   a Roma,  il 4 ottobre 2008, in occasione del 3° Convegno dei Giudici Scrittori;

- da Vincenzo Sartini e Francione (nei panni del giudice Todorov-Myskin)

- nello studio dell'avv. Romolo Reboa - Rivista InGiustizia il 16 dicembre 2011.

- col titolo Dostoevskij incatenato alla serata di premiazione della sesta edizione del Premio Letterario Ri.P.Di.Co. - Scrittori della Giustizia, tenutosi al porto di Civitavecchia, Porta Livorno il 14 Luglio 2012.

24) IL SETTIMO SIGILLO DEL CHE. (I QUATTRO CAVALLI DI CHE GUEVARA)

 Teatro-documento in un atto.

Il guerrigliero comunista Che Guevara, arrivato in Bolivia per liberarla, s'imbatte nella Morte. Battagliero com'è riesce a coinvolgerla - alla maniera del Settimo sigillo (film del 1956) di Ingmar Bergamn -  in una partita a scacchi, ultimo rimedio per  ritardare l'ineluttabile ma soprattutto per cercare un senso alla sua vita e al mondo intero attraverso un gioco di mezz'ora.

Regia di Gennaro Francione, aiuto regia  Mariagrazia Pompei & Alessio Alfano. Attori:

Che Guevara: Alessio Alfano

La Morte: Mariagrazia Pompei

Il doppio del Che: Francesco Elia

Montaggio video ─ luci: Ettore Porcu

Effetti Audio: Claudio Cinque

Rappresentato:

- al Teatro Stabile Ostia Antica l'11-12-13 aprile 2008;

- al Teatro Agorà il 20-21 aprile 2008

25)A FAMME 'E PULLECENELLA

Monologo. Pulcinella è alle prese con la fame senza fondo. Egli fa parte del 70 % di affamati del mondo essendo affamato al 100 per cento. In un parallelismo incrociato da tra l'amore cieco per la cuoca Palummella e la fame inestinguibile si sviluppa il monologo della maschera napooletana in chiave "struita".

Mis en espace di e con Gennaro Francione a Torre del Greco nel privé Francione-Caliendo i giorni 13-14 ottobre 2007; 20 ottobre; nel corso del laboratorio  Adramelek-Corte dei Miracoli l'11 dicembre 2007 a Roma. 

Mis in scène per la regia di Francione con Gino Taranto:

-  presso il Teatro Lo Spazio di Roma, nella rassegna  "Autori  nel cassetto,  attori  sul  comò" il 27 luglio 2008;

- all'Hotel Majestic di via Veneto   a Roma,  il 4 ottobre 2008, in occasione del 3° Convegno dei Giudici Scrittori.

- al Teatro Aldo Fabrizi di Morlupo, il 22 febbraio 2009, nell'ambito dell'avanspettacolo d'avanguard PULCINELLA, BIANCANEVE E I MOSCONI. Due monologhi grotteschi di Gennaro Francione con improvvisazioni canore e recitate di Vincenzo Sartini.

- nell'avanspettacolo d'avanguard  Se lavora e se fatica pe la panza e pe la... l'ortica! (con Karoshi) al Beba do Samba per la regia di Gennaro Francione,  il 24 novembre 2009. Cast: Fiore Ranauro nei panni di Pulcinella; Mirko Ferraro alle percussioni; Simona De Nunzio danzatrice. Costumi Vittoria Luongo e Ranauro Giovanni. Arrangiamenti musicali Ferraro e Ranauro.

- presso il "Laboratorio Sociale Autogestito 100celle" il 27 febbraio 2009;

-  a Cantalupo in Sabina per ARTE.r.i.e. nell'ambito della Rassegna di Ipotesi Espressive  il 3 settembre 2010 con Francione nei panni di Pulcinellone.

Rassegna di Ipotesi Espressive  il 3 settembre 2010 con Francione nei panni di Pulcinellone;

- nell'ambito della rassegna  "Affabula Theater" presso il Teatro allo Scalo 26 novembre 2010;

- il 25 maggio 2012 presso l'HOTEL COMEDY SEVEN, col patrocinio della  RIVISTA NUOVE PROPOSTE con la coreografia di Anna Cirigliano; danzatrice   Valentina Turtur alle danze.

Mis in scène per la regia di Francione con Antonio Romano:  - il   28 maggio 2011 nello spettacolo di intrattenimento CANORO-CABARETTISTICO "DRAMMATICAMENTE ..INSIEME ORGANIZZATO DAL gruppo "RIDICANTA CHE TI PASSA...."  presso il comitato di quartiere "Il Macchione" INVia Lotti-località Infernetto-Roma.

- il 16.11.2011 al Teatro Manfredi  di Ostia nell'ambito dello spettacolo di teatro, musica e cabaret con lotteria di solidarietà organizzato dal CO.C.I.D. Onlus, Coordinamento Cittadino per l'Integrazione del Disabile

- il 17 dicembre 2011 al Macchione.

- Il 21 dicembre  2012 per la rassegna  I CAMMEI nell'ambito di Spazi all'Arte per il Natale 2012 Al Centro Habitat Mediterraneo presso IL CHM LIPU OSTIA con due Quadri Scenici Napoletani A famma e Pullecenella con Antonio Romano; E che suonne!!!!! -  il  dramma  dei tempi antichi, con Nicoletta Martuccio.

26)ALCHIMIA DI ROSANERA. Costanzo D'Agostino Editore Roma 2008.; dépliant illustrativo della messinscena per la regia di Giorgio Mennoia, Costanzo D'Agostino Editore Roma  2011.

 Opera multimediale in 3 atti. Rosanera è una bellissima modella-prostituta di Cervara, il paese fantastico degli artisti. La lotta per la conquista  del suo amore tra il Poeta, il Drammaturgo, il Pittore porta quest'ultimo a un viaggio infero alla ricerca di una rigenerazione della colpa e dell'arte guidato dalla stessa Rosanera,  il Vampiro Angelico.  E' il primo anello di una catena liberatoria verso il paradiso della natura di Campaegli che coinvolgerà, infine,  l'intero villaggio.

 

IL CENTRO UNIVERSITARIO TEATRALE DI CASSINO

LA PROVINCIA DI ROMA

IL COMUNE DI CERVARA E IL COMUNE DI ARSOLI

IL  PARCO PAESAGGISTICO  FILIPPO NERI  E GLI ARTISTI EUROPEI DEL 1800)

LE TRE LOCANDE (FONTANILE, ROSANERA E DEGLI ARTISTI, DELLORSO),

ADRAMELEK THEATER

 

presentano

 

ALCHIMIA DI ROSANERA

 

di GENNARO FRANCIONE

 

Adattamento e regia: GIORGIO MENNOIA

Coreografie: SARAH BUNGARO

Allestimento teatrale: Compagnia teatrale TEATRO DEI CONFUSI

 

                       Personaggi ed interpreti:

VALENTINA DONAZZOLO (Rosanera)

FABRIZIO NARDONE (Antoine Auguste Ernest Hibert)

GAETANO FRANZESE (Pursan)

GABRIELE SANGRIGOLI (Abate Ugo Back)

MASSIMO NESE (Zefon)

LEDA PANACCIONE (Silvana la fattucchiera e Kobal l'homunculus)

 

Performance di danza:

SARAH BUNGARO (Musa)

ALBERTO PAESANO (Demone)

 Direttore di scena: IRENE RANALLI

Fotografo di scena: ANNIBALE DI CUFFA

Direttore luci e regia musiche: ENRICA DI DEA

Progetto scenografico: FRANCO SQUADRELLI

 23 luglio sulla piazza Umberto  di Cervara h. 21

Il 24 luglio 2011 alle ore 21.00 è stata la volta di Arsoli, presso  il teatro ottocentesco 99 posti La Fenice.

Il tour è proseguito a Roma (Teatro allo Scalo, 23-24,25 settembre 2011;  Cassino (Aula Pacis il 22-23 ottobre 2011), al Civitavecchia (Teatro Gassman il 26-27 gennaio 2012).

 

27)UGONE TEMPLARE DI PAGANI,  Edizioni Nord Sud, Pagani (SA) novembre 2008.

 Commedia in tre atti con la prefazione del'autore Paralipomeni a Ugone Templare di Pagani.

Hugo de' Payens alias Ugone dei Pagani, fondatore dell'ordine templare in Terrasanta, secondo una teoria, sarebbe originario di Pagani, in provincia di Salerno. Da qui si parte per raccontare in chiave romanzesca-popolare le vicende dell'eroe campano tra cafoni, cuochi, preti e maghi neri. Il viaggio iniziatico verso la lontana Terrasanta, dove lotterà per liberare i cristiani dai saraceni, nasce dall'amore mancato per la bella ostessa Matalena oltre che da ideali nobilissimi di cavalleria guerresca medioevale che lo coinvolgono col fedele pecoraio-poeta Baunco.

Teatro Diana, Nocera Inferiore, 2 maggio 2010. Produzione GIUSTEMPLY

 Regia di Giuseppe De Felice. Interpreti: Fabio Massa nei panni di Ugone, Martina Liberti nei panni di Matalena, Umberto De Prete nei panni di Baunco, Amedeo Ambrosino nei panni di Frate Liborio Alessandra Magnacca nei panni di Cuncetta, mamma di Matalena, Carlo Cutolo, Luca Balestra e Gianfranco Oliva nei panni degli avventori della bettola, Antonietta Carbone nei panni di Amalia, Carlo Cutolo nei panni di Girolamo di Molay e Giuseppe De Felice nei panni del Mago Barliario.

Scenografia: Italo Toscano; Costumi: Anita De Felice, Fonico: Tobia Manfuso.

                      OPERE MULTIMEDIALI


Scanderbeg, un eroe moderno(Multimedial hero)Costanzo D'Agostino Editore in Roma, giugno 2003 con prefazione di Alessandro e Giulio Castriota Scanderbeg d'Albania. 
Narra di Giorgio Castriota Scanderbeg l'imbattibile piccolo grande principe d'Albania che nel '400 salvò il suo paese dai continui tentativi d'invasione dei turchi, la più potente armata del mondo all'epoca.
L'opera drammaturgica finale La scala di Scannerebecco descrive la rinascita dell'eroe grazie all'amore rievocativo e ritualizzato delle generazioni a venire, che non lo dimenticano e pregano per il suo riemergere dal mondo dell'aldilà.
Il dramma è preceduto da una serie di saggi introduttivi: la storia di Scanderbeg e le meraviglie della sua strategia alla luce dell'arte della guerriglia del maestro cinese Sun Tzu; le tradizioni giuridiche e focloriche skipetare e arbëreshë; l'anima islamica dell'Albania soprattutto attraverso la tradizione dei dervisci Bektashi; l'introduzione didascalica alla costruzione dell'opera teatrale.

Il saggio storico è stato tradotto in albanese dal prof. Tasim Aliaj e pubblicato, alla fine del 2006, dall'editore  Naim Frasheri di Tirana.

Presentato il 17 gennaio 2004, in occasione dell'anniversario della morte dell'eroe albanese Giorgio Castriota Scanderbeg, presso l'Ambasciata d'Albania di via Asmara  a Roma alla presenza del prof. Pellumb Xhufi Ambasciatore della Repubblica d'Albania presso il Quirinale, e del prof. Zef Bushati, Ambasciatore della Repubblica d'Albania presso la Santa Sede.  

Nella stessa data è stato presentato presso il comune di Barile.

E' stato presentato al Tg3 - rubrica "Libridine" da Mimmo Liguoro nella notte del 3-4 aprile 2004.

E' stato presentato  il 25 novembre 2004 a Tirana, al Museo Nazionale, dal direttore dr. Moikom Zeqo, presente il principe Alessandro Castriota Scanderbeg. 

Presentato sabato 26 febbraio 2005 a URURI, nella sala consiliare presenti  il Sindaco di Ururi Luigi Plescia, l’Ass.re alla cultura  Anna Di Michele e il Consigliere  Regionale del Molise Pino Gallo, quest’ultimo  in veste anche di Presidente della Commissione per le minoranze linguistiche,  in vista della messinscena in Molise dell’opera teatrale contenuta nel libro ad opera del regista Ugo Ciarfeo.  

Presentato il 17 gennaio 2007, in occasione dell'anniversario della morte dell'eroe albanese Giorgio Castriota Scanderbeg, presso la statua dell'eroe a piazza Albania in Roma, presenti l'ambasciatore  Llesh Kola, il  poeta Visar Zithi(Ministro Consigliere presso l'Ambasciata) e il prof. Italo Fortino, con la relazione "Scanderbeg e l'Europa".  

- Convegno conclusivo del Progetto:   "SHQIPkRIA - La nobiltà delle aquile"   a Lecce, il 28 settembre 2007, presso la    Sala Conferenze Castello   Carlo V, con intervento dell'Assessorato al Mediterraneo Regione Puglia, del Consolato Generale Albanese a Bari, del  Comune di Lecce e di Dr. Klodiana Guka Presidente di Integra  con rappresentazione della scena XI della "SCALA DI SCANNEREBECCO", con Francione nelle vesti di   re  Ferrante-Pulcinella, coadiuvato dall'attore Gianni Magni nelle vesti dell'eroe Scanderbeg.

  - Il giorno 28 novembre 2007, presso la Sala teatro della Casa dello studente a Roma, a cura dell'Università degli Studi Sapienza  e dell'Associazione Studenti Albanesi N.I.F.A., con interveeto del prof. Elio Miracco del Centro di studi albanesi  e di Visar ZHITI, scrittore e primo ministro dell'Ambasciata albanese.  Nell'occasione è stata rappresentata la scena XI del dramma "La scala di Scannerebecco" con Gennaro Francione  nelle vesti di Re Ferrante-Pulcinella e dello studente Franco Staffa in quelle di Scanderbeg.

 L'opera La Scala di Scannerebecco è stata tradotta da Viola Gjylbegaj studentessa della Cattedra di Albanese presso  l'Università della Sapienza di Roma, diretta dal prof. Elio Miracco, con revisione di Brunilda Dashi.

 La rappresentazione teatrale  

Col patrocinio del COMITATO REGIONALE per le MINORANZE LINGUISTICHE e del COMUNE di URURI Assessorato alla CULTURA la Compagnia di Prosa "Alessandro Moissi" diretta da Ugo Ciarfeo ha messo in scena SKANDERBEG.

Personaggi e interpreti:

Skanderbeg: Silvio NANNI; Papas: Giovanni MELLONE; Murad-Hydra: Elisa AMORUSO; Donìca: Teresa SCIARRETTA; Lek Dukagjin: Luca CATALDI; 1° MONACO: Angelo CARAFA; 2° MONACO: Fulvia TANASSI; 3° MONACO: M. Antonietta CASTELLANO; e la partecipazione straordinaria di Pasquale ARTERITANO nel ruolo di BEKTASHI ZYKO

Aiuto registi: Luciano MUSACCHIO - Luigi PLESCIA - Guglielmo OCCHIONERO

Scenografia: Laboratorio su bozzetto di E. ZAR - Musiche: Michele CASOLINO.

Rappresentazioni in Molise:

Paesi albanofoni:

- Ururi: 8-9 agosto

- Portocannone: 11 agosto

- Campomarino: 19 agosto

Paesi non albanofoni:

- Termoli: 14 agosto

  Il 20 gennaio 2007, in occasione dell'anniversario della morte dell'eroe albanese Giorgio Castriota Scanderbeg, presso la statua dell'eroe a piazza Albania in Roma, presenti il  poeta Visar Zithi(Ministro Consigliere presso l'Ambasciata) e il prof. Italo Fortino, è stato presentato il progetto "Teatro Skanderbeg di Francione con gli studenti albanesi d'Italia".

27)BEL ZE BULLING (STORIE DI ORDINARIA MODERNA SOPRAFFAZIONE: BULLING, NONNING, MOBBING)

 Commedia in tre parti.  Attraverso tre momenti(bullismo, nonnismo, mobbing), si dipana la trama di una sopraffazione che inizia tra scolari per continuare in età adulta nella naia  e in un tribunale. Non c'è mai fine alla sopraffazione fisica e morale per i puri, gli onesti, i giusti cir sia nelle zone basse del vivere sociale che in quelle alte, là dove la violenza raggiunge forme sofisticate di sopraffazione psicologica per quelli, solitari, che intendono equamente cambiare le regole del gioco. La via della vera rivolta ai soprusi passa per la solidarietà umana della massa dei semplici in unione forte e impetuosa contro le bande dei bulli e dei falsi buoni.

 

 

Per la regia di Rocco Maria Franco

 

PERSONAGGI ED INTERPRETI

Giorgio / Nonno 1/ Magistrato 1: Rocco Maria Franco

Sandro/ Nonno 2/ Magistrato 2: Jude Dias

Riccardo: Giacomo Barabino

Bel Ze Bullyng / Sara / Professoressa / Tenente / Presidente: Laura Monaco

Aiuto regia, luci e fonica: Alessandra Coliva

Grafica: arch. Laura Monica

Costumi e scene: Staff  AlRo.Labaj

Rappresentazioni:

- presso il Teatro Comunale di Monte San Giovanni Campano il 4 aprile 2009 nell'ambito del convegno per le scuole sul bullismo;

-  al Teatro San Leonardo di Acilia il 10 maggio 2009;

- all'istituto Mozart (Infernetto) di Roma il 25 e il 26 maggio nell'ambito del convegno per le scuole sul bullismo.

- All'Università Castel sant'Angelo di Roma il 3 giugno 2009  nel corso del Convegno-spettacolo  attinente la lezione  "Psicoanalisi e società" del Prof. Antonio De Filippo, Psicoanalista, Direttore de "La Maieutica" e con l'intervento della professoressa Lina Sergi;

- nell'ambito della conferenza-spettacolo CARCERE, SE LO CONOSCI LO EVITI per la presentazione del progetto scuole; evento organizzato dalla  Cooperativa sociale Infocarcere il 3 ottobre 2009 a Roma nel palazzo ex GIL della regione Lazio in occasione del "Salone dell'editoria sociale". 

Per la regia di Paolo Perelli

 Cast: Laura Monaco, Stefano Guerriero, Simone Lambertini e Marco Mazza

 Produzione, scenografie e grafica: Associazione Culturale R.E.G.I.S.

- Istituto Copernico di Pomezia il 15 febbraio 2010

29)CLARIMONDE, LA VAMPIRA DEL PRETE  

Piéce liberamente tratta dall'omonimo racconto di Theophile Gautier.

Romuald, nel giorno in cui viene ordinato prete s'imbatte nella bella cortigiana Clarimonde. I due s'innamorano perdutamente e il prete diventa preda di una metamorfosi, in cui tra sogno e realtà, oscilla tra la funzione di devozione e la vita da libertino a Venezia. Presto scoprirà che la donna amata si nutre del suo sangue per poter continuare a vivere ed amarlo all'infinito.

 Compagnia "Gli Sbandati" di Teramo per la regia di Asteria Casadio: 

PERSONAGGI E INTERPRETI

 

Clarimonde             Viviana Casadio

Romuald                Marco Lauri

Abate Serapione        Renato Pisciella

Morte                  Laura Mastropasqua - Asteria Casadio

 - Al Palazzo Sirena di Francavilla al Mare col patrocinio del Comune di Francavilla il 28 aprile 2009. 

- Al Duse Teatro di Roma l'8-9-10 ottobre 2010 con Asteria Casadio nelle parti di Clarimonde.

 

NOTA DELLA REGISTA ASTERIA CASADIO

 

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Un dramma di amore e lacerazioni che si staglia in ambienti da tregenda. Un sacerdote diviso tra l'amore sacro, immateriale e salvifico e l'amore terreno e corporale che solo la bella vampira Clarimonde riesce a suscitargli.

Un dramma che avvia dibattiti ancora aperti (è possibile per un prete amare di amore concreto?) rievocando saghe dantesche, raccontando la caduta di un sentire stilnovista che prelude alla Commedia e, oltre, a Petrarca.

La leggenda e il profumo di mistero non sono altro che un mezzo per condurre lo spettatore là dove il cuore ambisce ad arrivare per poi tornare indietro al tradimento e alla morte.

Su tutto si innalza la bellezza eterna di Clarimonde, donna vampiro di ricordo dannunziano, che forse è morte, forse vita.

L'adattamento scenico è fedele al testo; nei costumi come nelle musiche e nelle scenografie mira a ricreare il clima cupo del  mito.

30) I DADI DI TEMI (Soluzioni equoree per un presunto matricidio).

 Spettacolo e dialogo finale con gli artisti, il pubblico e il giudice drammaturgo Francione per analizzare il processo di Cogne.

 Attori: Willy Stella, Massimo MIrani, Ilaria Sartini, Giuliana Adezio; Fonico e tecnico luci: Carlo Di Odoardo; Grafica: Ilaria Sartini; Regia Giuliana Adezio

Commedia grottesca in un atto. Nasce dall'assemblaggio di un simulacro del processo Cogne e del metodo giudiziario adottato in Gargantua e Pantagruele di Frangois Rabelais dal giudice Bridoye(ora Brigliadoca), il quale decideva le cause tirando a sorte con i dadi.

Il sistema, che riprende il tema delle ordalie (la prova della bara in Vespertiliones, quella del fuoco in Merimanga, quella della terra in Ordalia degl'interrati) rientra in quella che definii ordalia del caso ovvero giudizio di Dio che rimetteva la decisione di un processo ad elementi casuali(Vedi G. Francione Processo agli animali - Il bestiario del giudice, Gangemi, Roma 1996).

Ne deriva nell'astragalomanzia una sorta di grottesca presa in giro dei sistemi dei nostri soloni togati, i quali credono di scoprire la verità con la logica astratta, dimenticando che la logica non è una ma un mostro tentacolare che disperde i giudizi nella caverna delle ombre di Platone.

Rappresentazioni:

- il 9 maggio 2099 al teatro san Felice (Centocelle) di Roma;

- il 24 maggio al teatro allo Scalo (San Lorenzo) di Roma;

- il 28 maggio al Teatro comunale di Formello;

- il 30-31 maggio al Teatro Stabile di Ostia Antica.

- l'11 luglio C/O Centro commerciale Anagnina (Cyrano       &  Ristoradio Cafè; grafica Ilaria Sartini e  Maya Francione; Luci e fonica Giovanni Cucinella e Maya Francione)

Con Alberto Ruocco nei panni del giudice Brigliadoca:

- il 15 dicembre 2009 presso l'Istituto Tecnico Industriale Copernico di Pomezia(Roma).

Con Monica Porcellato nei panni di Panurga:

- Il 16 gennaio 2010 a Sora presso Scuola da Ballo di Persichini nell'ambito del Convegno sulla "Malagiustizia", organizzato  dal Comitato S.o.S. Serapide.

- Il 23 gennaio  2010 all'Hotel Patria di Roma  nell'ambito di "La Temi Nera - Convegno sulla mala giustizia"

- Il 6-7 febbraio 2010 presso il Teatro sala danza GTS di Nettuno.

- Il 18-2-2010 al  Te Fenua Art Space, al Borgo medioevale di Ostia antica;

Fonica e  luci Cristina Ricci – Domenico Petillo

- il 17-18 aprile 2010 nell'ambito della rassegna "Il teatro di giustizia" a cura del  giudice  drammaturgo Gennaro Francione presso il Teatro Duse di Via Crema a Roma;

-  il 24-25 aprile 2010 al Teatro san Vigilio di Roma;

-  il 23 maggio 2010 ai Teatri Soratte di Sant'Oreste (RM)

-  il 28 maggio 2010 a Train de vie di Nettuno(RM).

Con Gino Romano nei panni del cancelliere Triboulet;

- il 3 e 4 dicembre (2 spettacoli) 2010  al Teatro Nuovo Sala Gassman di Civitavecchia

Frammenti dell'opera sono stati interpretati il 22 dicembre 2010 da Gino Romano, Alberto Ruocco e Monica Porcellato in occasione della presentazione del libro I dadi di Temi, nell'ambito della "Fiera dell'autore" organizzata dalla Arduino Sacco Editore al Cafè du parc a Roma.

Frammenti dell'opera sono stati interpretati:

-   il 22 dicembre 2010 da Gino Romano, Alberto Ruocco e Monica Porcellato in occasione della presentazione del libro I dadi di Temi, nell'ambito della "Fiera dell'autore" organizzata dalla Arduino Sacco Editore al Cafè du parc a Roma.

- Nel corso del   convegno “Temi desnuda - Caserta per una giustizia giusta”, tenutosi a Caserta  il 5 maggio 2015,  con Fausto Bellone (anche regista) e Domenico Bottone,  giovani attore casertani e, Teresa di Monaco, avv. vicepresidente Unda.

 Dalla pièce è nato il libro I dadi di Temi (caso Cogne),  Arduino Sacco EDitore, Roma una forma nuova di scrittura a tema multiplo estetico, sociale, giurisprudenziale per svelare i retroscena del caso di Cogne ed  i pericoli in genere sottesi alla giustizia indiziaria.

31)UN PUPO PER AGRIPPINA.

Teatro-danza scritto da Gennaro Francione, Loredana Marano e Salvatore Conte narrante gli amori e gli omicidi di Agrippina e Nerone. Partendo da un'idea di Salvatore Conte e seguendo lo schema del processo indiziario, il giudice drammaturgo Francione e la professoressa Marano hanno lavoraro su tracce gravi precise e concordanti offerte dalla storia per offrire una versione drammaturgica inedita del rapporto tra Nerone e Agrippina. L'imperatore poeta non uccise sua madre ma, travolto dall'amore fisico e spirituale della sua genitrice, capovolse la ragion di stato che la voleva morta per inscenare una colossale beffa salvatrice.

1) REGIA SVETTTINI

Il 18 luglio 2009 presso il Teatro al Leggio ad opera dell'Associazione GRADO TEATRO, per la regia di Tullio Svettini d Aquileia, nel corso dei festeggiamenti per i Santi Patroni e in particolare della tradizionale Rievocazione Romana a cura della Associazione Pro Loco Aquileia.

 

PERSONAGGI  E INTERPRETI

 Elena Bonanno: Agrippina;

Tullio Svettini, Nerone;

Romeo Mischis, Seneca;

Alessia Galzignato, nella doppia parta dell'indovino Caldeo e di Plinio

Danzatori: Cinzia Borsetti, Alessandro Rizzi

Musici: Sebastiano Titton al flauto ed Ester Pavlich all'arpa).

Le luci a cura dell'Illuminotecnica Vecio Friul di Porpetto.

 2) REGIA TORRICELLA

10 Ottobre 2014 - ore 18.00

Lettura scenica di 'Un pupo per Agrippina'

Biblioteca Comunale 'V. Colonna' - Corso Vittoria Colonna (Parco di Villa Desideri) - Marino

Nell'ambito di: Aspettando il… BIBLIOUP Festival

Adattamento teatrale ed aiuto regia di Salvatore Conte con sette attori che leggono dal vivo in biblioteca. Regia e musiche di Cristiano Torricella. Promosso da: Consorzio SBCR Sistema Bibliotecario Castelli Romani - FCCR Fondazione per la Cultura Castelli Romani

Regia di Cristiano Torricella

 Aiuto regia e adattamento teatrale del testo: Salvatore Conte

 Musiche originali di scena di fine '900 e fonico: Cristiano Torricella

 Attori

 Agrippina: Susanna “Bastet” Benedetti                

Nerone: Roberto Bubbico

Seneca: Giuseppe Marco D'Angelo                                                                          

Atte: Emma Lama

Plinio e Aniceto: Giancarlo Ruta                               

Acerronia: Licia Benedetti

L’Indovina: Adriana Calì                                              

Una bambina del popolo: Elissa Conte

 Costumi: Emma Lama

 Una coo-produzione artistica “LIB. CE. 2050” di Marino e dei Castelli Romani

 3)REGIA ROBERTO BUBBICO

 Il 18 dicembre, alle ore 17,00 circa, presso il Parco Marta Russo (Labaro)

UN PUPO PER AGRIPPINA
di Salvatore Conte, Gennaro Francione e Loredana Marano

“Un pupo per Agrippina” è una tragedia teatrale in quindici scene,
Regia Roberto Bubbico
Aiuto regia e adattamento teatrale del testo: Salvatore Conte

Attori

Agrippina: Susanna “Bastet” Benedetti Nerone: Roberto Bubbico
Seneca: Giuseppe Marco D'Angelo Atte: Emma Lama
Plinio e Aniceto: Giancarlo Ruta Poppea: Licia Benedetti
L’Indovina: Azzurra Tognetti i Voci del popolo: Elissa Conte, Salvatore Conte, Azzurra Tognetti

Costumi: Emma Lamanico Audio: Giancarlo Ruta Grafica: Roberto Bubbico

@@@ò

Pubblicazione

 Un pupo per Agrippina: Tragedia giammai compiuta in quindici scene [Formato Kindle] di Salvatore Conte, Gennaro Francione, Loredana Marano. Ed. Amazon  http://www.amazon.it/Un-pupo-Agrippina-Tragedia-compiuta-ebook/dp/B00KWDR5NA

 

32) ECPIROSI ALL'ISOLA DEGLI ZOCCOLANTI (APOCALISSE NEL MONASTERO DEGLI ZOCCOLANTI IN TURRE OCTAVA) OPERA IN NAPOLETANO DI GENNARO FRANCIONE (CON ADATTAMENTO IN TORRESE DI SALVATORE ARGENZIANO)

Stampato in Italia nel 2009 presso Cromografica Roma S.r.l., Roma, per Gruppo Editoriale L'Espresso S.p.A. 

Nel Monastero degli Zoccolanti a Torre del Greco, il monumento più importante della città, si descrivono le ore terribili di religiosi, gente comune e Pitonessa oracolante che là aspettano la lava dell'ecpirosi. Tutta la città brucia e, nel cortile del Chiostro della Gnosi, tra confessioni di vizi capitali, si prega, si chiede perdono  mentre la Pitonessa oracolante, su due cadaveri uccisi dal Vesuvio, si lancia nelle sue visioni di un'apocalisse finale per mano d'uomo.

33)PIAZZA MONTANARA (coautore Paolo Procaccini)

 Commedia in due atti.

Piazza Montanara non esiste più: si trovava ai piedi del teatro di Marcello e nei suoi portici inferiori si aprivano numerose botteghe di piccoli artigiani; soprattutto era luogo di traffici e di ricerca di lavoro dei contadini venuti dalla provincia.

Nel periodo tra la fine del 1700 ed i primi anni dell'800, tra gli eserciti napoletano dei re Borbone e quello francese rivoluzionario, ci fu un lungo tira e molla per impadronirsi di Roma. Ora vi entrava un'armata, ora l'altra.

In questo scenario si muovono due famiglie: una romana di Cecco lo scrivano-portucolo e una napoletana di Felice barbiere-mediconzolo.

Le loro rispettive figlie Teresa  e Lucia sono innamorate ricambiate del marchesino Filippo Capuano e del Principe Saverio Caffarelli. Questi ufficiali operano negli eserciti contrapposti ma alla fine di una serie di scontri e avventure arriveranno a coronare un sogno di felicità e di fratellanza. Mentori delle vicende Rugantino e  Pulcinella che operano tra le mani di Cecco e Felice, finalmente uniti nell'opera delle marionette presso il vicino teatro dell'Arco di Saponara.

Un'opera nuova destinata a creare un filone nascente dalle mani congiunte di un poeta romanesco e di uno napoletano, in nome di una fratellanza artistica che sia di monito anche all'attuale società persa nella frammentazione dei valori, delle arti  e delle intelligenze.

 

-Il 20-2-2010 all'Hotel Patria di Roma  presentazione dell'opera pubblicanda sul giornale "Il Rugantino" con lettura di alcune scene ad opera di Renato Merlino, Carlo Altomonte, Luisa Sorci, Eleonora Pica).

Regia di Paolo Procaccini Giacomo Molinari

Con  Renato  Merlino, Salvatore Mazza, Enrico Pozzi, Luisa Sorci, Maria Grazia  Bordone, Luigi    Solimando, Denise  Villani,  Leone  Antenone,   Annarita Ovidi, Fiore  Ranauro, Giancarlo  Martini, Nicoletta  Martuccio, Maria Grazia Casagrande, Giorgio Bruzzese, Flavio Artusi. Coreografie di Giacomo Molinari. Musiche originali di Giancarlo Damilano 

- MAC (Molinari Art Center) di Roma il 19-20 febbraio 2011;

al Teatro san Vigilio di Roma il 19-20 marzo 2011.

34) LA ROSA E L'ASTROLABIO (VITA, SAPIENZA, MASSACRO E RINASCITA D'IPAZIA ALESSANDRINA)

 Teatro-danza drammatico in due atti, oltre a un prologo  e un epilogo.  Ipazia (Hypatia) (Alessandria d'Egitto, 370 ─ Alessandria d'Egitto, 415) è stata una matematica, astronoma e filosofa bizantina, testimone dello sviluppo scientifico-astronomico del neoplatonismo. La sua fama deriva soprattutto dalla sua uccisione da parte di monaci cristiani, che l'ha fatta considerare una martire del paganesimo. L'opera racconta, nell'agone pubblico e nell'amore privato, la triste vicenda di questa grande femmina, eroina  della cultura antica. Ne rivela l'aspetto insieme di protostrega e protofemminista  che ne fece un pericolo per l'universo maschile e bigotto, afferrato dalla presunzione di essere l'unico portavoce capace della filosofia e della scienza profonde.

 Convegno il 4 marzo 2010 le "Storie dimenticate di donne di talento" organizzato dal pro. Emanuele Troisi e dall'Istituto Comprensivo G. A. Colozza Liceo classico V. Cuoco  Frosolone (Is) presso  la locale scuola elementare,  presentando Ipazia. La rosa e l'astrolabio col brano d'introduzione all'oratoria recitato da Luigia Cirillo. Musiche (a cura di) Sabrina De Luca (pianoforte), Maximiliano Santomauro (violino)

35) APHRA BEHN, LA PROSTITUTA DELL'INTELLIGENZA (Vita e morte di una spia, poetessa e drammaturga a pagamento del  600 inglese)

Monologo protofemminista e libertino di Aphra Behn (1640-1689), la prima donna che fa della scrittura, soprattutto drammaturgica, il proprio unico mezzo di sostentamento. Soprannominata Astrea, per il nome di battaglia come agente segreto inglese ad Anversa, la commediografa descrive la sua vita avventurosa e soprattutto la battaglia per affermare la libertà della donna di scrivere letteratura elevata alla maniera dei maschi fino alle soglie di un universale anticopyright.  

Per la regia e con Giuliana Adezio:

- L'8 marzo 2010 all'HOTEL PATRIA di Roma;

- il 12 aprile 2010 nell'ambito della rassegna "Il teatro di giustizia" a cura del  giudice  drammaturgo Gennaro Francione presso il Teatro Duse di Via Crema a Roma, con l'intervento di Andrea Velardi al liuto e chitarra;

- il 23 luglio 2010 presso il Teatro La pecora nera                           a Lanciano.   

- nell'ambito della rassegna  "Affabula Theater" presso il Teatro allo Scalo 10 dicembre 2010.                                           

                                  

   36)L'URLO DELLA SCIMMIA.

  In questo monologo un attore racconta la sua vita e il problema  sommo di chi recita: l'identificazione col personaggio. Si parte  dalla frammentazione originaria del recitante in erba fino alla  professionalità talmente pregnante che l'attore non riesce più a  liberarsi da un ruolo animalesco impersonato tanto da doversi  recare dallo psicanalista per liberarsi dalla paranoia emulativa.

L'ultimo rischio è quello della dissociazione totale, nel fallimento della cura abreativa con caduta nella scimmia che si sostituisce al maiale. Dopo quest'altra lesione estrema della  personalità l'estremo tentativo è di coniugare col volo della  morte la dissociazione dell'attore per tornare, nell'assenza definitiva del teatro-vita, a una forma rudimentale di identità.E' quella del cadavere ambulante.

Mis en espace di e con Gennaro Francione nel corso del laboratorio  Adramelek-Corte dei Miracoli il 20 novembre 2007 a Roma.

Mis en scène il 3 aprile 2009 di e con Luigi Toto  per la III Edizione della Rassegna "Il Monologo e i suoi Linguaggi" presso il Piccolo Re di Roma.

Ripresa nell'avanspettacolo d'avanguard Nani dittatori e scimmie sfaticate il 24 aprile 2009 al Piccolo Re di Roma per la regia di Vincenzo Sartini.

 37)“LE STREGHETTE DI BENEVENTO” di Gennaro Francione

                        PERSONAGGI E INTERPRETI

 VINCENZO CAPUTO,  IL GIUDICE: Francesco Romeo

GERARDO MARTIELLO,  L'INQUISITORE: Nino Mennella

GENNARO SPAVENTALAMORTE, IL CANCELLIERE: Luca B

GIOVANNI AZZECCAPAGLIETTA, IL DIFENSORE Massimo Provinzano

DON TURZO FRANCO, IL TESTE…:  Graziano Giordano

                                  LE STREGHE:

        MARIA JANARA, LA BIGOTTONA: Nicoletta Martuccio

        ELENUCCIA ZUCCULARA,  LA PROSTITUTA: Mariagrazia Casagrande

        CARMILINA URIA,  LA FATTUCCHIERA: Andreaceleste Pica

             ROSARIA MANALONGA, L'ATTRICE: Paola Amelio Santamaria

 Coreografia Aurora Pica

Scene  costumi: Sara D’Agostin

Aiuto scenografia: Antonella Cordaro

Audio e luci: Luca Maria Rossi

Fotografo di scena: Francesco Cancellato (Photo style agency; www.photostyleagency.com) 

                                             Regia Antonio Faicchia

 

                                                   @@@@@@@@

 

Commedia in un atto in lingua napoletana.

In un momento non ben definito del ‘700, gli echi della caccia alle streghe non sono del tutto dissolti  e quattro povere donne, in un contesto di degrado sociale, conducono una vita miseranda. Senza essere vere esperte, ricorrono quotidianamente ad espedienti quali: raccogliere erbe per farne unguenti, prostituirsi, mascherarsi da uomo per fare teatro. Per un banale episodio tra le quattro donne nasce un diverbio che si conclude con l’uso delle mani. Vengono arrestate e trascinate in tribunale dove sono accusate, ad ogni costo, di stregoneria da una giuria ignorante ed arrogante.

                      NOTE DI REGIA

 Nel trattare l’argomento, il regista intende puntare il dito contro i quatto uomini della corte, dei quali emerge il limite umano, ed essi pur trovandosi, per questo, sullo stesso piano delle imputate, solo per l’investitura dei loro ruoli riescono ad averla vinta.

Lo spettacolo è giocato in chiave comico-grottesca sull’eterno antagonismo uomo-donna. L’uomo arroccato sulle sue ridicole convinzioni di superiorità e la donna sempre indicata come portatrice di poteri solo funesti, mentre la natura sa essere molto più benevola nei confronti di tutti.

Sullo sfondo la parodia di ciò che potrebbe accadere, anche oggi, in un’aula di tribunale.

 Al Piccolo Re di Roma : marzo 13-14; 19-20-21: 26-27-28

 - il 6-17 aprile 2010 nell'ambito della rassegna "Il teatro di giustizia" a cura del  giudice  drammaturgo Gennaro Francione presso il Teatro Duse di Via Crema a Roma.     

Frammenti a formare E che suonne!!!!! -  il  dramma  dei tempi antichi, recitazione e regia di Nicoletta Martuccio.

- il   28 maggio 2011 nello spettacolo di intrattenimento CANORO-CABARETTISTICO "DRAMMATICAMENTE ..INSIEME ORGANIZZATO DAL gruppo "RIDICANTA CHE TI PASSA...."  presso il comitato di quartiere "Il Macchione" INVia Lotti-località Infernetto-Roma.

- il 16.11.2011 al Teatro Manfredi  di Ostia nell'ambito dello spettacolo di teatro, musica e cabaret con lotteria di solidarietà organizzato dal CO.C.I.D. Onlus, Coordinamento Cittadino per l'Integrazione del Disabile.

- Il 21 dicembre  2012 per la rassegna  I CAMMEI nell'ambito di Spazi all'Arte per il Natale 2012 Al Centro Habitat Mediterraneo presso IL CHM LIPU OSTIA con due Quadri Scenici Napoletani A famma e Pullecenella con Antonio Romano; E che suonne!!!!! -  il  dramma  dei tempi antichi, con Nicoletta Martuccio.

2)REGIA NICOLA DI LECCE.

TEATRO S.LUIGI ORIONE

 Il 30 maggio  2012 Le streghette di Benevento in scena a Ercolano al Teatro San Luigi Orione - Via Vesuvio con la compagnia torrese As. Culturale Gymnasium diretta da Nicola di Lecce

 

CAST

 

FRANCESCO RAIMONDO:  VINCENZO CAPUTO -  IL GIUDICE SEMICIECO 

ANTONIO DI LECCE: GENNARO SPAVENTALAMORTE: IL CANCELLIERE SEMISORDO

TONY SCARDINI: GERARDO MARTIELLO:-L'INQUISITORE

GIOVANNI AZZECCAPAGLIETTA: IL DIFENSORE SEMIMUTO

MICHELE COLAMARINO : GIACOMINO STRANGULAPRIEVETE - L'INCAPPUCCIATO

GINO VITUPERIO: DON TURZO FRANCO: IL TESTE DI CAZZO E IL DIAVOLO

LE QUATTRO STREGHE

MARIA PACILIO: MARIA JANARA -  LA BIGOTTONA

MARIA JANARA: LA BIGOTTONA

MARIA COSTABILE: ELENUCCIA ZUCCULARA: LA PUTTANA

GIUSY PERNICE: CARMILINA URIA: LA FATTUCCHIERA

ROSY ASCIONE: ROSARIA MANALONGA: L'ATTRICE

 

 

ADATTAMENTO E REGIA:NICOLA DI LECCE

 

scene e costumi: Ottavio Aprea

musiche: Nicola di Lecce

fonica e luci: Nello Di Amario

fotografia: Mimmo Torrese

direttore di scena: Salvatore Di Lecce

 

ETNICA DITIRAMBO: http://www.etnicaditirambo.it/

 Note di regia

Emozioni, satira, colpi di scena, intensi momenti musicali a sottolineare una storia di donne. Donne offese, torturate, umiliate dalla follia dell'Inquisizione. Attori usciti per incanto da pagine bruciate di storia si immergono totalmente nel racconto, ed inevitabilmente, si lasciano possedere dai loro personaggi. Una forza misteriosa li esalta, li rende vivi, vibranti, li fa muovere in un contesto volutamente impolverato, sporco, che sa di vecchio, di ingiustizia.

Una forza "misteriosa" che usa il fuoco per purificare, per bruciare, per fare giustizia, per liberare dal male.

Ma mi chiedo e vi chiedo: "Che cosa è il male, in chi_ è il male?"

Negli uomini, nelle donne, nelle streghe? O forse nei cuori di chi si sente portatore di verità, di giustizia, di chi crede di poter giudicare?

Ma il male c'è, e forse e proprio lì seduto in poltrona accanto a   noi!

Nicola di Lecce

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L'Associazione Culturale GYMNASIUM

presenta

"LE STREGHETTE DI BENEVENTO "

di Gennaro Francione

con Ottavio Aprea, Rosaria Ascione, Michele Colamarino, Pasquale Cirillo, Salvatore di Lecce, Carmela Esposito, Maria Pacilio, Giusy Pernice, Francesco Raimondo, Gino Vituperio.

    scene e costumi: Ottavio Aprea

musiche: Nicola di Lecce

fonica e luci: Natalino Ruocco

fotografia: Mimmo Torrese

direttore di scena: Salvatore Di Lecce

montaggio e mastering: Antonino Di Lecce

acconciature e trucco: Vitasc

- Il 18 marzo 2013 all'Istituto Copernico di Pomezia

 

- il 22 marzo 20- Il 9 giugno 2016 per la regia di Nicola di Lecce
rappresentazione "Streghe" fatta dagli studenti
dell'Istituto comprensivo Giampietro Romano Scuola Primaria
di Torre del Greco- Il 9 giugno 2016 per la regia di Nicola di Lecce
rappresentazione "Streghe" fatta dagli studenti
dell'Istituto comprensivo Giampietro Romano Scuola Primaria
di Torre del GrecoMunicipio presso la Scuola Media "Cardinal Prisco", 80042 Boscotrecase.

- Il 9 giugno 2016 per la regia di Nicola di Lecce
rappresentazione "Streghe" fatta dagli studenti
dell'Istituto comprensivo Giampietro Romano Scuola Primaria
di Torre del Greco

3) REGIA STEFANO MARIA PALMITESSA

 

           L’ASSOCIAZIONE RINASCIMENTO 2000

                    E L'ADRAMELEK THEATER

       

                              presentano

 

        La compagnia teatrale "Il cerchio quadrato" in

 

LE STREGHETTE DI BENEVENTO" di Gennaro Francione

 

Adattamento  di Francesca e Natale Barreca.

 

Regia di Stefano Maria Palmitessa

 

http://www.teatropalmitessa.it/

 

'700 napoletano. A Benevento viene celebrato un processo contro quattro presunte streghe: Janara, Zucculara, Uria e Manalonga. Trattasi, invece, di quattro emarginate, morse dalla fame nera e costrette a ricorrere a furtarelli, truffe, pozioni, prostituzione, elemosine per sopravvivere, al più colpevoli  di connubio orgiastico con un cafone idiota superdotato sotto l'inquietante noce di Benevento. La fantasia surriscaldata e grottesca dell'homo leguleius le trasformerà in assatanate in immondo amplesso col demonio. Da qui l'inevitabile condanna che, per vie esilaranti, verrà rispedita ai ridicoli soloni tonacati.

 

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NOTE DI REGIA

 

di Stefano Maria Palmitessa

 

Nascondere per rivelare

 

Il copione “Le Streghette di Benevento” di Gennaro Francione nell’adattamento di Francesca e Natale Barreca, è stato da me affrontato tenendo presente la “storia” personale che il mio percorso artistico ha prodotto sino a questo momento.

Perché ho ritenuto importante definire fin da principio questo collegamento? Negli anni sono andato, sempre più, convincendomi che lo spazio sia un elemento decisivo nella ricerca registica che mi riguarda.

Uno spazio particolare con un boccascena ridotto, gli attori visibili quasi sempre a mezzo busto in una rappresentazione che trova evidenti precedenti nel cosiddetto “Teatro dei burattini”.

Un luogo quindi che potesse consentirmi di poter fare ricorso a interventi a sorpresa.

L’azione è, quindi, limitata a quello che da dietro un grande pannello può essere “rubato”, sbirciato dal pubblico privato della canonica visuale a tutto campo.

Esclusivamente frammenti corporei o brevi azioni compiute dagli attori sul palco, possono essere viste.

Una selezione del materiale fantastico ed espressivo/drammaturgico rigorosa affinché qualunque azione avvenga davanti agli occhi dello spettatore possa avere il risalto di un’epifania.

Si tratta in altre parole di capovolgere l’abituale visione.

La scenografia non rappresenta più l’ambiente sociale in cui prendono vita i personaggi dell’azione drammatica né un fondale decorativo della stessa.

Essa deve, con la mimica e una recitazione venata di “sense of grotesque”, interpretare il dramma, sottolinearne i significati segreti.

Una ricerca aperta al dubbio e ai problemi dell’espressione; per certi aspetti così antica e così rivoluzionaria nella sua tensione all’essenziale sia della parola sia del gesto.

 

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 PERSONAGGI              INTERPRETI

 

Il giudice             Alessandro Laureti

L'inquisitore          Vincenzo Comitale              

Il cancelliere         Filippo Di Lorenzo

L'avvocato             Federico Troncarelli

Il diavolo             Sabrina Meuti                   

Uria                   Nicoletta Martuccio

Manalonga              MariaGraziaCasagrande

Janara                 Milly Magliozzi

Zucculara              Clara Morlino

 

Coreografia e danza: Mara Palmisano

Musiche: Dario Troiani

Scene di Stefano Palmitessa

Trucco: Accademia di trucco professionale

Aiuto regia: Sabrina Meuti

Regia: Stefano Palmitessa

 Lo spettacolo è andato in scena

- al Teatro del Lido di Ostia  il 18  eil 19 aprile

- al GP2 di Roma il 9-10 maggio

 

Con    Mary Fotia nei panni della Janara

 

-         Il 6 febbraio 2016 al Teatro Fiorani di Canale Monterano (VT)

-         Il 13-14 febbraio 2016 al Teatro dell’Accademia di Roma

-          Il 26 febbraio 2016 presso il teatro della chiesa del Sacro Cuore  a Roma.

 

38)IL VERRO DI BARAGIANO.

Il racconto Il verro di Baragiano,  tratto dal romanzo Calabuscia, è stato adattato e rappresentato nell'ambito dello spettacolo il Treno dell'Oblio - Balvano 3 Marzo 1944 (in 2 atti e una canzone su testi d'autore) di Dino Becagli  presentato dal Teatro Minimo di Basilicata

CAST: Dino Becagli, Lorenza Colicigno,  Giancarlo Cuscino,  Iole Cerminara (nel pezzo Dov'è Giulia tratto dal Verro di Baragiano), Antonio Nella,  Giovanni Fanelli,  Ettore Cortellessa, Maria Pia Romano,  Eva Bonitatibus,

Figuranti: Giulia Pesarini, Domenico Telesca.

Centro Danza MAEVA:  tangheri

Seminario Minore di Potenza: coreografie e canto

GLI AUTORI in ordine alfabetico: Salvatore Argenziano, Gianluca Barneschi, Dino Becagli, Andrea Di Consoli, Gennaro Francione, Giuseppe Lupo, Pasquale Pace, Mario Restaino, Mimmo Sammartino, Mario Santoro, Mario Trufelli,

ARRANGIAMENTI  MUSICALI: Francesco Scorza,

SCENE E COSTUMI: Gerardo Viggiano,

COORDINAMENTO TECNICO: Antonio Salvia,

ORGANIZZAZIONE GENERALE: Nicola Di Pietro: Presidente del TMB, REGIA: Dino Becagli

 - il 3-4-5 maggio 2010 al Teatro F. Stabile di Potenza.

- il 24 Marzo 2011 a al Teatro don Bosco di Potenza

- il  30 marzo 2011 al Teatro Ruggero II di Melfi.

- il  30 marzo 2011 al Teatro Ruggero II di Melfi.

L'opera  "Dal treno dell'oblio - 3 marzo 1944" è stata  ripresentata il 25 agosto 2013 nel corso della manifestazione "Balvano andata  e ritorno"  dal teatro minimo di Basilicata per la regia di Dino Becagli.

39)ECLISSI. I DELITTI DEI BEATI FRATI DI MAZZARINO.  Romanzo inedito di Gennaro Francione. Rielaborazione in chiave millenaristica, medioevale del processo che fece epoca negli anni '50 e '60: quello ai frati di Mazzarino accusati di collusione con la mafia in reati che andavano dalle estorsioni all'omicidio. L'Assise trasformata in Chiesa di Giustizia dà il senso di questa sacra rappresentazione processuale che nella via crucis dei due frati ladroni crea i presupposti per uno spettacolare e multimediale teatro barocco d'avanguardia.

 

1a versione teatrale: Francione - Luigi Di Majo.

2a versione teatrale: Lucia Nardi -Francione - Di Majo.

 

***

 

L'Associazione Culturale Centrarte Mediterranea e Teatro91 presenta 12 Avvocati, 4 Magistrati in

 

Frati, Mafia e Delitti. Il convento del Diavolo, tratto da La Terribile istoria dei frati di Mazzarino di Giorgio Frasca Polara

e dagli atti del processo di Lucia Nardi, Gennaro Francione, Luigi di Majo con

 

1)    Narratore: Roberta Palmisano

2)    Presidente Corte d'Assise:  Chiarenza Millemaggi

3)    Pubblico Ministero: Luigi di Majo

4)    Avvocato difesa: Antonio Buttazzo

5)    Padre Agrippino: Eugenio Mele

6)    Padre Venanzio: Paolo De Sanctis Maugelli

7)    Padre Vittorio: Filippo Chiricozzi

8)    Padre  Carmelo: Giuseppe Chiaravolloti

9)    Padre  Costantino: Ferdinando Abbate

10)   Rosalia Verdigiglio: Lucilla Tamburrino

11)   Maresciallo De Stefano: Giuseppe Rombolà

12)   Suora Elena Colajanni: Marina Binda

13)   Ernesto Colajanni: Alessandro Lunetta

14)   Signora Eleonora Cannada: Maria Teresa Condoluci

15)   Stuppia Giovanni: Ferdinando Emilio Abbate

16)   Nicoletti Filippo: Alessandro Lunetta

17)   Salemi Giuseppe: Corrado Sabellico

18)   Azzolina Gerolamo:  Fabio Risi

 

Regia: Luigi di Majo;

Aiuto regia: Mafalda Guarente Mastrocola

Coordinamento generale: Lucilla Tamburrino;

Pubbliche relazioni: Beatrice Sciarra e Antonella Michieletto

 

Trasposizione teatrale di un clamoroso processo ad un gruppo di frati che, negli anni 50, a Mazzarino, in Sicilia, si trovarono al centro di un giro di estorsioni, ricatti, suicidi, delitti e stupri.

La vicenda ha dato origine ad un clamoroso processo, sul finire degli anni '50, che ha diviso l'Italia in colpevolisti e innocentisti, aprendo un aspro dibattito sul problema "Mafia e Religione"

Non si è trattato solo di gravi episodi isolati che hanno interessato determinati religiosi ma di una più vasta ed estesa mentalità e diffuso costume, ormai secolare,  tendente ad eludere, ostacolare e violare i cardini e i principi dello stato laico e democratico. Ciò spiega in parte le ragioni storiche e culturali  della tolleranza, dell'ambiguità e a volte della connivenza di una parte del clero e del ceto altolocato nei confronti del fenomeno mafioso.

La vicenda, tragica ma anche grottesca e con alcuni spunti inevitabilmente comici, sarà rappresentata da giudici ed avvocati a simboleggiare  un'unione artistica ed umana tra categorie contrapposte nelle aule di giustizia.

 

- Il 10 luglio 2010 per la Rassegna Caffeina a Piazza della Cappella di Viterbo 

- Il 16 luglio 2010  c/o Giardini della Filarmonica  di Roma.

- il 17  dicembre 2010 ore 21  - il 18  dicembre ore 18,30  e 21

Teatro Nuovo Sala Gassman di Civitavecchia

 

con

 

Narratore                            Alessandra D'Asaro            

Presidente del Tribunale     Chiarenza Millemaggi        

Pubblico Ministero             Luigi di Majo                      

Avvocato Difesa                 Antonio Buttazzo                

Padre Agrippino                  Valter Tulli

Padre Venanzio                   Paolo de Sanctis Mangelli  

Padre Vittorio                      Filippo Chiricozzi              

Padre Carmelo                    Giuseppe Chiaravalloti       

Padre Costantino                 Ferdinando Abbate

Rosalia Verdigiglio             Lucilla Tamburrino            

Maresciallo De Stefano       Giuseppe Rombolà            

Suor Elena                            Marina Binda                    

Ernesto Colajanni                 Alessandro Lunetta           

Signora Cannada                  Maria Teresa Condoluci    

Giovanni Stuppia                 Ferdinando Abbate

Filippo Nicoletti                Alessandro Lunetta              

Giuseppe Salemi                  Corrado Sabellico               

Gerolamo Azzolina               Fabio Risi                          

Ufficiale Giudiziario             Mario Orsini

<Padre Costantino e lo Stuppia sono stati interpetarti da Francione il 17 dicembre>             

 

Regia: Luigi di Majo;

Aiuto regia: Mafalda Guarente Mastrocola

Coordinamento generale: Lucilla Tamburrino;

Pubbliche relazioni

 

- il 21 febbraio 2011 al Teatro dell'Angelo di Roma (con  Valter Tulli nei panni di Padre Venanzio)

Pubbliche relazioni: Beatrice Sciarra e Antonella Michieletto

 - il 21 febbraio 2011 al Teatro dell'Angelo di Roma (con  Valter Tulli nei panni di Padre Venanzio)

Per la rassegna  "Toghe in giallo" il 17-18-19 maggio ore 21,00 c/o Teatro Sala Uno di  Roma

con

 

Narratore                           Alessandra D'Asaro

Presidente del Tribunale     Chiarenza Millemaggi

Pubblico Ministero             Luigi di Majo

Avvocato Difesa                 Antonio Buttazzo

Padre Agrippino                  Eugenio Mele

Padre Venanzio                   Valter Tulli

Padre Vittorio                      Filippo Chiricozzi

Padre Carmelo                    Giuseppe Chiaravalloti

Padre Costantino                 Ferdinando Abbate

Rosalia Verdigiglio             Lucilla Tamburrino

Maresciallo De Stefano       Giuseppe Rombol`

Ernesto Colajanni                 Alessandro Lunetta

Signora Cannada                  Maria Teresa Condoluci

Giovanni Stuppia                 Alessandro Lunetta

Filippo Nicoletti                   Ferdinando Abbate

Giuseppe Salemi                  Corrado Sabellico

Gerolamo Azzolina              Fabio Risi

Ufficiali Giudiziario             Mario Orsini

 

Regia: Luigi di Majo

FESTIVAL DEL TEATRO FORENSE 2016 – III edizione

Ritorna anche quest’anno al Teatro Golden il Festival del Teatro Forense. La rassegna che si svolgerà dal 19 al 23 maggio 2016, al Teatro Golden, vede impegnate quattro compagnie formate da avvocati che daranno vita alla 3^ edizione del Festival. Le linee guida rimangono invariate, in quanto le opere in gara hanno tutte ad oggetto il tema della giustizia. L’originalità è data dal fatto che gli interpreti sono quei giudici e quegli avvocati che ogni mattina amministrano la giustizia. Dove finisce la realtà? Dove inizia la finzione? Sarà questo il problema dello spettatore che si troverà proiettato all’interno di un processo, dove parole, gesti, cavilli sono gli stessi di quelli che si celebrano nelle aule dei Tribunali. La disposizione del teatro su tre lati consente a tutti gli spettatori di essere parte integrante della rappresentazione finendo per essere i veri giudici del processo. Ed allora: “La parola ai giurati”.

Con Roberta Ruta Paolo De Sanctis Mangelli Giulio Eccher Filippo Chiricozzi Luigi di Majo    Giuseppe Chiaravalloti Antonio Buttazzo Ferdinando Abbate Valter Tulli    Lucilla Tamburrino Maria Teresa Condoluci Massimo Caroli Fabio Risi Erika Sideri Pier Francesco Russo con la partecipazione di Beatrice Palme Coordinamento Generale di Lucilla Tamburrino      Regia di Luigi di Majo

L'opera è risultata  la vincitrice della Terza edizione del Festival del Teatro Forense al Golden di roma. Premi speciali agli attori Ferdinando Abbate e Antonio Buttazzo. Premio speciali per l’alto contenuto culturale e civile delle opere a Luigi Di Majo e Gennaro Francione.

 

40)LA QUINTA  DEL  SORDO (PSICOSI SATURNINA DEL PITTORE NERO GOYA). Goya un  autore inquietante di cui viene descritta in teatro totale(teatro di parola, pittura proiettata, musica, danza), la crisi artistica ed esistenziale che dal reale lo portò alle forme dell'irrazionale e del mostruoso preromantico lungo i percorsi della follia e della magia.

 Per la regia di Paolo Perelli.

                             NOTA DI REGIA

Ci troviamo nei primi anni del 1800, in pieno clima di restaurazione monarchica da parte di Ferdinando VII. La situazione a corte diviene precaria tanto che Goya deve discolparsi anche di fronte al tribunale dell'Inquisizione per alcune sue pitture religiose. Decide pertanto di ritirarsi nella sua casa di campagna, oltre il Manzanarre, che il popolo battezzòla "Quinta del sordo" e di cui decorò le pareti con quelle che vennero chiamate le Pitture Nere, immagini ossessive degli incubi che abitavano la sua mente angosciata. Ed è qui che noi lo troviamo. Sordo, quasi cieco, ma sempre VIVO. La sua anima sente molto più delle sue orecchie. Inizia così un intimo dialogo con se stesso e con le ragioni più profonde della sua ARTE. Voci irridenti gli confondono la mente. La presenza del feticcio della madre lo riporta a quei valori bambini a cui lui ha sempre teso. Ma la vita è ben altra cosa. Gli uomini sono ben altra cosa. E, dunque. anche la sua arte è ALTRA cosa. Fra domande che non trovano risposte e risposte che non meritano domande, fra tele, colori, e suoni dell'anima, in scena appaiono e prendono vita i suoi quadri animati dai corpi sinuosi di femmine provocanti. Su di tutti la MADRE che, ora mamma ora demone, lo condurrà in un viaggio fra incubi, streghe, incertezze e fantastici dolci suoni colorati di gioia.

Lo spettacolo si propone di esplorare i margini estremi di quell'universo attraverso percorsi paralleli in cui tutti gli elementi scenici diventino un confine dell'essere

 

La Compagnia dell'Essenza

Produzione: Fondazione Lionide Massine

Direzione Artistica: Lorena Coppola

Testi: Gennaro Francione

Adattamento, coreografie e regia: Paolo Perelli

Interpreti: Lorena Coppola (la Madre), Enza D'Auria (Mariana), Paola Di Tello (Caetana), Paolo Perelli (Goya), Daniela Sannino (Josefa)

Musiche: Yann Tiersen, Giacomo Zumpano

Video realizzazioni: Amedeo Veneruso

Disegno Luci: Marco Tommaselli

Costumi e scenografie: Scenari Paralleli e Teatro Sanacore

- Teatro Sanacore San Giorgio a  Cremano (NA) dal 2 al 6 gennaio 2011; 12-13 marzo 2011

- Teatro Gassman di Civitavecchia il 14-15 gennaio 2011;

- Teatro patologico  nell'ambito della XX edizione del Festival Internazionale di Teatro Patologico il 5-6 marzo 2011.

- Ethnos club  di Torre del Greco  Francione  approda   per  la prima volta nel suo paese natio) il 2 - 3 aprile 2011;

Col corpo di ballo mutato

LORENA COPPOLA

MELANIA VISONE

ELIROSA BLAIOTTA

ANNA CHIARA SICILIANO

il 7-8 gennaio 2012 a Essenza Teatro, Dragoncello (Roma)

 

 41) MIODESOPSIE (LA VISIONE DELLE MOSCHE) monologo di Gennaro Francione Mis en espace con Vincenzo Sartini che cura la regia

Le miodesopsie [dal greco myodes, 'simile a mosche' e rpsis 'visione'] o mosche volanti sono la manifestazione di ombre mobili nel campo visivo dell'occhio dovute ad una non perfetta trasparenza del corpo vitreo. Ne è affetto in seguito a un trauma subito l'oculista Geremia Santorino, il quale dà una lezione di anatomia confidenziale per spiegare come si è liberato dal suo male inguaribile, con la consapevolezza che la Mosca è il suo Spirito Guida e che l'intero universo esterno è attraversato da insetti-mali fastidiosi da neutralizzare con la mente e col cuore.

Il 21.1.2011 al Teatro allo Scalo per Affabula Theater

42)PSICOMOSTRO  EUTERPICO (Il Ballo in Folle Maschera di Robert Schumann)  di Gennaro Francione

 Dramma in due atti, con danza, descrivente la follia artistica ed esistenziale del compositore Schumann, incentrata sulla storia d'amore con la pianista Clara Wieck in inquietante connubio con l'altro compositore Johannes  Brahms. La narrazione si svolge in sinergia con le composizioni musicali di Schumann(ma anche di altri autori romantici e postmoderni), prima di tutto col suo Carnaval op. 9, che detta i temi e  i personaggi da Commedia dell'Arte usati per rappresentare i personaggi simbolici e grotteschi della vicenda.

 

REGIA: Stella Astolfi - Valentina Rao: Coreografia Stella Astolfi

SUPERVISIONE MUSICALE, SCENOGRAFIA E COSTUMI: Stella Astolfi, Valentina Rao.

CORPO DI BALLO: Stella Astolfi, Giulia Consoli, Giulia Fabrocile, Claudia Leidi, Michela Piviero, Silvia Pedicino.

ATTORI:

Robert Schumann: Gianpiero Botta, Florestano: Gianpiero Botta, Eusebio: Marco De Riso, Zilia ovvero Clara Schumann: Sara Andreoli, Leandro ovvero Johannes Brahms: Giovanni Impellizzieri, Tartaglia ovvero il maestro di pianoforte Friedrich Wieck: Salvatore Mazza, Polichinelle: Salvatore Mazza.

Regia di  Valentina Rao e Stella Astolfi

 NOTE DI REGIA

 

La regia di questo spettacolo prevede la contaminatio di varie  arti sceniche: danza, musica (registrata con qualche accento musicale creato anche dal vivo) e scenografia. Il carattere innovativo di tale lavoro è quello di tentare unarmonica fusione con il teatro-danza e con tutte le espressioni gestuali e altamente espressive che si riconducono al teatro sperimentale offertoci dall'esempio archetipico dellOdin Theater e del Living Theatre. Infatti, il nostro obiettivo è di dare vita ad un teatro vissuto fino all'ultimo respiro dellattore, fino allestremo gesto dei danzatori che, attraverso il loro arduo e meraviglioso cammino artistico sondano le corde più sottili e sensibili di ogni buon spettatore, amante del teatro e della sua magia sublime.

L'attore non è semplicemente un bravo declamatore di bei versi, ma colui che attraverso la voce, lo sguardo e la partitura di qualsiasi gesto e azione, sia il prodotto di un lavoro extra-quotidiano.

Sulla stessa linea si pone l'atteggiamento scenico del danzatore, il quale mette in opera non solo una tecnica corporea fine a se stessa, ma crea un fortissimo e significativo connubio tra il movimento e l'espressività del proprio gesto.

Ciò che vorrei riuscire a raggiungere nella messinscena di tale progetto è di concretizzare sia dal punto di vista visivo che sonoro il concetto del teatro della crudeltà del grande Artaud: il teatro deve essere una specie di operazione chirurgica per l'attore-danzatore al fine di trascinare fino alle viscere del proprio organismo l'acuto osservatore che, uscendo dal teatro, proferisce tali parole: E' stato come inoltrarmi in un mondo caotico e violento: anche se avessi avuto solo uno dei cinque sensi a disposizione sarebbe bastato per comprendere la sostanza di cui si compone l'autentico pathos del  vero teatro.

Questo è il nostro messaggio o almeno proviamo, passo dopo passo, insieme al mio gruppo, a cambiare la concezione del teatro comune e del già fatto e del già visto. Essendo giovani, abbiamo il bisogno impellente di svecchiare la polvere teatrale e di porre le basi per la manifestazione libera di idee originali, studiate in ogni minimo dettaglio affinché la tensione teatrale non si interrompa mai, perché il vero segreto è tener sempre viva la fiamma ardente che imprigiona e rapisce mente e cuore dello spettatore di ogni età e di ogni estrazione socio-culturale.

 Stella Astolfi  e Valentina Rao

 Al Teatro Nuovo Sala Gassman di Civitavecchia nei giorni 11-12 febbraio 2011.

 42) LA GRANDE STELLA DELLA MEZZALUNA (TRITTICO MEDIORIENTALE) Costanzo D'Agostino, Roma 2011

Tre monologhi, tre urli drammatici per raccontare il dramma della Palestina e far tacere i fucili con la prospettiva minacciosa di un esito apocalittico.

Il primo monologo è al passato con  Dylan David, il visionario israeliano che nella sua cartoleria medita, ricorda, prega, negli ultimi istanti prima di essere catturato dalla Gestapo

Il secondo è al presente: Mahmoud Darwish, il barbiere palestinese che col filo si rade. Intanto passa al setaccio con la parola la  Nakba, la Catastrofe, ovvero l'esodo  interminabile che inizir nel 1948 quando centinaia di migliaia di palestinesi furono cacciati dalle loro case in seguito alla proclamazione dello Stato di Israele.

Il futuro è Aaron Friedman: l'ebreo errante ragiona sull'ultima visione boschiana reale. La bomba atomica iraniana che ha distrutto Israele e la Palestina. Il sopravvissuto lancia un ultimo monito di fratellanza. E' quello del Nuovo Ebreo che si fa portavoce, dopo tanti mali sofferti e arrecati, di una nuova alba di pace tra i popoli

- REGIA GIULIANA ADEZIO

1)SPETTACOLO ANNULLATO DA PARTE DELL'ORGANIZZAZIONE Il 2-3-4 gennaio 2013 Al Boschetto Biricchino - Nuova Florida ─ Ardea

2)

                  L'ACCADEMIA DELLO SPETTACOLO DI ROMA

                         E L'ADRAMELEK THEATER

 

                              PRESENTANO

 

NELL'AMBITO DEL  PROGETTO "FRATELLANZA ARTISTICA PER LA PACE CONTRO LA GUERRA"

 

LA GRANDE STELLA DELLA MEZZALUNA (TRITTICO MEDIORIENTALE) di Gennaro Francione 

Adattamento teatrale di Bruno Garzilli

 

Teatro-concerto per la regia di Giuliana Adezio  con Bruno Garzilli, Giancarlo Martini, Giuliana Adezio, Beatrice Fenorasi, Giorgia Perrotta.

Alla messinscena estetica partecipano artisti delle varie forme.

La direzione artistica della parte musicale è affidata a Girolamo Raco dell'Associazione Teorema con la sua famiglia musicale :

- Alessandra Raco  (Cantante)

- Athena Raco (Violinista)

- Aurelio Marco Raco (Pianista )

oltre a Beatrice Fenorasi (Chitarra e Canto)

Maestro e costruttore delle armi di scena è il pittore-scultore Giorgio Jorio.

Buon divertimento e progresso a tutti con la Bellezza dell'Arte. Gennaro Francione

 PROGRAMMA SPECIFICO

 

LA GRANDE STELLA DELLA MEZZALUNA     (TRITTICO MEDIORIENTALE) 

 

Tre monologhi, tre urli drammatici per raccontare il dramma della Palestina e far tacere i fucili con la prospettiva minacciosa di un esito apocalittico.

Il primo monologo è al passato con  Dylan David, il visionario israeliano che nella sua cartoleria medita, ricorda, prega, negli ultimi istanti prima di essere catturato dalla Gestapo

Il secondo è al presente: Mahmoud Darwish, il barbiere palestinese che col filo si rade. Intanto passa al setaccio con la parola la  Nakba, la Catastrofe , ovvero l'esodo  interminabile che iniziò nel 1948 quando centinaia di migliaia di palestinesi furono cacciati dalle loro case in seguito alla proclamazione dello Stato di Israele.

Il futuro è Tamar  Friedman: l'ebrea errante ragiona sull'ultima visione boschiana reale. La bomba atomica iraniana che ha distrutto Israele e la Palestina. La sopravvissuta lancia un ultimo monito di fratellanza fratellanza ricordando il sacrifico del Calvario. E' quello del Nuovo Ebreo che si  fa portavoce, dopo tanti  mali sofferti e arrecati, di una nuova alba di pace tra i popoli.

                              NOTE DI REGIA

 

Tre monologhi imperniati su tre personaggi: l'ebreo-il palestinese-l'ebreo errante.

Dylan David  è l'anziano ebreo:  passa quasi tutto il suo tempo nella sua piccola catoleria tra fogli e pennini. Con struggente dolcezza ricorda la sua infanzia, le persone che gli furono care. Ora è solo terrorizzato dalla minaccia nazista che lo ucciderà insieme alla sua gente.

Mahmoud Darwish è il barbiere palestinese:   si rade con un filo di cotone. Il filo rosso dell'odio attraversa tutte le sue parole per raccontare la strage causata dagli ebrei, che uccidono i suoi amici, il padre, la cara moglie incinta e con lei il suo futuro.

In una terra desolata e infelice, il barbiere rimane solo insieme al nonno. Morirà anche lui in una esplosione.

Tamara Friedman è la versione femminile della leggenda dell'Ebreo Errante che ha interessato scrittori, poeti e musicisti. Segnata dalla bomba iraniana che ha colpito ebrei e palestinesi, condannata all'immortalità, vaga attraverso i secoli seminando morte e distruzione. Sulla strada del Calvario incontra Gesù: lo oltraggia, lo insulta. Ora stanca di tanto orrore attende la SUA nuova venuta che porterà amore, fratellanza, pace.

Insieme agli attori in una scena vuota e oscura giovani musicisti con i loro strumenti: pianoforte, violino, chitarra, voce raccontano alcune delle più grandi tragedie dell'umanità.

 

Giuliana Adezio

 

PERSONAGGI E INTERPRETI

 

BRUNO GARZILLI  ( Dylan David, IL CARTOLAIO ISRAELIANO)

GIANCARLO MARTINI (Mahmoud Darwish, IL BARBIERE PALESTINESE)

GIULIANA ADEZIO  (Tamara Friedman, L'EBREA ERRANTE)

GIORGIA PERROTTA   (Sara)

RAMA RACO  (la Speaker)

BEATRICE FENORASI (Gesù  Cristo)

 Segue: Affabulazione con l'autore, la regista, gli attori gli artisti, i  pacifisti presenti in teatro. 

Quando:  19 gennaio 2013 h. 21

Dove: Accademia dello Spettacolo di Roma Via Anastasio II 22-34

 - il 16-17 marzo 2013 al Teatro san Viglio con il medesimo cast.

La  parte musicale è affidata a Stefania Placidi  e Giovanni

Belia con chitarre, fisarmonica e altri strumenti musicali.

 4) Lanciano 25 agosto 2013

monologo di Giuliana Adezio

La grande stella della mezzaluna

Trittico mediorentale di Gennaro Francione:

"Un ebreo, un palestinese, una versione femminile di un ebreo errante".

Intermezzo musicale di: Tiziano Ciccone

43)PROSOPAGNOSIA  (Ma chi è???)

Prosopagnosia è l'incapacità di riconoscere o distinguere le facce. Un disturbo da cui è affetto Giorgio Minchierlo dopo aver subito un grave incidente stradale. La sua vita è sconvolta arrivando a perdere il lavoro e a non riconoscere più neppure la moglie che lo lascia. Si rifugia nel lettino della dottoressa Anna Spena, la quale cerca di guarirlo rivelando attraverso il disturbo memoriale una volontà sotterranea a non vedere nelle facce delle persone più vicine le grandi brutture del mondo. Una via per un implausibile nirvana.

Regia e adattamento teatrale di Vincenzo Sartini con Vincenzo Sartini, Maria Grazia Bordone, Giancarlo Martini, Gabriella Morandi regia  Vincenzo Sartini

- 29 maggio  2011 al Teatro allo Scalo di Roma;

- il 3 settembre 2011 (ridotto a 7 minuti con Sartini, Martini, Bordoni) a Cantalupo in Sabina per la rasegna di ARTERIE

Regia e adattamento teatrale di Vincenzo Sartini con Vincenzo Sartini, Maddalena Caravaggi, Filippo Bubbico e Chiara Meneguzzi nella rassegna QUAQUARPATOLOGIE (Prosopagnosia e Miodesopsie) dal 22 al 25 marzo 2012 presso auditorium   Paolo Stefanelli.

44) MIODESOPSIE (LA VISIONE DELLE MOSCHE) Le miodesopsie [dal greco myodes, 'simile a mosche' e rpsis 'visione'] o mosche volanti sono la manifestazione di ombre mobili nel campo visivo dell'occhio dovute ad una non perfetta trasparenza del corpo vitreo. Ne è affetto in seguito a un trauma subito l'oculista Geremia Santorino, il quale dà una lezione di anatomia confidenziale per spiegare come si è liberato dal suo male inguaribile, con la consapevolezza che la Mosca è il suo Spirito Guida e che l'intero universo esterno è attraversato da insetti-mali fastidiosi da neutralizzare con la mente e col cuore.

Il  21 gennaio  2011  MIODESOPSIE (LA VISIONE DELLE MOSCHE)  monologo di Gennaro Francione  Mis en espace  con Vincenzo Sartini che cura la regia per Affabula Theater al Teatro allo Scalo.

Regia e adattamento teatrale di Vincenzo Sartini con Vincenzo Sartini, Maddalena Caravaggi, Filippo Bubbico e Chiara Meneguzzi nella rassegna QUAQUARPATOLOGIE (Prosopagnosia e Miodesopsie) dal 22 al 25 marzo 2012 presso auditorium   Paolo Stefanelli.

45) CHI  SO  I'?  SO FRANCISCHIELLO" (MONOLOGO  DI  UN  PAZZO  SUL BORBONISMO)

Irrompe sulla scena Francischiello, l'ultimo re di Napoli.

Sembra il vero re, annientato prima dalla guerra mossagli dai piemontesi e poi da una fortuna avversa che gli tolse l'ultima felicità rimastagli, quella familiare, e poi la vita.

Finisce qui la storia? Con la sua morte? "Manco p'a capo!"  come dicono a  Napoli  dove il popolo è pieno di risorse, addirittura riuscendo a resuscitare i morti gloriosi.

Il redivivo Francischiello assume le spoglie corpo di un pazzo struito che in manicomio si studia la vera storia del Regno delle due Sicilie. Nella sua follia, lanciato verso il futuro,  sogna l'impresa impossibile di sollevare le popolazioni del sud, ridotte a monnezza da quelli del nord. Per questo  propone in testa alla rivoluzione pacifica nientemeno che gli artisti per creare una civiltà nuova bella e buona,  come lo era nei suoi ricordi, quella del decaduto regno borbonico.

Il testo è stato pubblicato dalla casa editrice Herald di Roma nel 2011.

Con Antonio Speranza, per la regia di Raffaele Speranza.

- Il 1° giugno 2011  al Teatro Nuovo Sala Gassman  di Civitavecchia  nell'ambito della rassegna sul "150° anniversario dell'Unità d'Italia", con la direzione artistica di Enrico Maria Falconi.

  - l'8 settembre 2011 al Castello Aragonese di Agropoli:

- il 31 ottobre 2011 al Teatro Ateneo dell'Università Degli Studi Di Salerno, nell'ambito del progetto culturale la Spedizione dei 1000... e 89, organizzato dalla Neverland Produzioni, in collaborazione con l'Associazione universitaria Unifriends.

- il 6 luglio 2012 nell'ambito della rassegna "Il Gioco Serio del Teatro ─ Atto III presso la  Chiesa dell'Addolorata (Complesso di S. Sofia) a  Salerno

- Al Teatro Comunale Cassano all'Iónio nel Primo Concorso per monologhi "ORIZZONTI PARALLELI" ammesso alla semifinale del 6 dicembre 2012 e poi alla finale dell'8 dicembre 2012.

 46)DEFEXATIO (LA MALEDIZIONE DEL FESSO)

 Teatro-danza in due atti.

I liberti Publio  Vesonio Filerote e Marco  Orfellio Fausto erano grandi amici ma poi qualcosa è successo tra loro. Sono diventati per rivalità in affari ma soprattutto per una donna, Libanide, acerrimi nemici innescando cause davanti ai giudici da cui Filerote riesce a uscire per il rotto della cuffia, grazie a qualche sesterzio e all'intercessione nientemeno che di Nerone.

La vendetta è un frutto che si mangia caldo ma è buono anche ghiacciato. Come la morte.

Filerote con l'aiuto di Libanide, fattucchiera oltre che lupanara, avendo concesso all'amico lo ius seplocralis da cui non può sciogliersi, gli fa un magia nera: è la defixio che gl'impedirà come anima finanche di passare nell'aldilà.

L'esito della pratica mal riuscita sarà risibile con una livella inverosimile attuata dai lari sui due bellimbusti ingessati.

Un'opera con un finale grottesco sullo sfondo una Pompei invasa dalla corruzione, dalla lava e dalla morte.

Pubblicato in http://www.vesuvioweb.com/new/article.php3?id_article=1507 http://www.vesuvioweb.com/new/IMG/Gennaro_Francione-DEFEXA TIO-vesuvioweb-2011.pdf

 

PER IL CICLO DELLO STERMINATOR  VESEVO

 

DEFEXATIO (La maledizione del fesso)

 

Agamennone- Cristiano Maria

Filerote - Maurizio Sinibaldi

Orfellio - Giannunzio Affinita

Vesonia - Mariagrazia Casagrande

Nerone- Salvatore Parascandola

Libanide - Erika Kamese.

 

Ballerine: Giulia Ballini - Giorgia Angiolosanto - Giulia Luciani - Giorgia La Barbera-Chantal Monforte

 

Canto: Erika Kamese

Coreografie: Manuela Verna

Aiuto regia:Sara D'Agostino

Assistenza alla Regia e Scenografie:Sara Chirico

Fonica: Serafino Forno

Costumi: Dunja Juric

Foto di scena: Isabella Ricci

Organizzazione, Ufficio Stampa e Pubbliche Relazioni:Gennaro Francione

 

Con la collaborazione della scuola di danza "RomaDanza" di Manuela Verna.

 

REGIA: PAOLO MELLUCCI

 

                             NOTE DI REGIA

 In una Pompei alla vigilia della triste eruzione vulcanica due liberti, Filerote e Orfellio, si contendono una giovane meretrix lupanare di nome Libanide dando vita ad una sequela di male azioni al fine di poter danneggiare la reciproca reputazione. Da grandi amici i due liberti si ritrovano a diventare nemici per la pelle per lamore di una prostituita.

Tema universale quello dellamicizia tradita dallamore per la stessa donna, tanto che non è collocabile in uno specifico momento storico: Filerote e Orfellio rappresentano lamicizia e lodio, il bianco ed il nero, il bene o il male. Insomma sono il rovescio della stessa medaglia!!

La figura del giullare Agamennone è da raccordo e da racconto alla storia stessa, che si dipana in un crescendo grottesco ed appassionante che avvolge lo spettatore portandolo per mano durante tutta la commedia.

Un giullare, Agamennone, che rappresenta anche il latore delle molte morali che si possono riscontrare durante lo sviluppo della storia pompeiana.

Agamennone è istrione, elfo, narratore, uomo saccente e sagacemente onnipresente.

Uno spettacolo godibile che contiene la storia vera del ritrovamento della lastra di ardesia pompeiana, sulla quale, lautore Gennaro Francione, cuce una storia nella quale ritroveremo delle citazioni latine di notevole ricercatezza stilistica

L'azione scenica si fonde alle coreografie del corpo di ballo coreografato da Manuela Verna, realizzando una commistione armoniosa di teatro-danza, che rievoca i sapori e le ambientazioni del periodo romanico.

Il canto di Erika Kamese completa l'impianto artistico ricercato e voluto dalla regia.

 - AUDITORIUM STEFANELLI   Roma  dal 29 febbraio al 4 marzo 2012

- ISTITUTO COPERNICO di Pomezia il 7 marzo 2012

*  *  *

 

REGIA LAURA ALLER

 

Di questa commedia in due atti di Francione, ambientata nell'antica Roma ai tempi dell'epicedio di Pompei, la regista Laura Aller ha colto i lati più divertenti e un po' irriverenti per descriverli con garbo e ironia.

 

CAST

 

PUBLIO VESONIO FILEROTE (Il liberto ricco): PIERGIORGIO PUGLIESE

MARCO ORFELIO FAUSTO (Il liberto traditore): LUCA PAGLIA

VESONIA La Patrona (ex-padrona di Filerote) e LIBANIDE La strega malefica(contesa da Filerote ed Orfelio): GIULIA IVANA CLEMENTE

NERONE (L'Imperatore): GIAMPIETRO SCURTI

AGAMENNONE (Il Poeta servo di Filerote): RAFFAELE CANNAVACCIUOLO

MUSICHE ORIGINALI (Antica Roma): DANIELE PAESANO

 

DOVE: teatro Petrolini via -Roma   27-28 maggio 2014

 

 

47) GARUM (ALCHIMIA TRAGICOMICA DEI GLADIATORI)

 

Teatro-danza in tre atti, un prologo e un epilogo.

Garum era la squisita salsa fatta di interiora di pesce, di cui andava ghiotto il mondo intero dell'antica Roma, un'autentica panacea universale, visto che se ne servivano anche i medici per curare.

Sullo sfondo di una Pompei che sta per essere distrutta dal Vesuvio in chiave comico-tragica si dipana la storia d'amore  tra Vitalione, il gladiatore, e la riottosa  onestissima Adriana. Costei è la bella moglie dell'altro gladiatore Salustus, ora in pensione e impresario del garum. Le vicende si svolgono tra la caserma dei gladiatori, la villa dei misteri dionisiaci di Salustus, il lupanare dove troveremo tutti i personaggi, compresa l'allegra brigata formata da un attacchino, un attore e un medico, alle prese con prostitute ambosessi. Tutto sotto gli auspici ora fasti ora funesti dell'aruspice estrusco Fosforo.

COPIONE PUBBLICATO SU

http://www.vesuvioweb.com/new/IMG/Gennaro_Francione-_Grald iatori_a_Pompei-vesuvioweb-2011.pdf 

48)VESEVUS CAMORRA PULP di Gennaro Francione

 In chiave pulp si rappresentano due situazioni catastrofiche di Napoli: la camorra  e il Vesuvio.

La camorra attecchisce in mezzo a un popolo affamato e senza lavoro, con uno stato latitante e incapace finanche di liberarlo dall'immondizia. Qui si sviluppa la storia di quattro camorristi costruiti con le maschere fisse delle Atellane: Maccus (lo sciocco), Pappus (il vecchio avaro), Bucco (il ghiottone vanaglorioso e maleducato) e Dossennus (il gobbo astuto). A queste maschere antropomorfe se ne aggiungeva un'altra: Kikirrus, una maschera teriomorfa a forma di gallina, con inevitabile ricordo della maschera di Pulcinella, tanto più che la fidanzata è Colombina tratta dalla Commedia dell'Arte.

Tra il drammatico e il grottesco si sviluppa la vicenda con l'esito finale tragico surclassato dall'ira del Vulcano. Ed è così che il precario piroclastico prende il sopravvento sul provvisorio del malaffare umano.

 

COPIONE PUBBLICATO SU

http://www.vesuvioweb.com/it/2012/10/vesevus-camorra-pulp-di-gennaro-francione/ 

REGIA MARTUCCIO –TIRDI

 

L’Istituto di Istruzione Superiore “Via Copernico” di Pomezia, in collaborazione con l’istituto d’Arte di Pomezia presenta il 29 maggio 2015 h. 10,00  presso la sede dell’Istituto,  lo spettacolo teatrale “VESEVUS CAMORRA PULP” di Gennaro Francione, a conclusione di un percorso progettuale sull’Educazione alla legalità il cui tema specifico è quello della lotta alle mafie.

La messa in scena, nel libero adattamento degli allievi artisti,  sarà realizzata  in chiave grottesca da alcuni alunni dell’Istituto “Via Copernico”,  mettendo in risalto soprattutto le cause dei comportamenti mafiosi: MISERIA e IGNORANZA.

Lo spettacolo sarà articolato e composito in quanto alla recitazione si alterneranno video-immagini, canzoni dal vivo e balletti. Il tutto curato e diretto dalle docenti Nicoletta Martuccio e Carla Tirdi, anche referenti del progetto.

Perché affrontare un tema così delicato e tragico? Perché la scuola nel suo insieme è LEGALITA, è il luogo dove per la prima volta ci si confronta con gli altri, dove si formano i cittadini del domani e per vivere nella legalità è necessario che tutti i cittadini siano educati a rispettare le regole e a convivere nel rispetto di se stessi e degli altri. Per queste ragioni  “l’Istituzione scuola” deve essere protagonista nella diffusione della cultura della legalità e della democrazia per una migliore convivenza tra adolescenti, soprattutto nel rispetto della legalità intesa non solo come insieme di regole formali ma soprattutto come VALORE INTERIORE DELLA PERSONA.

Breve sinossi:

VESEVUS CAMORRA PULP di Gennaro Francione

 

      In chiave pulp si rappresentano due situazioni catastrofiche di Napoli: la camorra  e il Vesuvio.

La camorra attecchisce in mezzo a un popolo affamato e senza lavoro, con uno stato latitante e incapace finanche di liberarlo dall'immondizia. Qui si sviluppa la storia di quattro camorristi costruiti con le maschere fisse delle Atellane: Maccus (lo sciocco), Pappus (il vecchio avaro), Bucco (il ghiottone vanaglorioso e maleducato) e Dossennus (il gobbo astuto). A queste maschere antropomorfe se ne aggiungeva un'altra: Kikirrus, una maschera teriomorfa a forma di gallina, con inevitabile ricordo della maschera di Pulcinella, tanto più che la fidanzata è Colombina tratta dalla Commedia dell'Arte.

Tra il drammatico e il grottesco si sviluppa la vicenda con l'esito finale tragico surclassato dall'ira del Vulcano. Ed è così che il precario piroclastico prende il sopravvento sul provvisorio del malaffare umano.

 

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L’ISTITUTO “VIA COPERNICO” DI  POMEZIA

In collaborazione con L’ISTITUTO D’ARTE DI POMEZIA

presenta

la Compagnia  teatrale “ARTISTI PER CASO

In

“VESEVUS CAMORRA PULP “

di GENNARO FRANCIONE

 Libero adattamento degli allievi artisti

Regia di Nicoletta Martuccio e Carla Tirdi

 

 

                                      PERSONAGGI                                                         INTERPRETI

Dossennus                                                              Nicoletta Martuccio

Kikirrus                                                                              Dario Millozzi

Bucco                                                                      Francesco Gambino

Maccus                                                                         Valerio Gambino

Pappus                                                                     Calafiore Vincenzo

1^ Carabiniere                                                             Dionisie Ciobanu

2^ carabiniere                                                         Francesco De Paolis

1^ Schow man                                                            Piergiorgio Grosso

2^ Schow man                                                         Tiziano Borgonuovo

                                    CANTANTI:                           Alessandra Bascerano- Federica Bergamo

                                    BALLERINE:                                                              alunne classe IV A ITE

                                    LETTRICI:                                                                   alunne classe IV A ITE

                                    TECNICO VIDEO-AUDIO:                                         Emanuele Cornacchia

                                    MASCHERE:                         Allievi  1^ A 2^A  Istituto D’Arte di Pomezia

                                    Aula Magna dell’ISS “Via Copernico” 27/05/2015 h 10,30 e h 12,30

 

              SPETTACOLO VESEVUS CAMORRA PULP

 

                            COMUNICATO STAMPA

 

    L’Istituto di Istruzione Superiore “VIA COPERNICO” di Pomezia, in collaborazione col Liceo Artistico  di Pomezia, col TDL di Ostia, con l’Associazione Libera, con l’Associazione Rinascimento 2000 e l’Adramelek Theater,  

 

                                     presenta

 

Al Teatro del Lido Via delle Sirene 22 Lido di Ostia (Roma) il 17/12/2015 h 11,00 e h 21,00  lo spettacolo teatrale “VESEVUS CAMORRA PULP” di Gennaro Francione, a conclusione di un percorso progettuale sull’Educazione alla legalità il cui tema specifico è quello della lotta alle mafie.

La messa in scena, nel libero adattamento degli allievi artisti,  sarà realizzata  in chiave grottesca da alcuni alunni dell’Istituto “Via Copernico”,  mettendo in risalto soprattutto le cause dei comportamenti mafiosi: MISERIA e IGNORANZA.

Lo spettacolo sarà articolato e composito in quanto alla recitazione si alterneranno video-immagini, canzoni dal vivo e balletti. Il tutto curato e diretto dalle docenti Nicoletta Martuccio e Carla Tirdi, anche referenti del progetto.

Perché affrontare un tema così delicato e tragico? Perché la scuola nel suo insieme è LEGALITA, è il luogo dove per la prima volta ci si confronta con gli altri, dove si formano i cittadini del domani e per vivere nella legalità è necessario che tutti i cittadini siano educati a rispettare le regole e a convivere nel rispetto di se stessi e degli altri. Per queste ragioni  “l’Istituzione scuola” dev’essere protagonista nella diffusione della cultura della legalità e della democrazia per una migliore convivenza tra adolescenti, soprattutto nel rispetto della legalità intesa non solo come insieme di regole formali ma soprattutto come VALORE INTERIORE DELLA PERSONA.

 

 

SCHEDA DELLO SPETTACOLO

 

L’ASSOCIAZIONE LIBERA  -   L'I.I.S. "VIA COPERNICO" di POMEZIA 

In collaborazione col LICEO ARTISTICO  DI POMEZIA

Col TDL, con  l’Associazione Rinascimento 2000 e l’Adramelek Theater,

presentano

  LA COMPAGNIA  TEATRALE “ARTISTI PER CASO  IN

“VESEVUS CAMORRA PULP “

di GENNARO FRANCIONE

 Libero adattamento degli allievi artisti

Regia di Nicoletta Martuccio e Carla Tirdi

 

                                      PERSONAGGI                                                                         INTERPRETI

                                   Dossennus                                                                   Nicoletta Martuccio

                                   Kikirrus                                                                         Dario Millozzi

Bucco                                                                             Francesco  De Paolis

                                    Maccus                                                                         Valerio Gambino

Pappus                                                                         Vincenzo Calafiore

                                    1° Carabiniere                                                            Dionisie Ciobanu

                                    2° carabiniere                                                            Francesco Gambino

                                    1° Show man                                                              Piergiorgio Grosso

                                    CANTANTI:                                                                  Alessandra Damasi 

                                                                                                                          Federica Bergamo

                                    BALLERINE:                                                               alunne classe V A ITE

                                    LETTRICI:                                                                    alunne classe V A ITE

                                    TECNICO VIDEO-AUDIO:                                         Emanuele Cornacchia

                                    MASCHERE:                                         Allievi  Liceo Artistico  di Pomezia

 

                           Con la partecipazione straordinaria di Francione nelle vesti del giudice Fausto

 

DOVE : Teatro del Lido    Via delle Sirene 22 Lido di Ostia (Roma) 

 

QUANDO:   17/12/2015 h 11,00 (per le scuole)

                17/12/2015  h 21,00  (per tutti)

 

VESEVUS CAMORA PULP DI FRANCIONE REGIA MARTUCCIO-TIRDI A POMEZIA Lo spettacolo "Vesevus camorra pulp" viene replicato per le scuole nell'Istituto Copernico di Pomezia nei giorni 12 e 14 gennaio.

Altre rappresentazioni:
- libreria Odradek di Pomezia il 19 marzo 2016
- Teatro Publio Virgilio Marone di Pomezia il 2 aprile 2016

49)  Listen, dai testi di Gennaro Francione Incintitudine, Elogio della Calvizie, Santa Tecla dei nani da giardino, 

Adattamento teatrale e  regia di Rossella Clemente

Cast: Giuseppe De Siato, Simona Pace, Rossella Clemente

Il 26 maggio  e 2 giugno 2013   al Teatro Duse di Roma

Tre persone sole e strane accomunate da un bisogno di comunicazione e di ascolto che li spinge a compiere azioni insolite e paradossali. Tre situazioni da inventare, tre storie da raccontare pur di attirare l'attenzione: l'incintitudine, l'elogio della calvizie, la liberazione dei nani da giardino.

 50) INCINTITUDINE(LA MADRE DELL'ANTICRISTA).

 Monologo di Lea, la Mosca, sullo stato d'incintitudine suo e di altre. Una dimensione aliena vissuta dalla giovane per derivarne, attraverso la sapienza sofistica e il relativismo universale, sensi della vita fasulla tra il comico e il grottesco.

Vedi Listen regia di Rossella Clemente

 51)ELOGIO  DELLA CALVIZIE

 Il fisico inglese Gary Shultz, tra una teoria galattica delle stringhe  e l'elogio della calvizie, in parafrasi del celebre testo di Sinesio, racconta le sue vicende personali con gioie e dolori connessi alla testa pelata, cercandone di farsene una ragione. La verità è che al di là di tutto egli maledice la pelata invocando un atto finale da autentico rivoluzionario che possa portarlo con un berretto simbolico a superare il dramma.

Vedi Listen regia di Rossella Clemente

 

52)AL DI LA' DEL FIUME.

 

Opera fantastica in un atto ambientata nella magica Cina, tra poeti, guerrieri, bonzi, ingegneri, mandarini, indovini, architettata sulla ricerca di un ponte metafisico che porti a passare sull'altra sponda dove un vecchio padre morente attende il figlio.

Settacolo selezionato per il concorso "AUTORI NEL CASSETTO, ATTORI SUL COMO'" in scena il 27 in versione di 15 minuti presso il Teatro Lo Spazio Roma con

 

LA COMPAGNIA ESCHER

 

PERSONAGGI ED  INTERPRETI

REHSCE,  IL POETA:  Massimo Genco

LIU' , LA PROSTITUTA :   Francesca Fiume

FA-CHING, IL LETTORE DELL'I CING: Vincenzo Sartini.

SCIENN,  L'ANGELO GUIDA: Valentina Gemelli

Ufficio stampa  e P.R.: Astrid Agius

 

                       regia di Francesca Fiume

                              Note di regia

 Oggi l'uomo tende alla continua ricerca di quel qualcosa che sembra lontano, irraggiungibile, ma che in realtà è più vicino di quanto crede. Quel qualcosa che ha sempre avuto davanti agli occhi e che stenta a riconoscere, offuscato com'è dai vizi della società odierna. Disorientato e corrotto dai beni materiali, dai bisogni terreni, un giovane poeta troverà, infine, la sua strada per farsi avanti nel mondo e capirà che quello che cercava era proprio lì, sotto il suo naso.

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La Compagnia Teatrale DionisiaKoi è lieta di presentare "Al di là del fiume" di Gennaro Francione.

"Al di là del fiume" è uno spettacolo che potremmo definire onirico. E' un sogno, è un viaggio, è un percorso di scoperta del mondo e dei suoi abitanti.

Seguite il nostro protagonista nella sua avventura, popolata di personaggi ambigui, pericolosi in certi casi, ma benigni e positivi in altri; percorrete con lui le strade della coscienza fino a raggiungere l'illuminazione e la consapevolezza che il mondo è uno solo ed è come noi stessi lo creiamo.

"Al di là del fiume" si svolge nell'antica Cina.

Una terrificante alluvione si abbatte sul paese e stravolge il paesaggio. Resche, un giovane poeta che vive solo della sua arte, è travolto dal cataclisma e si salva a stento. Crolla esausto presso la riva di un fiume e si addormenta, mentre accanto a lui, salva anche lei per miracolo, crolla e si addormenta una giovane fanciulla.

Al suo risveglio (ma è davvero un risveglio?), Resche scoprirà con sconforto che l'alluvione ha abbattuto tutti i ponti che permettevano il passaggio sull'altra riva e comincerà a cercare disperatamente un modo per oltrepassare le acque e raggiungere il padre morente "al di là del fiume". Così inizia il suo viaggio, popolato di incontri con personaggi delle più diverse specie - un contadino disonesto, un monaco avido, un ingegnere sognatore, una donna sfortunata, un profeta buono. Con l'aiuto invisibile dello Scienn, uno spirito che lo assiste, lo guida e lo mette in guardia dai pericoli, al termine del suo percorso Resche riuscirà non solo a passare "al di là del fiume" ma anche a comprendere la vera essenza della vita e coronerà questa sua nuova consapevolezza con un dolce lieto fine.

 

Teatro Pegaso di Ostia  21 marzo- 23 marzo

Regia: Marco Carosi

Aiuto Regia: Maya D'Amore; Adattamento Ambra Viglione;  Consulente: Stefano Gambioli; Scenografie: Guido Gelardini; Coreografie:  Alessandra Grasso; Foto Massimiliano Martini; Lucie  fonica: Dafne Rubini; Costumi: Marta Preziosi. Grafica Omar Falcini

Lo spettacolo prosegue il 31 marzo per i ragazzi dell'Istituto tecnico Copernico di Pomezia. Convegno-spettacolo sul tema "La giustizia del destino e del caso. Ordalie cinesi, ordalie moderne(processi indiziari) e processo scientifico".

 53)
PROCESSO A BABBO NATALE
Di Gennaro Francione e Romolo Reboa
Un processo in due atti e un filmato.
Un processo insolito tra il verosimile e il fantastico quello innescato a carico di tre Babbi Natale, uno di pelle Bianco, l'altro di pelle nera, l'altro donna sotto spoglie maschili.
In una giustizia che non sa più cosa inventarsi questo processo è la dimostrazione di come ci si accanisca contro i poveracci per di più nei giorni del Santo Natale.
Attraverso una serie di colpi scena con testimoni grotteschi veri tratti dalle notizie popolari, dalla letteratura, dalla filosofia, dall'agiografia, questo circo natalizio di giustizia si svilupperà fino al verdetto finale volto a stabilire attraverso la colpevolezza o meno dei tre se la legge davvero coincida con la giustizia.
Un finale col pubblico trasformato in una gigantesca giuria popolare per dare il verdetto estremo: quello del popolo fraterno e solidale.
NOTE DI REGIA
Quando ho letto il Processo a Babbo Natale la prima volta ho subito pensato a un testo antico e moderno allo stesso tempo. Antico perché sa usare alcune classiche malizie d’autore; la dosatura giusta del comico, la grande attenzione ai ritmi e, anche, la capacità di usare la tradizionale struttura del dramma giudiziario, quella del grande cinema, per intenderci. Ma poi sa contaminarsi con registri e colori opposti, senza timori reverenziali, dalla farsa al dramma.
Quindi è un testo dal sapore classico.
Però è anche eminentemente e profondamente moderno. Gli autori hanno saputo, infatti, calare in tanto vigore scenico un tema di triste e scottante attualità: il razzismo. È un razzismo che viene mostrato in diversi aspetti: lo sciovinismo maschilista contro le donne; lo spietato classismo contro i poveri; il razzismo propriamente detto, infine, quell’orribile arnese residuale che ancora considera un discrimine il colore della pelle.
Ma il vero coup de théatre (è il caso di dirlo…) sta nell’occasione scelta: il Natale. E non solo: impera su tutto Babbo Natale, la figura più ingenua, infantile, innocente, di origine pagana ma ammantata di candida religiosità. I tre paria imputati nel processo sono tre poveri diavoli sui quali la mannaia del razzismo si sta per abbattere. Ma finirà così? O si riuscirà a riaffermare le ragioni dell’umanità?
Fuori da ogni didascalismo, Il Processo a Babbo Natale è un’occasione giocosa e inusuale per riflettere sui nostri tempi, così ammalati di insensibilità, cattiveria, indifferenza.

Stefano Moretti

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Una produzione

INGIUSTIZIA SERVIZI E INSIEME PER ROMA

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LA COMPAGNIA SBENDATÈMI
Presenta
PROCESSO A BABBO NATALE
Di Gennaro Francione e Romolo Reboa

AZIONE TEATRALE
LA CORTE
1) IL PRESIDENTE (VINCENZO SARTINI)
2) LA CANCELLIERE CRACOVIA (CLOTILDE SPADAFORA )
3) IL P.M. GRISSINI (DANIELE FERRARESE)
4) L'AVVOCATO TARALLONA (PAOLA SETTEFACCENDE)
GL'IMPUTATI
5)BACCO: (GIANCARLO MARTINI)
6) TA BACCO: (ANGELO MASETTI)
7) VENERE: (PAOLA PROIETTI)
I TESTI
8) URIAH HEEP (ACCUSA PRIMO IMPUTATO – FILIPPO DI LORENZO
9) JO PANTERA (DIFESA PRIMO IMPUTATO - ROBERTO BENETTI)
10)INTRUGLIA SOCRATE (ACCUSA SECONDO IMPUTATO - FRANCESCO ROTONDO)
11) EBENEZER SCROOGE (DIFESA SECONDO IMPUTATO - GIULIO ECCHER)
12) LA BEFANA (ACCUSA TERZO IMPUTATO- MARINA PICARDI) 13) PADRE NICOLA DI BARI (DIFESA TERZO IMPUTATO- GIUSEPPE LORIN)

COMMENTO MUSICALE

ALLA FISARMONICA GIANNI MIRIZZI

REGIA

STEFANO MORETTI
AIUTO REGIA: CLOTILDE SPADAFORA


AZIONE FILMICA PRELIMINARE ALL’AZIONE TEATRALE

LA CONDUTTRICE DEL TG DA ROMA: CHIARA LICO
LA CONDUTTRICE DEL TG DA NAPOLI: DIAMANTE CAPOLONGO
L'INVIATA: SARA BRAVETTI
LA SIGNORA SULLA PANCHINA: SERENA VENANZONI
IL PAPA': ALDO MINGHELLI
LA SIGNORA COL CANE: EMANUELA ZARBA MELIS
LA SIGNORA SUL MOTORINO: ANTONELLA TONETTI
I DUE CANNOTTIERI: G. FRANCIONE – ROMOLO REBOA
DANTE: MASSIMILIANO CARRISI
L’AVVOCATO CON L’ERMELLINO: CLAUDIO CZELLER
IL BAMBINO: MATTEO GIANNERINI

RIPRESE VIDEO A CURA DI:

LUCA BRUNETTI: REGIA
ILARIA FRANCAZI: ASSISTENTE ALLA FOTOGRAFIA
GUGLIELMINA IVERSA: DIRETTRICE DI PRODUZIONE

MUSICHE DI JAKULAS

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UFFICIO STAMPA E P.R. :

CARMEN LANGELLOTTO -ASTRID AGIUS

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QUANDO E DOVE

A)TEATRO DELLA COMETA , Via Del Teatro Marcello 4,
8-9 dicembre h. 21

B)TEATRO SAN LUIGI GUANELLA, Via Savonarola 36,
12 dicembre h. 21

C) TEATRO AGORA', Via della Penitenza 33,
20 dicembre h. 21
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54) UN ERMAFRODITA SULL’ISOLA DEI MORTI

Venerdì 20 e sabato 21 febbraio, ore 21
Teatro Patologico di Dario D’Ambrosi
Via Cassia 472, Roma
nell’ambito del
FESTIVAL DEL TEATRO PATOLOGICO - XXIV Edizione
20 febbraio - 8 marzo 2015, ore 21
Il Teatro Patologico è lieto di presentare la XXIV edizione del Festival del Teatro Patologico, sotto la direzione artistica e a cura del regista e attore Dario D’Ambrosi, con il Patrocinio di Roma Capitale - Municipio Roma XV, della Siae e di Roma Solidale Fondazione. Dal 20 febbraio al giorno 8 marzo 2015 proporrà al pubblico un variegato programma di spettacoli che uniranno la passione per il teatro, l’attenzione alle tematiche sociali e quel pizzico di follia che da sempre caratterizzano la programmazione del Teatro Patologico e le sue attività di teatro integrato, realtà consolidate e riconosciute nell’ambito del panorama teatrale e sociale internazionale.
La rassegna aprirà venerdì 20 e sabato 21 febbraio, ore 21, con lo spettacolo di Gennaro Francione Un ermafrodita sull’isola dei morti, promosso dall’Associazione Rinascimento 2000 e dall’Adramelek Theater, regia di Vincenzo Sartini.
Teatro-concerto per tre attori e un flauto solista, lo spettacolo è una trasfigurazione simbolica della storia vera del pittore svizzero Arnold Böcklin, autore tra l'altro dell'inquietante quadro L'isola dei morti.

Arnold è l'androgino che sposa la poetessa Angela Pascucci. Da questo matrimonio nasce la figlia Maria Beatrice, ginandra destinata a morire sotto i ferri del chirurgo. Il padre accompagnerà la figlia sull'isola dei morti. Per risolvere il senso di colpa, contemporaneamente svelando la sua natura doppia, si rifugia nel lettino del suo psicanalista Jacob Burckhardt, innamorato pazzamente di lui.
Un amore omosessuale destinato a finire nella tragedia quando Arnold confessa all'amico-amante di voler tornare dalla moglie, recuperando il suo istinto primario di fedeltà coniugale. Lo psicanalista lo uccide e si toglie la vita.
Stavolta toccherà ad Angela accompagnare le spoglie del marito, ma anche del suo amante, sull'Isola dei morti dove il pittore si ricongiungerà, come desiderato, col corpo dell'altro mostro, l'amata figlioletta.
Il tutto nello sfondo del quadro che ha ispirato tanti artisti e che Hitler tenne con sé fino alla morte. Un quadro dei morti talmente vivente che sembra risucchiare in sé l'autore, i personaggi, e il pubblico stesso.

Con

CHIARA MENEGUZZI L’ermafrodita - Il pittore Arnold Böcklin
ILARIA SARTINI La moglie - La poetessa Angela Pascucci
VINCENZO SARTINI L’amante - Lo psicologo Jacob Burckhardt
MIRELLA PANTANO Adattamenti, arrangiamenti musicali e flauto solista

REGIA Vincenzo Sartini

CARLO DI ODOARDO Fonico e Luci

Replica al Piccolo Re di Roma il 7 marzo h. 21

Il 24 febbraio 2016 CAFFE’ LETTERARIO PRESSO LO STUDIO LEGALE SANTINI. LE UNIONI CIVILI  sul tema delle “Unioni civili”. Francione ha presentato  Antropologia, biologia   e mitologia  dell’ermafrodita come fonte di diritto naturale. Nel corso del convegno è stato  rappresentato il Monologo dello psicologo Jacob Burckhardt sull’Ermafrodita di Platone per il pittore Arnold Böcklin,  tratto da “Un ermafrodita sull'isola dei morti “ di G. Francione con Vincenzo Sartini che cura la regia

 


 

55)

L’ISTITUTO “VIA COPERNICO” DI  POMEZIA

In collaborazione con L’ISTITUTO D’ARTE DI POMEZIA

presenta

la Compagnia  teatrale “ARTISTI PER CASO  in

 

“VESEVUS CAMORRA PULP “

di GENNARO FRANCIONE

 Libero adattamento degli allievi artisti

Regia di Nicoletta Martuccio e Carla Tirdi

 

                                      PERSONAGGI                                                                         INTERPRETI

Dossennus                                                                Nicoletta Martuccio

Kikirrus                                                                                  Dario Millozzi

Bucco                                                                           Francesco Gambino

Maccus                                                                             Valerio Gambino

Pappus                                                                          Vincenzo Calafiore

1^ Carabiniere                                                                Dionisie Ciobanu

2^ carabiniere                                                           Francesco De Paolis

1^ Schow man                                                              Piergiorgio Grosso

2^ Schow man                                                             Tiziano Borgonuovo

                                   Il Giudice Nasone                                                        Gennaro Francione

                                    CANTANTI                                  Alessandra Damasi  Federica Bergamo

                                    BALLERINE                                                                alunne classe IV A ITE

                                    LETTRICI                                                                    alunne classe IV A ITE

                                    TECNICO VIDEO-AUDIO                                          Emanuele Cornacchia

                                    MASCHERE                       Allievi   1B, 2E, 3B, Istituto D’Arte di Pomezia

 

                                    Aula Magna dell’ISS   “Via Copernico”  29/05/2015 h 10,30 e h 12,30

 @@ò

L’Istituto di Istruzione Superiore “Via Copernico” di Pomezia, in collaborazione con l’istituto d’Arte di Pomezia presenta il 29 maggio 2015 h. 10,00 presso la sede dell’Istituto, lo spettacolo teatrale “VESEVUS CAMORRA PULP” di Gennaro Francione, a conclusione di un percorso progettuale sull’Educazione alla legalità il cui tema specifico è quello della lotta alle mafie.
La messa in scena, nel libero adattamento degli allievi artisti, sarà realizzata in chiave grottesca da alcuni alunni dell’Istituto “Via Copernico”, mettendo in risalto soprattutto le cause dei comportamenti mafiosi: MISERIA e IGNORANZA.
Lo spettacolo sarà articolato e composito in quanto alla recitazione si alterneranno video-immagini, canzoni dal vivo e balletti. Il tutto curato e diretto dalle docenti Nicoletta Martuccio e Carla Tirdi, anche referenti del progetto.
Perché affrontare un tema così delicato e tragico? Perché la scuola nel suo insieme è LEGALITA, è il luogo dove per la prima volta ci si confronta con gli altri, dove si formano i cittadini del domani e per vivere nella legalità è necessario che tutti i cittadini siano educati a rispettare le regole e a convivere nel rispetto di se stessi e degli altri. Per queste ragioni “l’Istituzione scuola” deve essere protagonista nella diffusione della cultura della legalità e della democrazia per una migliore convivenza tra adolescenti, soprattutto nel rispetto della legalità intesa non solo come insieme di regole formali ma soprattutto come VALORE INTERIORE DELLA PERSONA.
Breve sinossi:
VESEVUS CAMORRA PULP di Gennaro Francione

In chiave pulp si rappresentano due situazioni catastrofiche di Napoli: la camorra e il Vesuvio.
La camorra attecchisce in mezzo a un popolo affamato e senza lavoro, con uno stato latitante e incapace finanche di liberarlo dall'immondizia. Qui si sviluppa la storia di quattro camorristi costruiti con le maschere fisse delle Atellane: Maccus (lo sciocco), Pappus (il vecchio avaro), Bucco (il ghiottone vanaglorioso e maleducato) e Dossennus (il gobbo astuto). A queste maschere antropomorfe se ne aggiungeva un'altra: Kikirrus, una maschera teriomorfa a forma di gallina, con inevitabile ricordo della maschera di Pulcinella, tanto più che la fidanzata è Colombina tratta dalla Commedia dell'Arte.
Tra il drammatico e il grottesco si sviluppa la vicenda con l'esito finale tragico surclassato dall'ira del Vulcano. Ed è così che il precario piroclastico prende il sopravvento sul provvisorio del malaffare umano.
 

56) LA CRICCA DELLA BANCA... ROMANA

 

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE CENTRARTE MEDITERRANEA in collaborazione con il TEATRO 91

presenta Le Toghe in Giallo

 

in

 

“LA CRICCA DELLA BANCA... ROMANA”

 

di Luigi di Majo e Andrej Adramelek, tratto da Rome’s Banksters circus” (Herald Editore, Roma), di Gennaro Francione e Luigi di Majo

 

 

PERSONAGGI E INTERPRETI:

 

On. Giovanni Giolitti: Filippo Chiricozzi

On. Francesco Crispi: Giulio Eccher

Donna Lina Crispi: Elisabetta Magrini

Comm. Bernardo Tanlongo: Paolo Gattini

On. Napoleone Colajanni: Ferdinando Abbate

Presidente della Corte Suprema: Antonio Buttazzo

Pubblica Accusa: Luigi di Majo

Barone Cesare Lazzaroni: Pier Francesco Russo

Augusto, macellaio: Fabio Risi

Sen. Giacomo Alvisi: Valter Tulli

Comm. Gustavo Biagini: Dario Andrea Chiricozzi

Ferdinando Montalto, funzionario di polizia: Fabio Risi

Dr. Giovanni Crescenzi: Pier Francesco Russo

 

con la partecipazione di Beatrice Palme nella parte del narratore coordinamento generale: Lucilla Tamburrino

Zampino a sorpresa di Gennaro Francione

 

regia: Luigi di Majo

 

Una frenesia edilizia nel 1870 investe Roma, diventata capitale d’Italia.

E’ il boom delle Banche; il valore dei terreni sale alle stelle. La speculazione urbanistica sprofonda presto nella voragine del fallimento. L’ingordigia dei politici, con i loro affiliati, né è la maggiore causa. La Banca Romana è sull’orlo della bancarotta, ha messo in circolazione circa 50 milioni (svariati miliardi di oggi) falsi, stampati clandestinamente a Londra con la stessa numerazione di serie di quelle originali. Protagonista è il comm. Bernardo Tanlongo, governatore della Banca, in collusione con ministri, politici, giornalisti, liberi professionisti, proposto senatore dal Presidente del Consiglio Giovanni Giolitti. La Banca Romana si è presto trasformata in una piovra i cui tentacoli si sono proiettati, fuori e dentro il tempo, coinvolgendo anche l’attualità! E’ uno spettacolo che riunisce in unico processo simbolico le inchieste giudiziarie e arlamentari sulla Banca Romana.

In questo immaginario scenario teatrale, specchio di una società cinica e corrotta, ho pensato, con un salto temporale al Dr. Mabuse di Fritz Lang, film muto di ‘22, mentre le camice nere marciavano su Roma, dopo una tragica guerra. (Luigi di Majo)

 

-  21 luglio 2016 presso I Solisti del Teatro - Giardini della Filarmonica, Roma

-  23 luglio 20116, Spazio cinema Alfredo Bini (ex bocciodromo),  Montalto di Castro

     57) LE MUTANDE DI PIRANDELLO       di S. Loconte e G. Francione

      Opera in due atti, un prologo e un epilogo.

Attraverso il commento di Stefano Visconti, un cantastorie carcerario suo malgrado, ristretto pur sostanzialmente innocente, si dipanano come su una passerella storie del carcere tra il grottesco, il comico e il drammatico  a rappresentare un dolore ineliminabile nella continuità tragica tra il dentro e il fuori dei paria umani. I detenuti sono rappresentati tutti in mutande a raffigurare una condizione ineliminabile, quella del diseredato ridotto in mutande prima nell'esistenza grama da libero  e poi nella pseudovita da ristretto. Racconti di anime desolate ma anche la denunzia di un sistema ancora barbarico non essendogli bastati tre secoli di lumi beccariani per attuare non una vendetta-punizione contro i devianti ma una fraterna rieducazione nell'ambito di un diritto non più penitenziale ma profondamente umano e medicinale.

         (Francione ha ideato il Movimento BASAGLIAMO LA BASTIGLIA! , per lo smantellamento razionale del carcere).

-Nel corso del convegno-spettacolo “Festa alle donne”, organizzato dal Cendic(Centro nazionale drammaturgia italiana contemporanea) il 25 novembre 2016 a Roma,  lettura del pezzo scritto col poeta Stefano Loconte “Violenza chiama violenza” (Il palestrato, tratto da Le mutande di Pirandello), dove si racconta di un carcerato per omicidio dovuto alla reazione per la sua donna violentata. Omicida perché a modo suo ha difeso il suo amore.

58) L TEATRO DELLA RIVOLUZIONE

                                         presenta

“LA REPUBBLICA DELLE MARIONETTE”

Testo di G. Francione, Ad.to F. e N. Barreca

Regia di S. M. Palmitessa

con: A.Torre, A. Laureti, , A. Melone, E. Diamanti, G. Anghelone,

M. Fotia, S. Meuti. Costumi M. Fotia, Musiche di S. Scramoncin, Coreografia M. Palmitessa, Ass. regia M. G. Messina, Trucco: Accademia di Trucco Professionale, Locandina Ivo Bevilacqua.

Al Teatro dei Conciatori (via dei Conciatori 5 zona Piramide) il 14 - 15 - 16 - 17 dicembre 2016 alle ore 21.00, il 18 dicembre alle 18.00.

Pulceq è un uomo anonimo, gettato sul lastrico da un licenziamento, dalle tasse esose, dai debiti, dalle banche, dal tradimento della moglie col suo miglior amico. L'unica cosa che gli rimane è un baule con le maschere della Commedia dell'Arte, eredità di un suo avo.

Assaltato,tartassato,oppresso proverà a sottrarsi alla sua misera sorte, con le maschere che rappresentano per lui la bellezza dell'arte. Maschere che nascondono, rivelano, rivendicano, preludono alla trasformazione dei personaggi per una possibile sollevazione.

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TEATRO IN LABORATORIO

1)LA FIGLIA DI AUSTIN è stato adottato come copione per lettura-studio nel Laboratorio Teatrale di Pupo De Luca a Casalpalocco(Roma) per l'anno 1995.

 2) LA LOCANDA DEL MAIALE.

  Opera grottesca in due atti e un interludio. In una locanda scozzese un professore di filosofia guida il locandiere e alcuni vecchi giocatori nello sfottò a tre forestieri. Pagherà il fio della tradita ospitalità, sacra per i greci, subendo la vendetta del porco ad opera dei tre surreali personaggi.

Il testo  è stato oggetto di studio nel Laboratorio di Maria Elisa Muglia.

3)L'ULTIMA CENA... DI MATRIMONIO

  Tragicommedia in lingua napoletana. Il pranzo(meglio cena) di matrimonio tra Andrea e Lucia diventa un inizio e una fine per descrivere la transazione di una coppia sposata dal coniugio sacramentale e festaiolo alla morte, attraverso i passaggi  delle nozze di cotone, d'argento, di seta. Gli altri commensali, amici e parenti, fanno da coro in questa scanzonata e lontanamente malinconica scorribanda dissacratoria, avanzante dal flash back della cerimonia nuziale ai flash forward delle fasi matrimoniali successive fino all'esito finale della morte per veleno.

La piéce è stata oggetto di studio nel 2005 nel laboratorio di Sipario Azzurro diretto da Loredana Veneri.

- EROS CONIUGALE E CIBI NATURALI

 14 maggio 2011

RISTORANTE BIO LUCE44 - via della luce, 44 - Roma (Trastevere)

 CENA BIOLOGICA E TEATRO - ANIMAZIONE

Un'iniziativa del tutto originale quella del RISTORANTE BIOLOGICO LUCE 44,

con EROS CONIUGALE E CIBI NATURALI. Una formula nuova di cena biologica e teatro- animazione tratta dall'opera "Eros coniugale a tavola" di Gennaro Francione che tende a fondere il sano cibo con una divertente serata di teatro vivace per scoprire i segreti dell'eros matrimoniale dalla sua nascita fino al defungere.

Gli attori? Salvatore Mazza e... commensali

La regia è di Francesco Perciballi, aiutato da Marianeve Leveque.

    4)DECESSO TRAGICOMICUS CARNULUVARI VINCENTI. 

  Opera tragicomica in tre parti, un prologo  e un epilogo.

  Per la Nuova Commedia dell'Arte Napoletana un'elaborazione delle ultime ore di Carnevale col testamento, la morte, il solenne funerale  e la resurrezione, attingendo dalla piy viva tradizione dei carnevali che si svolgono nella campagna italiana e peculiarmente in quella napoletana.

La piéce è stata oggetto di studio nel 2005  nel laboratorio di Sipario Azzurro diretto da Loredana Veneri.

  5)T-BON STEAK(BISTECCA CON L'OSSO).

  Giallo Totò, brillante e grottesco, in due parti. In un pub di un villaggio gallese due vecchietti handicappati; Cordelia e Moses, siedono incantati a guardare il lago dalle loro sedie a rotelle. Il locale, diretto da mister Pop, è specializzato nel t-bon steak e gli avventori si susseguono tra il mistero  e il grottesco finché, a un salto di luce per un temporale di vento, la ricca ereditiera Jenny Brown muore per  un pezzo di carne avvelenato. Nell'indagine della polizia saranno i due vecchietti in retrovia ad assumere i panni degli acuti investigatori fino al finale  a sorpresa.

La commedia è stata oggetto di studio nel 2006-2007 nel laboratorio di Filiipo Bubbico.

6) LA COMPAGNIA "ATENATI"

 

PRESENTA

PAPTEST IUDICISEX (TESTUS PAPIRI MENTULAE PRO ADEPTIS IUDICESSIBUS) di Andrej Adramelek

Regia di Vincenzo Sartini, aiuto regia Filippo Bubbico e Solmaz Tavakoli Khalkhali

 

La piéce descrive in chiave goliardica l'assunzione di una giovane giudicessa che viene iniziata alla vita nova di giurisprudente.

Un vero processo con tanto di P. M. che la chiama a condannare il più possibile, di contro alla difesa che invoca l'assoluzione, il favor rei, la difesa dei deboli.

Il verdetto sarà l'iniziazione della candidata dopo che ha mostrato una reale volontà di giudicare nel segno della goliardia, senza musi né drammi, cercando di ridurre la giustizia ai minimi termini.

La lettura del papiro, dal punto di vista goffmaniano, si configura come distruzione rituale della facciata del nuovo status serio di giudice attraverso la rivelazione di informazioni distruttive provenienti dalle altre facciate dell'individuo, soprattutto da quelle meno compatibili con l'impressione di persona matura e responsabile che ora ci si aspetta da lui.

 

Note di regia.

 

Nel Vangelo si legge che Gesù ammonì i suoi seguaci: "Non giudicate e non sarete giudicati." Eppure da quella filosofia è scaturita la più feroce stirpe di giudici e censori che si ricordi. Questo ammonimento danno  Bertoldo, Berdtoldino e Cacasenno a Marcolfa, neo giudice, con una investitura che è come una festa della matricola di memoria pre-sessantottesca.

Vergognarsi delle proprie radici è un suicidio culturale; gli italiani lo hanno fatto nel 1968 liberandosi delle proprie tradizioni come fossero abiti logori. Solo i vecchi ricordano a es. la goliardica della matricola, quella iniziazione che subivano coloro che intraprendevano la vita universitaria piena di scherzi anche molto licenziosi, per ottenere il "papiro" lasciapassare nell'ateneo.

In questa "archeologia culturale" di Francione è inserito il poemetto "Ifigonia" tratto dal "Canzoniere  goliardico" con un linguaggio irriverente che non è volgare né scurrile, altrimenti Cecco Angiolieri, Dante, Boccaccio, l'Aretino e Belli sarebbero pornografia. Ifigonia, come Turandot principessa molto selettiva, vuole marito, il migliore, che sappia meritarla rischiando la vita.

 CAST

 

- Andrea Davì   BERTOLDO - GRAN SACERDOTE

- Luca Proietti   BERTOLDINO - POPOLO

- Tony Matera   CACASENNO - POPOLO

- Angela Salustri  MARCOLFA - VERGINE - CANTORE GAUDEAMUS

- Vincenzo Sartini   RE

- Francesca Fiume  IFIGONIA

- Maria Musco   GRAN CERIMONIERE - INTERPRETE GAUDEAMUS

- Graziana Bellofiore VERGINE - CANTORE GAUDEAMUS

- Filippo Bubbico   ALI' BEN DUR

Grafica: Angela Salustri

 

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SCUOLE DI TEATRO E DI CINEMA

 

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1) Corso Popolare di Teatro organizzato dalla Corte dei Miracoli e dall'Adramelek Theater con la direzione artistica di Annalisa Malizia per la stagione 2007-2008

2)Corso  Dreamhouse  su tutti i segreti di  cinema,  televisione  e teatro  ideato dall'attrice Monica Scattini, organizzato dall'Associazione Sei Tu, con il contributo dell'IMAIE (Istituto per la Tutela dei Diritti degli Artisti Interpreti Esecutori); Roma da venerdì 30 novembre a domenica 2 dicembre presso il Grand Hotel Tiberio (via Lattanzio, 51 - Sala Tiberina). Interventi, oltre che di Francione e della Scattini  di Alessandro Haber, Carlo Buccirosso, Stefania Casini, Antonello Fassari, Alfredo Pea, Francesco Pannolino, del maestro Elio Polizzi.

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            RASSEGNE TEATRALI

 

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1) IL TEATRO IN TRIBUNALE.

Ha organizzato con Dario D'Ambrosi e Lorenzo Alessandri (ASSOCIAZIONE CULTURALE EMPIDE), col patrocinio della Regione Lazio,la rassegna "Il Teatro in Tribunale"  (30 marzo- 1 aprile 2007) unendo giudici, avvocati, ex detenuti e penitenziaristi drammaturghi presso il Teatro  della Dodicesima  a Spinaceto-Roma coi testi:

-venerdì 30 marzo: Santa Tecla di Gennaro Francione con Chiara Pavoni;

Apoxiomenos(il dopato di Olimpia) di Gennaro Francione, regia di

Filippo Bubbico,  Supervisione alla regia Simona Cirelli, con Filippo

Bubbico, Giuseppe Alagna,  Sandro   Scarpelli

- sabato 31 marzo: Il processo di Norimberga di Lucia Nardi e Annalisa Scafi regia Luigi Di Majo con il gruppo "Avvocati alla ribalta": Ferdinando Abbate, Bruno Andreozzi, Antonio Buttazzo, Filippo Chiricozzi, Alessandro Coccoli, Giuseppe Dante, Marco Di Lotti, Luigi Di Majo, Daniele Di Porto, Andrea Manasse, Roberto Manfredi, Aldo Minghelli, Fabio Moneta, Mario Orsini, Fabio Risi, Giuseppe Rombolà, Corrado Sabellico, Simone Silviani, Paolo Tarantola, Rosario Tarantola, Maurizio Zanchetti, Paolo De Santis Mangelli; coordinamento Marina Binda. Presente  il Consiglio dell’Ordine di Roma nella persona dell’avv. Alessandro Cassiani.

- domenica 1 aprile: Lettera a un giovane detenuto(Pino Pelosi) di Luigi Giannelli, con: Umberto Canino, Nunzio Petriconi, Ivan Lindiner e Luigi Giannelli; tecnico Simone Magario; Cella  liscia di e con Paolo D'Agostino; Delinquenti di Salvatore Ferraro con: Stefano Adami, Pino Forcina, Aldo Osmani, Pietro Ferracci, Roberto Celestino, Gianfranco Palma, Giampiero Pellegrini, Barbara Marzoli e la band "I PRESI PER CASO" (Armando Bassani, Claudio Bracci, Stefano Bracci, Salvatore Ferraro, Arnaldo Giuseppetti, Marco Nasini). Intervento finale di Dario D'Ambrosi.

Presenti nel foyer la Herald editore di Roma (http://www.heraldeditore.it/) e la coop. sociale Infocarcere  attivamente impegnate nell'opera di recupero delle persone recluse e degli ex detenuti. E’ intervenuto Dario D’Ambrosi per il saluto finale.

2) IL TEATRO DI GIUSTIZIA

 Rassegna "Il teatro di giustizia" a cura del  giudice  drammaturgo Gennaro Francione presso il Teatro Duse di Via Crema a Roma. "Il Teatro di Giustizia è il teatro che porta in scena azioni drammaturgiche connesse ai giudici e al loro mondo, fatto di situazioni drammatiche ma anche comiche e grottesche" (G. Francione)

PROGRAMMAZIONE

 DROGHE, ORGE, DEBITI  E GALERA;    lunedl 12 aprile è. 21

APHRA BEHN regia di Giuliana Adezio

KOROIBOS, IL DOPATO DI OLIMPIA  regia di Alberto Ruocco

L'ORGIA DEL TERZO POTERE regia di Gianpiero Scurti

POLITICA E  GALERA:  PRIGIONIA DI  DOSTOEVSKIJ;    

Mercoledl 14 aprile è. 21

 

LA CELLA DI ALESSIO  regia di Gennaro Francione

 

IL PROCESSO ANTICO: L'INQUISIZIONE E LE STREGHE; 

Venerdl 16 aprile è. 21,30;  sabato  17 aprile è. 17,30

 

LE STREGHETTE DI BENEVENTO regia di Antonio Faicchia

 

IL PROCESSO MODERNO: L'ASTRAGALOMANZIA LOGICA

sabato  17 aprile è. 21,00; domenica 18 aprile è. 18,00

 

I DADI DI TEMI regia di Giuliana Adezio

 

Fotografo di scena: Francesco Cancellato (Photo style agency; www.photostyleagency.com)

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3)GIUDICI E  GIUSTIZIATI.

 

Azione teatrale uroborica in due parti. Due giudici (Ozierio Genio - Pannone Idiota di Doppelganger iudex)  diventano giustiziati del loro stesso sistema e un giustiziato, il criminale Dostoevskij in Siberia, ne La cella di Alessio si trasforma in una sorta di Giudice Universale per dare il senso di liberazione dall'Apocalisse della Galera Cosmica.

Al Duse di Roma il 2-3 ottobre 2011.

3)AFFABULA  THEATER  

Il Teatro Affabulante è un teatro che coniuga intrattenimento da caffè pomeridiano col teatro rappresentato e rivelato. Dopo la rappresentazione breve (un monologo, un corto etc.) l'autore, il regista, gli artisti intrattengono il pubblico per aprire la scatola magica dello spettacolo parlando, tra una caffè e una bibita, di forma, contenuti, problematiche etc. connesse all'Arte di Melpomene e Talia. Una strategia nuova nella comunicazione teatrale utile agli spettatori purima anche al pubblico degli addetti ai lavori, per rilassarsiinformandosi e nel contempo intessere pubbliche relazioni sul teatro e col teatro.Dove: Teatro allo Scalo di Roma a partire dal 19 novembre 2010.

 - Karoshi(Morte da eccesso di lavoro) di G. Francione che cura la regia con Fiore Ranauro il 19 novembre 2010

 - 'A famme 'e Pullecenella di G. Francione  che cura la regia con Fiore Ranauro il 26 novembre 2010.

Venerdì 3 dicembre 2010  IL FONDO DEL BARILE, con Fiore Ranauro

 Il 10 dicembre 2010    APHRA BEHN, LA PROSTITUTA DELL'INTELLIGENZA  (Vita e morte di una spia, poetessa e drammaturga a pagamento del  ‘600 inglese) del giudice    drammaturgo Gennaro Francione, recitato da Giuliana Adezio che cura la regia

 Il   7 gennaio  h. 18   LA CELLA DI ALESSIO di Gennaro Francione.  Fëdor Michajlovič Dostoevskij:  Vincenzo Sartini Il principe Miskin:  Giancarlo Martini  Il giudice Vladimir Todorov:  Gennaro Francione. Grafica: Maya Francione     Regia Gennaro Francione. Aiuto regia Vincenzo Sartini.

Il 14 gennaio      Poesia romanesca musicata e non    Vincenzo Sartini canta accompagnato dalla sua chitarra le più belle  canzoni romane inframezzate da poesie di Trilussa, Zanazzo, Petrolini  ed Aranci.

Il  21 gennaio   MIODESOPSIE (LA VISIONE DELLE MOSCHE)  monologo di Gennaro Francione            Mis en espace  con Vincenzo Sartini che cura la regia

 

 

 

 


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