"L’etica tradizionale esaltava il lavoro come un fine in sé, perché doveva giustificare lavori monotoni o poco motivanti. Invece l’etica della Rete, la ‘netica’, pensa che il lavoro debba essere innanzitutto ispirazione e passione, l’ambito della propria realizzazione creativa. Il denaro non è più il primo movente, e anche la distinzione tra lavoro e piacere perde significato. Solo su questi presupposti può prosperare l’open source, che non mira più a proteggere la proprietà intellettuale per sfruttarla, ma la mette sempre in comune.”
(Pekka Himanen)
 
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