IL TRUCCO DI PLATINETTE

 

                                              Di

                       Agius & Francione

 

Al Gay village,  Villaggio del benessere sorto per l’Estate Romana al  Testaccio,   Platinette ha presentato il suo nuovo spettacolo musicale Stasera mi trucco.

 

                          

Dalla metà di luglio, l'autore di Finocchie, libro-scandalo sulla comunità gay edito da Mondadori, è impegnato a percorrere palmo a palmo la penisola con un mirabolante spettacolo all’insegna del ritmo e del buon umore. Accompagnata da una band di 5 strepitosi musicisti, un vocalist, e dall’inseparabile Lula, la soubrette più cotonata d’Italia sciorina in uno show di circa 90 minuti il meglio del peggio ovvero il peggio del meglio della musica leggera degli ultimi 30 anni.

            L’apripista della tournée è il singolo C’est si bon, cover della celebre canzone, già interpretata da Yves Montand e Ertha Kit, in programmazione radiofonica dalla metà di maggio. Sul palcoscenico Platinette canta, balla, duetta e intrattiene il pubblico, .

            Sul cantare lui stesso stende un velo pietoso. Con grande autoironia, antiartisticamente (www.antiarte.studiocelentano.it),  Platinette ammette che nella società dell’immagine  chiunque riesce ad esprimersi davanti a grandi pubblici anche nelle arti in cui proprio non eccella… In effetti il canto della megavamp è una caricatura di brani celebri  ovvero dei cantanti che li hanno portati al successo. In tal senso il truccarsi, che dà il titolo allo show,  è da intendersi  in senso non solo materiale con l’abbigliamento sgargiante da superstar armata di megaparrucche, ma anche metaforico, nel senso di spacciarsi per quel che non si è.

            Platinette è l’antisinger, utilizzando i vocalizzi ora puliti  ora abborracciati per frammischiarli al suo humour, animato da salti di canguro che ci trascinano da boutade volgari a trovate decisamente raffinate e colte.

            Anzi il segreto di Platinette è proprio questo. Un visione del mondo, gay, leggera, svolazzante ammantata di cultura dotta, rotta  a tutte le performance atte a divertire se stesso e  gli altri. Insomma una forma  sopraffina, apprezzabile ed estetica di  autentico gay pride.