BILANCIO ANTIARTISTICO DELL'ESTATE ROMANA

 

                 di

 

              Gigi Trilemma

 

Amici cari, questa cronaca è il resoconto di un'intera estate.

Ho girato in lungo e largo in quest'estate torrida tra Roma, il litorale pontino, il Terminillo etc. alla scoperta di nuclei antiartistici e ne ho trovati a iosa.

A fare un bilancio dei miei raid ho avuto la conferma delle tesi antiartistiche soprattutto a livello politico: i soldi e i favori di enti e impresari vanno a gente che di forte ha solo la fama, gli agganci, talora l'organizzazione ma che non è necessariamente la migliore da queste parti.

Ho notato in giro una certa approssimazione non solo in spazi di neofiti ma anche in luoghi deputati tradizionalmente ad accogliere la crema della crema dell'arte spettacolarizzata nella capitale.

Esecuzioni arrangiate, artisti scadenti, strutture che t'impedivano finanche di vedere lo scena per sedie non messo in declivio dal dietro verso l'avanti(ad anfiteatro per intenderci) ma al contrario, impedendo così secondo elementari principi di ottica di vedere e non solo sentire un'opera lirica. Se vuoi solo sentire te ne stai a casa coi tuoi cd! 

Per non parlare dei canonici ritardi nell'inizio di spettacolo che hanno raggiunto il non plus ultra con un cantante a Ostia che col pubblico infastidito, inumidito e ululante, è arrivato con un'ora di ritardo, perché evidentemente alle prese col pesce gratis dell'amico a Fiumicino...

Si è notata in giro una forte arte di arrangiarsi rappresentata per antonomasia da una serie di effetti annuncio su Enrico Brignani che non si sa se primula rossa o specchietto per le allodole.

In quest'estate rovente lo danno dappertutto e non lo si trova mai.

Capitolo primo. E' segnalato l'avvento,  a gran richiesta, il 14 agosto all'Ostia Village(su "Metrò" era dato per il 20) e poi ci annunciano che lo show è stato annullato. 

Capitolo secondo:"Fregene sotto le stelle". Chiamiamo per essere accreditati come giornalisti. La società organizzatrice non risponde; tace anche la Pro Loco di Fregene dove pure si può chiedere informazioni per la rassegna. Alla fine faticosamente riusciamo con qualche protesta a comunicare coi vertici dell'Assessorato alla Cultura di Fiumicino dove ci accreditano, per il servizio stampa,   per il 16 agosto. Quel giorno ci portiamo al Villaggio  e l'organizzatore sorridente annuncia che lo spettacolo sospeso per non so quali oscure riprese che sta facendo il comico  a Cinecittà.  

C'è gente che è venuta via inutilmente da Roma  e va via delusa. Un giovanotto  chiede balbettando se domani sera è assicurata la presenza di Brignani  a Cerveteri  e l'organizzatore dice candido di non saperne nulla. 

Cerveteri? "Metrò"  dà Brignani al Colle Oppio il venerdì 17. Che Brignani come sant'Antonio sia anche maestro di bilocazione?

"Capitolo terzo... la storia continua"...

Insomma qua si lavora al lancio del nome comunque e dovunque, si pratica il gioco d'azzardo di creare nomi teste d'ariete, indipendentemente dall'esecuzione dello spettacolo per lanciare manifestazioni altrimenti destinate a rimanere nell'ombra.

A Ladispoli una certa organizzazione di spettacoli pure di un certo livello non ha neppure l'ufficio stampa! 

Una gentile signora dall'altra parte del filo s'informa e annuncia che gli organizzatori non praticano né ingressi gratuiti né riduzioni. Capite? Mercificazione allo stato puro del prodotto. Non conoscenza della deontologia dello spettacolo, delle leggi di pubblicità garantite dalla stampa e  del rudimentale ma redditizio giuridico baratto per cui si garantisce al giornalista l'accesso in cambio di un pezzo sullo show!

Tutt'al contrario per l'Assessorato alla Cultura di Rieti che con soli 90 milioni con soli,  con una politica accorta di coinvolgimento di sponsor, realtà locali e delle stesse compagnie, è riuscito a mettere su una serie di spettacoli di gran qualità, ma soprattutto con un ufficio stampa all'altezza per ricevere i giornalisti e metterli in condizione di fare il loro lavoro.

Il non plus ultra della  bassa strategia dell'Estate Romana  è la megamanifestazione fantasma Metropolis - Costa Loca annunziata in lungo e largo su "Metrò".

Ci rechiamo ad Ostia per vedere lo show di Jimmy Fontana ma non solo del cantante, ma della struttura non c'è neppure l'ombra al Lungomare Caio Duilio. 

 Proviamo a comunicare con il numero di referenza  e  non risponde nessuno. Ormai l'abbiamo imparato. Quando non rispondono o c'è perenne segreteria telefonica, gatta ci cova... Non è così? E allora li avete visti sul lungomare Paola e Chiara l'11 agosto, Vasco Rossi il 17 agosto e Alexia, Max Giusti e Renato Zero?

 

Noi dell'Antiarte predichiamo proprio questo: un no-global a questo sistema che con la scusa di una falsa qualificazione fa apparire sempre le stesse persone nell'agone dello spettacolo e dà spazio a organizzatori d'azzardo. Quando il mondo sarà rovesciato coi nostri mezzi pacifici sarà la volta di una nuova democrazia antiartistica, dove la cosa pubblica in fatto di arte sarà retta dagli stessi artisti con un unico grande progetto. Rimettere in circolo i soldi pubblici e privati a rotazione per permettere a tutti davvero di esprimersi scalzando dalla loro poltrona d'Euterpe i furboni del posto fisso all'Estate Romana.