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Su Dostoevskij al Teatro Affabulazione di Ostia di Filippo Lange

La poetica di Francione si inscrive nei lumi delle ragioni illuministiche voltairiane, cita Foucault e attraversa il '900 rievocando la condanna postmoderna di Dostoievskij.

Giudici o giustiziati Ŕ una metafora che impone la riflessione sul presente, l'antiarte di Francione incita ad una ribellione morale: il cittadino/spettatore riflette ma ai fini di una azione non piu rinviabile.

A ciascuno il suo: sembra dirci l'autore. Senza responsabilitÓ individuale la democrazia si trasforma in un universo concentrazionario. Guardie e ladri sono la stessa cosa, beffati da un destino crudele, senza pietas: Dio Ŕ morto. Non basterÓ la risata bolscevica a travolgere il poliziotto/daimon che Ŕ in ciascuno di noi.

L'azione come esorcismo dunque, e la parola, agita, diventa rivoluzione.

 

Filippo Lange

 http://www.facebook.com/home.php#!/note.php?note_id=495062069429

Questa Ŕ una poesia che ti dedica un socio pensionato di affabula che scrive in versi. Da Filippo Lange

GENNARO FRANCIONE

Un doveroso inchino
...
al luminoso talento

che abbraccia il fasto letterario

esaltando gli animi

incatenati dall'incomprensione

dal traumatico innesto sociale.

La balbuzie intellettiva Ŕ la pausa

scintillante della riflessione.

Lui GENNARO FRANCIONE

Ŕ la fioritura inarrestabile

del processo umano

dando indirizzi percorribili

per alleviare la tangibile ferita

che l'uomo non vuole

cicatrizzare per losche

autostrade senza luce

di convivenza civile.

Seguirlo Ŕ il capovolgimento

mentale elevando il brillare

abbattendo steccati tangibili.

OSTIA ROMA 09 GENNAIO 2010

osvaldo conti