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IMPORTANTI PROPOSTE ALLA TAVOLA ROTONDA DEL MICS A ROMA IN OCCASIONE

DELLA XXII SETTIMANA INTERNAZIONALE DEL CINEMA MUTO CHE SI CONCLUDE

DOMANI, SABATO 12 LUGLIO

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CONTINUA CON SUCCESSO LA XXII SETTIMANA INTERNAZIONALE DEL CINEMA MUTO A

ROMA AL M.I.C.S. MUSEO INTERNAZIONALE DEL CINEMA E DELLO SPETTACOLO IN

VIA POTUENSE 101 (TRASTEVERE-PORTA PORTESE) .

NUMEROSI FILM RARI D'EPOCA, MOLTI IN ESCLUSIVA MONDIALE, SONO STATI

PROIETTATI E APPREZZATI. DUNQUE , QUESTA MANIFESTAZIONE SI E' CONFERMATA

COME LA PIU' IMPORTANTE E VITALE DEL SETTORE .

IERI NELLA ^TAVOLA ROTONDA^ HANNO PARTECIPATO SPECIALISTI E PERSONALITA'.

PARTICOLARE ATTENZIONE HANNO SCUSCITATO GLI INTERVENTI DELLO STORICO E

FILOSOFO JOSE' PANTIERI E DEL GIUDICE, SCRITTORE E COMMEDIOGRAFO GENNARO

FRANCIONE.

ENTRAMBI HANNO RIBADITO L'URGENTE NECCESSITA' DI RICONOSCERE AGLI

ARTISTI, AI CINEASTI E AGLI UOMINI DI CULTURA IL LORO RUOLO PRIMARIO CHE

E' STATO ^ESPROPIATO^ DAI COMMERCIANTI, DAI POLITICANTI E DAI BUROCRATI.

SOLO IN QUESTO MODO L'ARTE E IL CINEMA POTRANNO RITROVARE QUELLA

VITALITA' E QUEL VALORE CHE PURTROPPO SI E' PERSO IN QUESTI ULTIMI ANNI.

E' RIEMERSA, TRA LE PROPOSTE PIU' STIMOLANTI, QUELLA DEL ^TRIBUNALE

DELL'ARTE^ CHE, ATTRAVERSO LA CATENE TELEMATICA, POTREBBE SERVIRE A

DENUNCIARE, STIMOLARE E RIAFFERMARE I PROBLEMI DEGLI ARTISTI E DEGLI

UOMINI DI CULTURA.

LA ^SETTIMANA^ SI CONCLUDE DOMANI, SABATO, CON LA PROIEZIONE DI UN RARO

FILM MUTO DI ALFRED HITCHCOCH.

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E-MAIL ^cinemuseo@supereva.it

ANTIARTE 2000: LA RIVOLUZIONE DELL'ESTETICA NEL CYBERSPAZIO: http://antiarte.studiocelentano.it

                                  

 

http://www.vocidivia.it/articolo.asp?idarticolo=5507&idsezione=5

UN TRIBUNALE PER L’ARTE

Alessandra Severini

 

                                          


Josè Pantieri e Gennaro Francione raccontano le loro iniziative per una rivoluzione pacifica nel mondo dell’arte


10 luglio 2003 (vdiv) – In occasione della tavola rotonda su ‘Lo sviluppo del cinema muto nel tempo’, tenutasi al Museo Internazionale del Cinema e dello Spettacolo, abbiamo incontrato lo storico e filosofo Josè Pantieri e il giudice, scrittore e commediografo Gennaro Francione per discutere della creazione del Tribunale dell’Arte, iniziativa nata a tutela degli artisti e della cultura.
“Il Tribunale dell’Arte è nato da un’altra iniziativa, più ampia, quella del Tribunale dei Deboli.
E’un organo che non ha poteri, ma vuole diffondere informazione sulle usurpazioni e i soprusi che i deboli subiscono. – spiega Il giudice Francione – Lo Stato attuale è forte con i deboli e debole coi forti, ma la nostra Costituzione, all’articolo 3, chiede uno Stato che si attivi a protezione dei deboli. Il nostro è un meta-tribunale che si divide in sottospecializzazioni, tra le quali, appunto, il Tribunale degli artisti”.
Perché gli artisti rientrano nella categoria dei deboli?
“Sì, lo sono. Perché oggi sono i mercanti e il denaro a fare l’arte. C’è un sistema piramidale che non potrà mai portare alla giustizia. L’artista da solo non può arrivare ai vertici se non ha denaro ed appoggi politici. L’arte è una merce”.

“Così accade al cinema, che è decaduto negli ultimi anni. – continua Pantieri – Il sistema di produzione e distribuzione interferisce con il lavoro dell’artista e gli impone scelte e strategie.
Quando ho lavorato per la RAI, molti anni fa, mi hanno fatto firmare un contratto in cui accettavo la possibilità che loro realizzassero tagli, modifiche alle mie opere. Allora scelsi di non firmare quei lavori con il mio vero nome, ma di usare uno pseudonimo significativo ‘Giuseppe Rinuncia’. Le leggi sul cinema devono essere fatte da coloro che vi lavorano, non da estranei ed incompetenti”.
Che significato ha il vostro Tribunale in tutto questo?
“Il Tribunale e lo stesso Museo del Cinema vogliono essere gli strumenti pacifici di una rivoluzione che porti gli artisti ad unirsi e a far sentire la propria voce”.
Come sconfiggere un sistema in cui l’economia vince sul sapere e la cultura?
“Attraverso l’informazione, la gogna mediatica., la diffusione della cultura gratuita o a prezzi accessibili. – risponde Francione – L’arte è di tutti. Lo scrittore ad esempio non è proprietario di ciò che scrive, lo prende dal mondo e al mondo deve restituirlo. Anche il diritto d’autore va ripensato e concepito in maniera diversa da ora. Come giudice del tribunale penale, ho assolto venditori di Cd masterizzati giustificandoli con lo stato di necessità. Non si può pagare un Cd, un libro a prezzi così elevati”.
                 
                                  

Foto di Alessandra Severini