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martedì 23/03/2004 17.15

 

COMUNICATO STAMPA

 

Il giorno mercoledì 24 marzo alle ore 15,30, per la rubrica "Un giorno

speciale" condotta su RAI Uno da Michele Cocuzza, il giudice drammaturgo Gennaro Francione ricorderà col padre e con alcuni testimoni, tra cui un superstite

Il più grave disastro su rotaie della storia europea, dimenticato dalla cattiva coscienza collettiva, preso a emblema di un urlo dei diseredati contro ogni guerra e contro la sopraffazione dei poveri ad opera dei forti.

L'evento, nel sessantennale dal suo verificarsi, è stato finalmente rievocato dalla grande stampa nazionale con articoli apparsi su "Il Corriere della Sera", "Famiglia Cristiana", "Il Mattino".

TRENO DI LUCE 8017: L’INNO ALLA PACE DEI 521 MORTI DELLA TRAGEDIA DI BALVANO

http://www.antiarte.it/trenodiluce

http://www.agipress.it/agenzia/news.php?shownews=1234
Agipress) Alla RAI la tragedia di Balvano
Sunday, March 21st, 2004 10:06 AM
Il giorno mercoledì 24 marzo alle ore 15,30 per la rubrica "Un giorno
speciale" condotta su RAI Uno da Michele Cocuzza, il giudice drammaturgo
Gennaro Francione ricorderà col padre e con alcuni testimoni, tra cui un
superstite, la grave tragedia ferroviaria caduta nella notte tra il 3 e il 4
marzo 1944 in cui videro la morte sua nonna Giulia e altri 520 passeggeri.
Il più grave disastro su rotaie della storia europea, dimenticato dalla
cattiva coscienza collettiva, preso a emblema di un urlo dei diseredati
contro ogni guerra e contro la sopraffazione dei poveri ad opera dei forti.

 

http://www.youtube.com/watch?v=nnzFUQVxJig

 

DA BOLOGNA 

Caro Gennaro.

il Treno di Luce è partito.
Ora spetta a noi di non consentire soste mortali in gallerie.
Un caro pensiero a Nonna Giulia e ai suoi poveri compagni dell'ultima ora.
Un saluto al tuo Papà,
Salvatore Argenziano .  

DA ROMA                                              Gennaro, sto seguendo la trasmissione. Complimenti! E' una cosa bellissima quella che stai facendo. Complimenti per la figura del tuo papa... Papà che  a me manca tanto. (Francesco De Cicco, drammaturgo e regista)

Gennaro sei stato stupendo. E' davvero bellissimo tutto... Ci sentiamo presto(Editore e  scrittore Costanzo D'Agostino)
25 marzo 2004 ore 18,40

                                    COMUNICATO STAMPA

SQUARCIATO IN RAI A "UN GIORNO SPECIALE" DI COCUZZA IL VELO DI COLPEVOLE OMERTA'  DURATO 60 ANNI SULLA PIU' GRAVE TRAGEDIA FERROVIARIA DELLA STORIA, QUELLA DEL TRENO 8017.

Il Gruppo Treno di Luce è intervenuto il 24 marzo 2004 nella trasmissione "Un giorno speciale" condotta da Michele Cocuzza, per ricordare la Tragedia di Balvano, il più grave disastro ferroviario di tutti tempi, misteriosamente nascosto alla coscienza collettiva.

Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 1944 nei pressi della stazione di Balvano, sotto la Galleria delle Armi, morirono oltre 600 persone uccise dal monossido di carbonio sprigionato dalle due locomotive di un convoglio sovraccarico che non riuscirono a vincere la forte pendenza. I macchinisti continuarono ad alimentare le caldaie trasformando la galleria in una lunga camera a gas.

Con immagini e servizi davvero forti realizzati sui posti del disastro la trasmissione ha fornito uno spaccato vibrante della tragedia.

I signori Agostino e Ciro Avventurato hanno ricordato la Cappella di Balvano, fatta erigere dal loro rispettivo padre e fratello Salvatore Avventurato non solo per i suoi tre parenti morti ma per tutte le vittime che si abbracciarono nell'ultimo viaggio là nella Galleria delle Armi, da allora detta Galleria della Morte.
 

Apuzzo Silvio ha ricordato i parenti morti in quella tragedia e il viaggio che essi facevano per procurarsi cibo mancante nella loro terra.

Galdino Acampora, ha portato la sua testimonianza di unico sopravvissuto attualmente vivente, scampato perché viaggiava su uno dei due vagoni rimasti appena fuori dalla galleria.

Vincenzo Francione e suo figlio, il giudice romano Gennaro Francione, che nel disastro persero l'amata Giulietta, loro rispettiva madre e nonna, a nome del gruppo hanno chiesto al Presidente Ciampi di istituire il Giorno della Memoria per poter ricordare pubblicamente e per sempre quei fatti, per troppo tempo rimasti oscuri.

La trasmissione seguita in Italia da oltre 2.500.000 di persone, sarà mandata in onda in America. Intanto è stata seguita in Svizzera da nostri connazionali là emigrati che hanno fatto pervenire al Gruppo Treno di Luce lettere di rammarico per la vicenda sconosciuta e di commossa partecipazione agli avvenimenti.

 

mercoledì 24/03/2004 17.02

Da Malta 

Il pensiero di un inglese

Thank you, Gennaro and also Vincenzo (whom I remember from his visits to Malta) for your very interesting TV programme about the tragedy of Balvano, March 1944. A very sombre programme but well worth watching.

 
What struck me was that there was a memory of all this in the locality but not nationally - that is the pattern of history in Italy - la storia/memoria della propria paese or Noi siamo romani ma voi siete milanesi!
 
Love from David and Edith

(Ritiene il programma serio ma davvero interessante. Lamenta che una notizia come questa non sia venuta alla cronaca nazionale, vittima forse del dualismo nord-sud.LO scrivente è stato professore di storia all'Università di Birmingham ora in pensione)

 
venerdì 26/03/2004 5.36

DALL'UMBRIA 

Assicuro le mie preghiere in suffragio di tutti i defunti provocati da

questo evento che non conoscevo e che è stato giusto ricordare.

Con stima e cordialità.

Pio de Giuli - Direttore della Rivista "Subasio" Organo dell'antica

Accademia Properziana del Subasio attiva in Assisi dal 1516

 

 
venerdì 26/03/2004 10.23

Dalla Svizzera

Carissimo Gennaro,

è stato un piacere rivedere te e tuo papà, anche se via etere, vi ho visti  in forma smagliante, e mi fa immensamente piacere, in riguardo alla tristissima storia, della tragedia di Balvano, hai fatto benissimo a portarla pubblicamente in TV in modo di ricordare pubblicamente la storia di quella povera gente deceduta in modo orrendo. Infatti io personalmente ne ero totalmente ignaro della storia di Balvano, e avete fatto un gesto nobile, facendo si, che la gente sappia e ricordi quest`altra immane tragedia.

Ciao Gennaro, un caro saluto a te, al tuo papà, e tutta la famiglia.

Cordialmente

Maurizio Ciaramella

 

 
venerdì 26/03/2004 17.27

DA MILANO

Caro Gennaro,
 
ki si rilegge...
L'occasione è per te e tuo padre, specialmente, dolorosa.
Ma l'ignobile oblìo sarebbe il baratro.
Bravi quindi per quello ke state facendo in proposito, è esemplare.
Ho dato un'okkiata alla BIBLIOTECA della subsubsezione di Antiarte ke hai dedicato a 'Treno di Luce 8017': è molto corposa.
Direi ke tutta la subsezione dedicata a 'TdL8017' è notevole e rikiede tempo per farla propria.
Non mankerò.
 
Di più e d'altro ora non scrivo, per molti motivi.
A momenti e luoghi debiti parleranno i fatti, le opere o, quanto meno, i progetti compiuti e proposti.
Mi piacerebbe, comunque, conoscere anke te e arkitettare o partecipare comunemente a qualcosa, quando tornerò a Roma.
 
VIETATO ARRENDERSI.
 
Carme diem,
 
ALBatro, alias o ex Abdul El-Hamid II, alias...

 

domenica 28 marzo 2004 17.02.19

DALLA SICILIA

La ringraziamo per il suo tenace e costante interessamento e siamo unanimi nell'esprimerle il nostro appoggio affinché la tragedia della Galleria delle Armi non vada dimenticata!

GUGLIELMINO MARIA LETIZIA (nipote di Troiano Salvatore)

 
martedì 30/03/2004 17.37

DALLA CAMPANIA

Ciao Gennaro,

Ti abbiamo visto da Cocuzza e la tragedia di Balvano, a noi completamente

ignota, ci ha addolorati e sdegnati.

A presto

F. N.

 

lunedì 05/04/2004 10.27

Dall'Albania

Ciao Gennaro!

Ti ho visto in televisione sulla Vita in diretta e lo detto anche ai miei genitori in Albania, ti hanno visto anche loro. Abbiamo seguito con grande interesse tutta la vicenda.
 
 A presto
                                                                Viola

(traduttrice, per l'Istituto di Albanese presso l'Università La Sapeinza di Roma,  dell'opera La scala di Scannerebbeco di G. Francione)

mail giovedì 22 settembre 2005 0.09.15

Il 24 marzo del 2004 io ero in cucina a sparecchiare quando mio marito che stava guardando la trasmissione di Cocuzza in camera da letto mi chiamò e mi disse che in televisione stavano parlando del disastro ferroviario in cui era morto mio zio. Naturalmente mi sintonizzai subito su Rai Uno, ascoltai attentamente la trasmissione e presi contatto con Alessandro Tuzza, che mi diede l’indirizzo e-mail dell’avvocato Barneschi, che stava preparando il suo libro.

Rosa Di Filippo

 

 
    giovedì 8 aprile 2004 22.54.26

DALLA CAMPANIA

Cari amici,

mi compiaccio per questa vostra grande, inestimabile voglia di memoria. Ne ho raccolto un po', ricambiando con poco rispetto a quel che avete fatto finora per non dimenticare la tragedia del treno dei poveri dell'Italia che non c'era. Ho intenzione di continuare ad accompagnarvi su questa strada che da tempo avete tracciato e percorrete con straordinaria volontà di non dimenticare.

Sono pronto ad accogliere suggerimenti, notizie, spunti, racconti e testimonianze. Arrivederci a presto e grazie davvero. Di cuore.

Antonio Manzo, giornalista inviato de "Il Mattino"

 

giovedì 1 aprile 2004 9.15.23

DALLA BASILICATA

Carissimi,

ho visitato il vostro sito che ho potuto constatare molto ben curato e ricco di documenti. In merito vi comunico che mi sono attivato con una lettera al Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, affinché venga riconosciuta una onoreficenza in memoria delle vittime della sciagura ferroviaria. Inoltre sono presentatore di una proposta di legge concernente la Istituzione del Giorno della memoria e del Museo della memoria in ricordo delle vittime della sciagura ferroviaria di Balvano del 3 marzo 1944 ( 4798 )(presentata il 10 marzo 2004, annunziata l'11 marzo 2004).

La stessa amministrazione comunale di Balvano sta con apposita delibera promuovendo una richiesta in tal senso nei confronti delle ferrovie dello stato. L'obiettivo è quello che in occasione della prossima ricorrenza vi possa essere una significativa celebrazione del ricordo e della memoria delle vittime. Mi auguro che con voi vi possa essere una proficua ed efficace collaborazione nel recupero di questa triste pagina di storia del nostro paese, del nostro mezzogiorno e delle nostre comunità. cordialmente. In attesa di comunicazioni ulteriori invio i miei più cordiali saluti.

On. Giuseppe Molinari

CAMERA DEI DEPUTATI N. 4798 


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PROPOSTA DI LEGGE 
d'iniziativa del deputato MOLINARI 


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Istituzione del Giorno della memoria e del Museo della 
memoria in ricordo delle vittime della sciagura ferroviaria di 
Balvano del 3 marzo 1944 


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Presentata il 10 marzo 2004 


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ONOREVOLI COLLEGHI ! - Nella notte tra il 2 e il 3 marzo del 1944 un treno partito da Napoli e diretto a Potenza, giunto nella galleria del Monte Armi nei pressi di Balvano (Potenza) a causa della forte pendenza della salita e del peso superiore alla sostenibilità da parte dei locomotori si bloccò. Si trattava di un convoglio di 47 vagoni trainati da due locomotori, era il treno n. 8.017. I suoi passeggeri erano per lo più gente disperata, gente povera che cercava nella economia dello scambio e del baratto una opportunità di sopravvivenza. Ben 517 passeggeri di quel convoglio ferroviario rimasto fermo in galleria morirono asfissiati per le esalazioni della combustione del carbone dei motori delle locomotive. 

La ricostruzione dell'incidente, dopo sessanta anni, è ancora frammentaria e parziale. Persino le Forze alleate di stanza in Italia avviarono una inchiesta sull'incidente i cui risultati sono ancora secretati. Si è trattato di una vera tragedia che sconvolse in particolare la comunità lucana, che fu generosa nel prestare soccorso alle vittime della sciagura. 

Oggi il cimitero di Balvano custodisce le salme delle vittime del 3 marzo 1944. Di quella tragedia sono apparsi reportage giornalistici persino sulla stampa internazionale, senza però giungere ad una ricostruzione storica completa di quanto accadde realmente nella galleria del Monte Armi. 

A distanza di tanti anni i familiari delle vittime continuano a chiedere che lo Stato si ricordi di quella triste pagina di storia legata alla fine della guerra e ad una tragedia del nostro mezzogiorno consumatasi nel silenzio. La presente proposta di legge oltre ad istituire il Giorno della memoria in occasione di ogni 3 marzo si prefigge anche di sostenere la ricostruzione storica di quell'avvenimento per il rispetto che si deve ai 517 morti. Una tragedia dimenticata che vive nella comunità lucana e nella memoria dei parenti delle vittime. 

Chiediamo pertanto che la proposta di legge possa avere un iter rapido e si possa così onorare il ricordo di quanti contribuirono anche con la vita alla ricostruzione del Paese in una fase storica nella quale la miseria e la disperazione, oggi fortunatamente superate, costituivano la costante. Per questo abbiamo il dovere di non dimenticare. 



PROPOSTA DI LEGGE 


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ART. 1. 

(Istituzione del Giorno della memoria). 

1. Il 3 marzo di ogni anno è celebrato il Giorno della memoria in ricordo delle vittime della sciagura ferroviaria di Balvano del 3 marzo 1944. 

ART. 2. 

(Istituzione del Museo della memoria). 

1. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è stipulata una intesa istituzionale di programma tra la Presidenza del Consiglio dei ministri, la regione Basilicata, la regione Campania, l'amministrazione comunale di Balvano in provincia di Potenza e la Trenitalia Spa per l'istituzione presso la stazione ferroviaria di Balvano di un Museo della memoria in ricordo delle vittime della sciagura ferroviaria del 3 marzo 1944. 
2. All'interno del Museo della memoria sono custoditi tutti gli atti e i documenti riferiti alla sciagura ferroviaria del 3 marzo 1944. 
3. La Presidenza del Consiglio dei ministri, al fine di una compiuta ricostruzione storica degli accadimenti, è autorizzata a desecretare tutti gli atti e i documenti che riguardano la sciagura ferroviaria di Balvano del 3 marzo 1944, inclusi gli atti e i documenti coperti da segreto militare. 
4. Per l'istituzione del Museo della memoria è autorizzata la spesa di 500.000 euro per l'anno 2004. 

ART. 3. 

(Copertura finanziaria). 

1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in 500 milioni di euro per l'anno 2004, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente « Fondo speciale » dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 
2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

domenica 18 aprile 2004 17.28.47


Egregi Signori,
dopo aver seguito la trasmissione "UN GIORNO SPECIALE" di Michele Cocuzza il 24/03/04 ho visitato il vostro sito. Mi rivolgo a voi con la mia più grande ammirazione e gratitudine per aver ricordato la tragedia di Balvano, per averne creato un sito ed un gruppo in modo da far ridiventare persona tutte le vittime della tragedia.

Sono la pronipote di due vittime della tragedia e riporto qui la mia testimonianza per potergli dare la giusta identità, vi prego per tanto di correggere come segue: 

1. CAMPANILE GIUSEPPINA: indicata nella lista dei martiri al n. 70 erroneamente come GIUSEPPE. Nata a Tramonti il 02/03/1894, aveva quindi compiuto il 50° anno di età al momento della tragedia (non aveva 49 anni come indicato) e risiedeva a Nocera Inferiore (SA).
2. RAGOSA ALFONSO: nr. 340 nella lista dei martiri, figlio di CAMPANILE GIUSEPPINA nato a Nocera Inferiore (SA) nel 1929 aveva dunque 15 anni al momento della morte.

Se fosse possibile inserirle sarei grata di inviarvi anche le due foto degli scomparsi.

Sono ancora in vita le due figlie della Sig.ra Campanile: Ragosa Luisa (mia nonna), ancora residente a Nocera Inferiore e che ricorda benissimo il periodo della tragedia e Ragosa Palmina (residente in Germania).

<Omissis>


Il giorno della trasmissione di Cocuzza abbiamo chiamato la Rai al numero indicato e abbiamo rilasciato il nostro recapito telefonico<omissis>

Io e tutta la mia famiglia vi ringraziamo per il vostro ammirevole lavoro e siamo a vostra completa disposizione per ulteriori chiarimenti e testimonianze

distinti saluti
Stefania Dusi


Da :  antoniomammato <antoniomammato@tin.it>
Inviato :  sabato 24 aprile 2004 10.46.11
A :  <adramelek55@hotmail.com>
Oggetto :  Testimonianza sulla tragedia di Balvano

 

Le rievocazioni dell’immane disastro ferroviario di Balvano, che hanno riempito le pagine di settimanali e quotidiani e lo spazio di numerosi programmi televisivi, hanno fortemente scosso nostra madre, ormai ottantenne, che ha inteso ripercorrere, scrivendole, le tappe più importanti di quel dramma, che ha segnato profondamente la sua vita.

     Ha sentito il dovere morale, nei confronti dei suoi genitori da lei tanto amati e venerati, di raccontare la sua esperienza al fine di fare luce e chiarezza su una tragedia dimenticata, nascosta e, purtroppo, manipolata.

     Grati per la cortese attenzione, con profonda stima

                                                                                                                 I figli

 

                                                                                         Sac.Nicola, Rina e Antonio Mammato

 

Per leggere la lettera della signora Maria Monti:

 

                                                

    

                                                  

 

SONO LA NIPOTE DI DUE VITTIME DEL TRENO 8017 (MURANTE NUNZIA E PRINCIGALLI DONATO) VOGLIO DIRVI CHE A DISTANZA DI TANTI ANNI PROVO TANTA TRISTEZZA PER QUELLO CHE E' SUCCESSO MA SOPRATTUTTO SONO AMAREGGIATA PER IL FATTO CHE UN EVENTO COSì TANTO TRAGICO NON SIA MAI STATO COMMEMORATO COME, SECONDO ME, ERA GIUSTO FARE.
LA NONNA HA LASCIATO CINQUE FIGLI DI CUI UNO DI SOLI 3 ANNI è STATO DAVVERO DURA PER LORO CRESCERE SENZA LA MAMMA E NESSUNO SE N'E' MAI RICORDATO.

MENA GARGIULO

LA SCIAGURA DI 60 ANNI FA
Balvano, cerimonia
per le vittime del treno
«Il 3 marzo diventi
giorno della memoria»

Balvano. Familiari delle vittime, associazioni, istituzioni locali, i rappresentanti dell’Ente Ferrovie, le comunità religiose e gli ultimi superstiti della tragedia del treno di Balvano si sono ritrovati ieri sera nel paesino lucano «per non dimenticare». Sessant’anni fa la tragedia con oltre seicento morti, quasi tutti napoletani che si recavano nei paesini della Basilicata per fornirsi di pane, olio, verdure.
La presidenza del Consiglio regionale della Basilicata ha promosso l’incontro per ricordare il più grande disastro ferroviario della storia europea e mondiale, che avvenne nella notte tra il 2 e il 3 marzo 1944 e che causò 521 vittime, secondo l’elenco ufficiale che negli anni ha subìto variazioni in aumento. Il treno 8017, il merci Napoli-Battipaglia-Potenza, partito da Balvano alle 12.50 del 3 marzo 1944, trainato da due locomotive e composto da 47 vagoni, non arrivò mai alla stazione di Bella-Muro. Nella galleria di Balvano, lunga quasi due chilometri, avvenne la tragedia. Il treno, per la pendenza e per cause tecniche, tuttora non accertate, non riuscì a proseguire la sua marcia e la galleria si trasformò in una camera a gas in cui centinaia di persone morirono soffocate dal monossido di carbonio sprigionato dalle locomotive di testa.
«Dall’iniziativa - ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Vito De Filippo - è nato un comitato per non dimenticare le vittime di un incidente mai chiarito nelle sue dinamiche e per rievocare una triste pagina storica poca nota ai più, ma fortemente viva nella memoria dei parenti e della comunità di Balvano».
Nel corso della manifestazione è stata presentata l'iniziativa legislativa dell'onorevole Giuseppe Molinari (gruppo Margherita) per istituire il «giorno della memoria» il 3 marzo, e per realizzare un museo presso la stazione ferroviaria di Balvano, oggi in disuso, così come quasi tutte le stazioni della tratta Eboli-Potenza.

"Il Mattino da online"

[Articolo pubblicato in "kataweb.it", 14 maggio 2004]

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Potenza, 14 mag 2004 - 11:11

Cerimonia per la strage ferroviaria di Balvano

Oggi pomeriggio a Balvano (Potenza) si terrà un incontro promosso dalla presidenza del consiglio regionale della Basilicata in ricordo del 60º anniversario della tragedia della galleria Monte Armi, il più grande disastro ferroviario della storia europea, che avvenne proprio a Balvano il 3 marzo 1944. "L'iniziativa - dichiara il presidente del consiglio regionale Vito De Filippo - mira essenzialmente alla costituzione di un comitato per non dimenticare le 521 vittime di un incidente mai chiarito nelle sue dinamiche e per rievocare una triste pagina storica poca nota ai più, ma fortemente viva nella memoria dei parenti e della comunità di Balvano".

Durante la manifestazione sarà presentata l'iniziativa legislativa dell'onorevole Giuseppe Molinari (Margherita) tesa ad istituire il giorno della memoria -il 3 Marzo- e a realizzare un museo della Memoria presso la stazione ferroviaria di Balvano, oggi in disuso. Alla cerimonia parteciperanno oltre al presidente De Filippo, i familiari delle vittime, le associazioni, le istituzioni locali, i rappresentanti delle ferrovie, le comunità religiose, gli studiosi, i giornalisti, nonché gli abitanti del paese. (cor)

 

[Articolo pubblicato in "www.regione.basilicata.it", 14 maggio 2004]

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Consiglio regionale della Basilicata
Struttura di coordinamento attività di informazione, comunicazione ed editoria

UFFICIO STAMPA

Non dimenticare le oltre cinquecento vittime di un incidente mai chiarito nelle sue dinamiche, quello avvenuto a Balvano il 3 marzo 1944, e rievocare una triste pagina storica poco nota ai più, ma fortemente viva nella memoria dei parenti e della comunità di Balvano. È questo il senso della manifestazione tenutasi a Balvano questa sera e promossa dalla Presidenza del Consiglio Regionale della Basilicata in ricordo del 60º anniversario della tragedia della galleria Monte Armi, il più grande disastro ferroviario della storia europea. "Abbiamo intenzione - ha dichiarato il Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata, Vito De Filippo - di istituire un comitato costituito da rappresentanti di associazioni, Istituzioni locali, Ferrovie, comunità religiose, studiosi e giornalisti. Una iniziativa - ha dichiarato De Filippo - che rafforza la proposta legislativa dell'onorevole Molinari tesa ad istituire il Giorno della Memoria -il 3 Marzo- e a realizzare un museo della Memoria presso la stazione ferroviaria di Balvano, oggi in disuso. Dello stesso avviso anche il giornalista dell'Ansa, Mario Restaino, autore del libro "Un treno, un'epoca: storia dell'8017", una ricerca storica sull'incidente ristampata dal Consiglio Regionale della Basilicata. Restaino, presente all'incontro, ha sottolineato la necessità di recuperare la stazione e destinarla a museo per ricordare le tante vittime. Durante l'incontro sono stati ripercorsi quei tragici momenti nei quali il treno merci 8017, entrando nella galleria delle Armi situata tra le stazioni di Balvano-Ricigliano e Bella Muro, incominciò a slittare non riuscendo più a procedere. Nella galleria, oltre cinquecento furono i passeggeri, molti dei quali abusivi in viaggio verso la Puglia per acquistare viveri da vendere al mercato nero della Campania e del centro Italia, che perirono a causa delle esalazioni di acido carbonico prodotte dalla locomotiva. Una tragedia - ha dichiarato l'onorevole Molinari - consumata in brevissimo tempo e che lascia, ancora oggi, margini di incertezza sulle modalità con cui l'incidente avvenne. "Con la proposta di istituire il Museo - ha concluso Molinari - si vuole onorare il ricordo di quanti contribuirono anche con la vita alla ricostruzione del Paese in una fase storica nella quale miseria e disperazione, oggi fortunatamente superate, costituivano la costante". "Non si poteva - ha concluso De Filippo - lasciare sottaciuto tale avvenimento nel quale persero la vita centinaia di uomini. Un atto dovuto nei confronti di quelle persone e dei loro parenti che, ancor oggi, si recano presso quel luogo, per non dimenticare e per rendere omaggio ai propri cari".

 

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[Articolo pubblicato in "basilicatanet.it", 15 maggio 2004]

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15/05/2004 14.01.50

(ACR) (ANSA) CONSIGLIO: BASILICATA; TRAGEDIA BALVANO SARA' RICORDATA

BALVANO (POTENZA), 15 MAG - Il Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Vito De Filippo, promuoverà la costituzione di una comitato che suggerisca all'Assemblea alcune iniziative da attuare in vista del 2005, per ricordare l'incidente ferroviario nel quale, la notte fra il 2 e il 3 marzo 1944, oltre 500 persone morirono per asfissia in una galleria nei pressi di Balvano (Potenza). Lo ha annunciato lo stesso De Filippo concludendo una riunione svoltasi in paese proprio per avviare iniziative in ricordo della sciagura, la più grave della storia ferroviaria italiana e fra le più gravi nel mondo: all'incontro ha partecipato anche l'on. Giuseppe Molinari (Margherita), il quale ha presentato una proposta di legge per l'istituzione di una "giornata della memoria" in ricordo delle persone morte quella notte sul treno 8017. De Filippo, in particolare, ha indicato la necessità di "realizzare una sede per ricordare stabilmente la tragedia, a partire dal 2005", e l'opportunità di concludere un protocollo d'intesa con le Ferrovie dello Stato per "salvare e valorizzare la stazione di Balvano. Siamo figli - ha spiegato il Presidente del Consiglio regionale - anche dei luoghi, oltre che del tempo in cui viviamo, e Balvano per la sciagura del 1944 e per il terremoto del 1980 è simbolo del dolore e della sofferenza ma anche della tenace volontà di rinascita". Il Presidente del Consiglio regionale della Basilicata ha ipotizzato anche contatti con la Provincia di Salerno e la Regione Campania, in considerazione della provenienza della maggior parte delle vittime. All'inizio della riunione, Molinari - che ha inviato la sua proposta di legge anche il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi - ha sottolineato il "carattere istituzionale, e assolutamente non politico, dell'iniziativa. Credo - ha aggiunto - che nel 2005 dovremo ricordare l'incidente ferroviario con una manifestazione a carattere nazionale".
Oltre a Molinari e De Filippo, all'incontro hanno partecipato il consigliere regionale della Basilicata, Gerardo Mariani (Ri), il sindaco di Balvano, Vittorio Di Carlo, un dirigente delle Ferrovie, i sacerdoti don Antonio Palo e don Franco Corbo, parenti delle vittime, un testimone, amministratori locali e rappresentanti di enti e istituzioni, un macchinista e lo scrittore Gianluca Barneschi. Quest'ultimo ha annunciato la pubblicazione di un libro che ricostruisce la sciagura ("Balvano: la strage dimenticata", sarà il titolo) e la possibilità che la storia venga presentata in uno sceneggiato televisivo. Il rappresentante delle Ferrovie ha sottolineato "la disponibilità della società a valorizzare la stazione di Balvano". Il testimone, Vincenzo Pacella, all'epoca dei fatti giovane artigiano di Balvano al quale, come ad altri, le autorità ordinarono di collaborare alla rimozione dei cadaveri, ha ricordato che ne furono scaricati dal treno 515 o 520 (il dato è significativo in considerazione del fatto che la cifra delle vittime non è mai stata stabilita con certezza assoluta). (ANSA). RES

 

http://treno8017.trenidicarta.it/

 

Gialli & rivelazioni
Il treno della morte nella Galleria delle armi

Nino Masiello
«Partito». Il segnale fu lanciato dalla stazione di Balvano, provincia di Potenza, cinquanta minuti dopo la mezzanotte tra il 2 e 3 marzo del 1944, appena il treno 8017, proveniente da Napoli, si rimise in movimento per raggiungere la stazione di Bella-Muro, altra tappa sulla via di Potenza. Come da regolamento il capostazione di Balvano avrebbe dovuto ricevere quello di «Giunto» una volta arrivato il convoglio nella stazione successiva - due locomotive e quarantasette vagoni, per una lunghezza complessiva di 500 metri -, ma quell’atteso segnale non arrivò. Sicchè, due ore dopo il tempo previsto per la percorrenza Balvano - Bella-Muro, il ferroviere cominciò a preoccuparsi. Una dimenticanza del collega? Ma, alle 5 del mattino, vide arrivare, stravolto dall’affanno e dallo sgomento, Michele Plato, frenatore dell’ultimo vagone dell’ 8017: un sopravvissuto. Il primo che racconterà la strage in galleria, entrando nei verbali del Procuratore del re a Potenza, testimone di quello che, per molti aspetti, è ancora un giallo dopo sessant’anni.
Mario Restaino, responsabile della sede regionale dell’Ansa a Potenza, ha coronato un lungo, difficile impegno certosino con un libro appena ristampato, a cura del Consiglio Regionale della Basilicata (Un treno, un’epoca: storia dell’8017, Arti grafiche Vultur, pagg. 141). La ricostruzione di Restaino propone più di un inquietante interrogativo sulle cause di quella tragedia della quale non è possibile conoscere nemmeno il numero esatto delle vittime, non già le cause che la determinarono. L’unica certezza, probabilmente, è che la gran parte dei viaggiatori era rappresentata da uomini e donne della Campania che si erano avventurati su quel treno partito da Napoli per andare a barattare o comprare, a Potenza e dintorni, vettovaglie da scambiare con indumenti usati, calze da donna, tabacco sfuso, sigari toscani, fiammiferi di zolfo, scarpe, spago, lana grossa per materassi: merce da povericristi. Una fauna che il viaggiatore Pasquale Festa Campanile raccontò nel suo romanzo d’esordio Nonna Sabella.
I pendolari della fame, furono definiti anche così, non riuscirono, come centinaia di loro compagni di viaggio, a vincere il fumo che si impossessò della lunga galleria in salita nella quale, nonostante le due locomotive in testa al convoglio, il treno si arrestò. La «galleria delle armi», poco meno di due chilometri, è la più lunga delle 37 che si attraversano sulla tratta Battipaglia - Potenza. Lì, da quando era stata costruita la linea ferroviaria, il fumo del treno in corsa rendeva sempre difficile, per pochissimi istanti, il respiro dei viaggiatori. Ma quella notte, fermatosi il convoglio, il fumo prodotto dalle due immense locomotive e prodotto dalla combustione di pessimo carbone, evidentemente pieno di zolfo e proveniente da una partita importata dai Balcani, sicuramente inadatto alla bisogna, portava la morte, non già una breve difficoltà di respirazione.
«Come è possibile - si chiede e chiede, poi, Restaino - che quei due bestioni di locomotive da montagna, adatte, cioè, a quel percorso, a quel tipo di treno, a quel peso, non riuscirono a superare la galleria?». Il libro offre, anche uno spaccato del modo in cui, in quel 1944, circolavano le informazioni, controllate dallo speciale reparto militare PWB, Psycological Malfare Branch i cui quadri erano prevalentemente formati da giornalisti americani e inglesi, molti con una diretta conoscenza dell’Italia di prima della guerra. «Una censura che non funziona - o agisce in modo più blando con i giornali locali, il cui atteggiamento verso l’incidente sorprende, però, per la scarsità di notizie e per l’attenzione posta verso alcuni particolari, trascurandone altri». L’Ordine, periodico della Democrazia Cristiana, parla del fatto nel numero del 5 marzo 1944. Testo glaciale: «Mentre andiamo in macchina apprendiamo che tra Piperno e Baragiano un treno viaggiatori proveniente da Napoli, per il sovraccarico non ha potuto superare una galleria. Conseguenza: ben quattrocento persone morte di asfissia! Ci sono mille motivi per pensare che quel sovraccarico era di contrabbandieri e contrabbando. Imploriamo, a nome delle vittime, che ci si decida una buona volta a regolare il traffico dei viaggiatori».
Nel museo di Pietrarsa è conservata una delle due locomotive di quella tragedia immane, che ha provocato la morte di 517 persone nella galleria delle Armi, tra le stazioni di Balvano e Bella - Muro.

Il Mattino on line 31 maggio 2004

 

Balvano 1944. La tragedia del treno 8017.

 

BALVANO (PZ) - (05/06/04) - Era la notte tra il 2 e il 3 marzo 1944 quando il treno merci 8017 entrò nella galleria del Monte Armi tra le stazioni di Balvano - Ricigliano e Bella ­ Muro. Da quella galleria il treno e il suo carico di gente povera e disperata salita a bordo alla ricerca di un'opportunità di sopravvivenza in tempi di guerra,  non sarebbero più usciti: il convoglio, forse a causa del carico eccessivo per la forte pendenza del tratto, cominciò a slittare e non riuscì più a procedere. Così le esalazioni della combustione del carbone delle due locomotive a vapore provocarono la morte per asfissia di 521 passeggeri. Oggi, a sessanta anni da quella tragedia, la Regione Basilicata ha promosso l¹istituzione di un Comitato formato dai parenti delle vittime, dalle associazione e le istituzioni locali e dalle Ferrovie dello Stato per non dimenticare le 521 vittime di un incidente mai chiarito nelle sue dinamiche. A questa iniziativa si aggiunge la proposta di legge avanzata dall ' On. Giuseppe Molinari per l¹istituzione del Giorno della Memoria (il 3
marzo) e la realizzazione di un Museo della Memoria presso la stazione ferroviaria di Balvano, già presentata alla Camera dei Deputati il 10 marzo scorso. La proposta di legge si prefigge anche di sostenere la ricostruzione storica di quell'avvenimento che ad oggi si presenta ancora troppo frammentaria e parziale. Tanti anni di silenzio intorno ad un disastro di tali proporzioni sembrano quindi avviarsi ad una conclusione anche perché se l'opinione pubblica nazionale ha rimosso questo episodio, certamente non è
stato così per la comunità lucana e in particolare per quella di Balvano che custodisce nel suo cimitero le salme di quelle vittime provenienti per la maggior parte dalla Campania. Una lezione di rispetto impartita a chi, a partire dalle istituzioni, ha preferito la strada dell¹indifferenza nei confronti di una sciagura, la più grave tra quelle avvenute sui binari europei, per anni indegnamente rimossa dalla labile memoria collettiva di questo Paese. (
Carmen Ielpo)

http://www.graffitinews.it/giugno04/050604.htm

 

 

 

----- Original Message -----

From: "adramelek" <adramelek@tin.it>

To: <adramelek@tin.it>

Sent: Wednesday, March 02, 2005 10:40 PM

Subject: TRENO DI LUCE

 

>

> Il libro di Gianluca Barneschi "Balvano 1944. I segreti di un disastro

> ferroviario ignorato"

> (edito da Mursia) sarà presentato venerdì 4 marzo alle ore 17 nella Sala

> del Museo Provinciale

> di Potenza.

>

> Interverranno: Sabino Altobello (presidente della Provincia di Potenza),

> Gianluca Barneschi (autore del libro), Ulderico Pesce (attore), don

> Giuseppe Pronesti (parroco di Picerno). Moderatore Donato Pace

> (giornalista).

>

> TRENO DI LUCE 8017:

> L'INNO ALLA PACE DEI 521 MORTI DELLA

> TRAGEDIA DI BALVANO

>

> http://www.antiarte.it/trenodiluce

 

 

giovedì 03/03/2005 0.16

Bravi, a ricordare con tanto amore la terribile sciagura del 1944, mi pare

accaduta proprio il 4 marzo; disastro non imputabile direttamente alla

guerra, ma ugualmente terrificante nel numero delle vittime e nell'odiosa

caratteristica della loro morte. Silenziosa, traditrice, stupida,

prevedibile, disonesta, che si accanicsce contro i più poveri e indifesi.

Quelle cinquecento persone decedute tanti anni fa, saranno, nel loro aldilà,

contente che qualcuno, ogni anno, le ricordi con affetto, e in tutta

l'Italia.

Un abbraccio dalla Sicilia.

Vito La Colla - Palermo

 

LA LAPIDE  A PIANA DI SORRENTO

mail giovedì 22 settembre 2005 0.09.15

Da quel marzo del 2004 seguo costantemente gli sviluppi della vicenda, mi sono rivolta al comune di Piano per un progetto che mi sta molto a cuore, una lapide nel cimitero a perenne ricordo delle vittime di Piano di Sorrento. Il Sindaco Luigi Iaccarino, l’assessore alla Cultura Giovanni Iaccarino, il dottor Pepe e tutta l’amministrazione comunale si sono subito mostrati disponibili e partecipi.

Ho il piacere di comunicarvi che il giorno 18 settembre 2005 sul cimitero di Piano di Sorrento c’e stato lo scoprimento della lapide, alla presenza anche dell’avvocato Gianluca Barneschi, che la sera precedente è stato ospite del Comune di Piano per la presentazione del suo libro”Balvano 1944”.

Rosa Di Filippo

 

Cari amici del Treno di Luce

 

       nell'augurarvi una felice pasqua non posso fare a meno di pensare alla

 prima forma di resurrezione dei corpi: quella che attraverso il nostro

 spirito stiamo assicurando a tutte le anime dei nostri cari trapassati nella

 Galleria di Balvano tanti anni fa.

      Quei morti reclamavano il nostro ricordo, dimenticati da istituzioni che a

 chiacchiere predicano l'umanismo ma che di fatto pensano solo a non

 compromettersi.

      Col nostro affetto, la nostra caparbietà, la nostra fede ma soprattutto con

 la nostra alleanza,  quei morti sono ritornati alla luce.

      La prima resurrezione è stata nella nostra memoria. Nella memoria di tutti

 noi alleatici per comunicarci, attraverso l'affetto giammai sopito, il loro

 ricordo.

      A un ragazzino che chiedeva al papà che gli raccontava la tragedia di

 Balvano che fine avessero fatto quei morti, il padre aveva risposto:"Sono

 diventati angeli".

      Gli angeli, grazie, a noi sono ritornati sul mondo attraverso la nostra

 Memoria Personale.

      Il secondo tributo è stato quello della Resurrezione nella Storia.

      Il Convegno all'Università di Salerno, l'articolo apparso sull'Europeo che

 tra le stragi impunite(Ustica, Moby Prince etc.) finalmente cita anche

 quella della Galleria di Balvano, e tanti altri articoli, commemorazioni,

 documentari etc. dimostrano la riesumazione nella storia di quell'evento.

      Grazie ancora a tutti voi che avete permesso questa Resurrezione Storica.

      I nostri angeli, grazie a voi, ora sorridono dall'altra parte.

       Prendiamo spunto da loro per continuare ad alimentare la nostra utopia di

 un mondo migliore, cominciando a combattere contro la guerra per cercare di

 costruire il Mondo sulla Pace e sulla Fratellanza.

      La nostra Utopia di Luce darà un senso al sacrificio immane dei nostri

 cari.

 

     16 aprile 2006

      dott. Gennaro Francione

 

 TRENO DI LUCE 8017: L’INNO ALLA PACE DEI 521 MORTI DELLA

       TRAGEDIA DI BALVANO  http://www.antiarte.it/trenodiluce

 http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/22990.html

http://italy.indymedia.org/news/2006/04/1048861.php

 

 

 

IL TRENO DELLA MORTE

Sabato 5 maggio 2007, alle ore 19,30
nel Centro di Quartiere - Via 1° luglio 1946, nell'ambito delle
manifestazioni per il bicentenario dell'istituzione del Comune di S.
Egidio del Monte Albino (SA), si terrà una manifestazione per
ricordare le vittime del treno 8017, le molte delle quali erano
proprio di S. Egidio.
La manifestazione si svolgerà secondo il seguente prgramma:

8017: IL TRENO MALEDETTO
Balvano - Una tragedia dimenticata

Introduzione della Sig.ra Lucia Albanese, Assessore alla Cultura;

Proiezione del documentario "3 marzo '44" di Vincenzo Esposito;

Intervengono:
Prof. Vincenzo Esposito - Antropologo culturale dell'Università di Salerno
Sig. Ugo Gentile - Ex Capostazione di Baragiano, testione oculare
Avv. Roberto Marrazzo - Sindaco del Comune di S. Egidio del Monte Albino

Moderatrice:
Dott.ssa Nunzia Gargano, Università di Salerno.
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14.11

http://www.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/38478.html

 
 

Balvano 1944. I segreti di un disastro ferroviario ignorato

 

Interventi


Ulderico Pesce
Altri eventi con oratore Ulderico Pesce
attore e regista teatrale
17:504' 0"

Antonio Manzo
Altri eventi con oratore Antonio Manzo
Giornalista de Il Mattino
17:546' 0"

Massimo Cariello
Altri eventi con oratore Massimo Cariello
Assessore della Provincia di Salerno
18:003' 0"

Antonio Manzo
Altri eventi con oratore Antonio Manzo
Giornalista de Il Mattino
18:031' 0"

Gianluca Barneschi
Altri eventi con oratore Gianluca Barneschi
Avvocato
18:0416' 0"
Autore del libro

Antonio Manzo
Altri eventi con oratore Antonio Manzo
Giornalista de Il Mattino
18:204' 0"

Gianluca Barneschi
Altri eventi con oratore Gianluca Barneschi
Avvocato
18:243' 0"

Ugo Gentile
Altri eventi con oratore Ugo Gentile
Già capostazione
18:2718' 0"
Testimone della tragedia di Balvano

Antonio Manzo
Altri eventi con oratore Antonio Manzo
Giornalista de Il Mattino
18:453' 0"

http://www.radioradicale.it/scheda/229850/balvano-1944-i-segreti-di-un-disastro-ferroviario-ignorato

 

 

 

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Da: adramelek [mailto:adramelek@tin.it]
Inviato: venerdì 5 dicembre 2008 16.23
A: 'adramelek'
Cc: info@radiocristal.it
Oggetto: LA TRAGEDIA DI BALVANO

 

Stasera

Alle 21,45 ci sarà l’intervista a Gennaro Francione sulla tragedia ferroviaria  di Balvano dove perirono circa 600 persone.

 

Sito: http://www.radiocristal.it/

 

TRENO DI LUCE 8017: L’INNO ALLA PACE DEI 521 MORTI DELLA   

      TRAGEDIA DI BALVANO  http://www.antiarte.it/trenodiluce

http://www.torreomnia.it/forum/leggi.asp?id=3005

 

                                                     Lunedì 2 marzo   2008, ore 18 – 19

                  l’avvocato Francesco Elia e  il giudice drammaturgo Gennaro Francione 

             parteciperanno alla trasmissione

D.A.S.E.IN (DIRITTO ARTE SOCIALITA’ E INFORMAZIONE)

                                                       su ROMA UNO TV

                                      diretta da Raffaele Festa Campanile

    Si parlerà di diritto, cronaca quotidiana, socialità con un ospite artista per ogni trasmissione.

   Il tutto in una ricerca della notizia alternativa di  socialità, arte e  cultura,  a favore della controinformazione di cui è maestra la Rete.

        La sigla sta per Diritto, socialità, arte e informazione e gioca anche sul termine Dasein,         introdotto in filosofia da Martin Heidegger nella sua opera Essere e tempo,  a indicare nell’esser-ci  la fondamentale  natura dell'uomo,  il cui fine è prima di tutto un essere impegnato con tutta   l'anima nel mondo.

        Il programma DASEIN, che di questo impegno totale  e finanche controcorrente si fa portabandiera,  intende appunto esplorare l'informazione oltre  i 360° consueti per andare a rilevare  pieghe nascoste, gravide e ultradimensionali di sensi del vivere comune.

           IL TEMA DEL GIORNO del 2 marzo sarà L’OMERTA’ DELLE CASTE: PERCHE’ LA PIU’ GRANDE TRAGEDIA FERROVIARIA DELLA STORIA E’ STATA DIMENTICATA?

Scaletta:

-         presentazione dell’opera di Francione introduttiva del tema Guerra

-          

-          LA GUERRA CULINARIA DI MONSIEUR GURDJIEFF

di G. Francione

 

per la regia di Vincenzo Sartini

con Vincenzo e Ilaria Sartini,   Tony Matera

Dramma in un atto. Racconta l'insegnamento di George Ivanovitch

Gurdjieff(1877-1949),  il maestro armeno che agli inizi del secolo scorso

fondò una scuola d'insegnamento esoterico volto alla liberazione dell'uomo.

Attraverso il Triagramma Drammaturgico rappresentato dal Maestro Musicale,

dall'Allievo Poeta e dall'Amante Pittrice si dipana la storia di tre anime

nascoste nella casa di una Parigi appena invasa dalle truppe tedesche. La

guerra si fa metafora della condizione umana in sé con l'insegnamento di

Gurdjieff che spinge l'essere lungo la Quarta Via della consapevolezza, dell'amore e

della fratellanza operosa.

Dove: Teatro Gasmann di Civitavecchia

Il 6 di marzo ore 21 il 7 di marzo ore 19 ore 21

@@@@@@@@@@@@

Ospiti il prof Vincenzo Esposito, antropologo culturale, DITESI - Università di Salerno e Carlo Preziosi - Università di Salerno  

il 23 gennaio 2006 presso  l’Università degli Studi della Basilicata a Potenza e presso l’Università di Salerno organizzò un convegno sulla tragedia di Balvano

- l’avvocato Gianluca Barneschi autore del libro Balvano 1944. I segreti di un disastro ferroviario ignorato, Milano, Mursia, 2005.

Nella notte tra il 3 e il 4 marzo 1944 il treno merci 8017 entrò nella galleria delle Armi, situata tra le stazioni di Balvano-Ricigliano e Bella-Muro (linea Battipaglia-Potenza).

Nella galleria, lunga 1692 metri, il lungo convoglio incominciò a slittare e non riuscì più a procedere: oltre cinquecento persone morirono asfissiate dalle esalazioni delle due locomotive a vapore.

Per 50 anni la tragedia è stata colpevolmente dimenticata finché Vincenzo e Gennaro Francione, che nella tragedia videro morire Giulia(rispettivamente madre e nonna), nella trasmissione "Un giorno speciale" di Michele Cocuzza del 23 marzo 2004  portarono alla luce la tragedia. Da allora una serie di iniziative nel web  e fuori come il convegno organizzato dal professor Esposito o il libro pubblicato dall’avv. GIANLUCA BARNESCHI
”Balvano 1944. I segreti di un disastro ferroviario ignorato”
Milano, Mursia, 2005.

 

Informazioni sulla tragedia:

TRENO DI LUCE 8017: L’INNO ALLA PACE DEI 521 MORTI DELLA   

      TRAGEDIA DI BALVANO  http://www.antiarte.it/trenodiluce

 

Sulla reiezione della petizione dei familiari di istituire un giorno della memori  da parte della presidenza della Repubblica.

 

http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/20353.html

 

        Una curiosità. La sigla musicale di apertura e chiusura del programma “PORTO AZZURRO” è opera di due giudici musicisti. FRANCIONE, in veste di compositore, e GIORGIO PUNZO, sax tenore  e arrangiatore del pezzo. @@@@@@@@@@@

Per seguire la trasmissione in rete che andrà in onda ogni lunedì dalle 18 alle 19 (con repliche all’1,20 e l’indomani alle 9,30):

In Rete: http://www.romauno.tv/

Analogico
» Roma: CH 31
» Lazio: Monte Lungo Ch.65 / Vallemaio Ch.62 / Monte Curio Ch.G / Isola Liri Ch.31

Satellite
Sky CH.860

oppure in chiaro con queste coordinate:
Hot Bird 6 - Frequenza 11.541
Polarizzazione Verticale

F
EC 5/6 - SR 22000

STUDIO LEGALE ELIA

Piazza Bainsizza, 1 - 00195 - Roma

tel: +39 063721499 Fax: +39 0637500689

http://www.studiolegaleelia.it/

UNIONE EUROPEA GIUDICI SCRITTORI(EUGIUS): LA NUOVA              

     UNIONE DEI GIUDICI UMANISTI D'EUROPA:                       

           http://www.antiarte.it/eugius

 

 

 

- Attualità -
  8017, il treno della morte. Balvano, 3 marzo 1944: storia di una tragedia dimenticata  

 Marzo 1944. La guerra nel Sud Italia sembra essere finita: a luglio '43 lo sbarco alleato in Sicilia, poi l'8 settembre l’armistizio. L’Italia, ufficialmente, non è più alleata con le forze naziste; in realtà, però, è divisa in due: a sud il regno di Vittorio Emanuele III e del nuovo capo del governo Pietro Badoglio, con sede, dall'11 febbraio, a Salerno; a nord la Repubblica Sociale di Mussolini, ancora fedele ad Hitler.

Guerra finita, si diceva. Ma la guerra lascia il segno, sempre: città devastate dai bombardamenti, linee stradali e ferroviarie interrotte per mesi. La popolazione è in ginocchio, la fame incombe. Si tenta il tutto e per tutto per la ricerca di generi alimentari, a costo di salire su un treno merci, magari stipati come bestie. Così, più di 600 persone salgono a bordo dell’8017, il treno merci della speranza, partito da Napoli, direzione Potenza: i passeggeri sono quasi tutti campani, soprattutto delle province di Napoli e Salerno. Borsisti neri, si disse.

Molti lo sono, vero: centinaia di viaggiatori clandestini, provenienti soprattutto dai grossi centri del napoletano, stremati dalla guerra, che nei paesi di montagna lucani sperano di poter acquistare derrate alimentari in cambio di sigari e caffè distribuiti dagli statunitensi Ma i più sono uomini, donne, padri o madri di famiglia, gente partita per Basilicata, Puglia, Calabria, con poche lire in tasca e qualche oggetto da barattare in cambio di cibo. Il carico del convoglio ne risente: il treno pesa più di 600 tonnellate, un'enormità.

È la mattina del 2 marzo. Il treno 8017 lascia la stazione di Napoli: a trascinare i suoi 47 vagoni, una motrice elettrica, molto potente, fino a Salerno. Arriva a Battipaglia poco dopo le 18.00, riparte poi alle 19.00; lo trainano ora due locomotive a vapore, a doppia trazione, perché da lì la linea ferrata, non ancora elettrificata, si inerpica su per i ripidi sentieri dell’entroterra salernitano. Nelle caldaie non brucia più il carbone fornito dai tedeschi, ma quello americano, carico di zolfo. È quasi mezzanotte quando il convoglio raggiunge la stazione di Balvano, un paesino della provincia di Potenza, al confine con la Campania. Quasi tutti i passeggeri dormono, solo i macchinisti restano all’erta. Circa mezz’ora di sosta: tutto nella norma, controlli e manutenzione di routine. Poi, alle 00.50, il treno riparte per un tratto in notevole pendenza con numerose gallerie molto strette e poco areate Fermata successiva Bella-Muro: solo otto chilometri e circa venti minuti il tempo stimato per percorrerli.

Poi, il nulla, nel silenzio spettrale di una notte nebbiosa e senza vento. Alle 2.40, quasi due ore dopo, dell’8017 non si ha più alcuna notizia. Nessun deragliamento, nessuno scontro, solo un arresto improvviso, in un tunnel di 1262 metri, con pendenze fino al 13%: la Galleria delle Armi. La locomotiva inizia a slittare, il treno rimane bloccato, senza riuscire ad uscire dalla galleria. Si ferma a 800 metri dall'ingresso, con i soli ultimi due vagoni fuori. I binari bagnati per l’umidità, il carbone di cattiva qualità, la confusione tra macchinisti, frenatori e fuochisti: frenare o far girare al massimo i motori? retrocedere o andare avanti?…

Gli sforzi delle locomotive per riprendere la marcia sviluppano grandi quantità di monossido di carbonio e acido carbonico, facendo perdere i sensi al personale di macchina. In poco tempo anche la maggioranza dei passeggeri viene raggiunta dai gas tossici che, in assenza di vento, possono uscire dalla strettissima galleria solo tramite il piccolo condotto di aerazione. Pochi attimi, e la galleria si trasforma in una camera a gas. Il fumo asfissiante delle caldaie invade i vagoni, quasi tutti gli occupanti del convoglio muoiono soffocati dal monossido di carbonio. Solo all’alba da Potenza arrivano i soccorsi, ma è troppo tardi.

Il destino di centinaia di persone si era consumato nel buio spettrale di quel tunnel maledetto. Il treno della speranza, trasformatosi in treno della morte, fu tirato indietro, a fatica, fino a quell’ultima, tragica fermata, dove ebbe inizio la conta dei cadaveri: dapprima allineati sulle banchine, poi portati al cimitero; per loro quattro fosse comuni, tre per gli uomini ed una per le donne. L’esatto numero dei morti non fu mai stabilito con esattezza. Il Governo Badoglio, riunitosi a Salerno alcuni giorni dopo, ne contò 501.

Di sicuro, le vittime furono molte di più e tantissime quelle che non furono mai riconosciute. Non ci furono funerali, nessun cadavere tornò mai casa né ricevette una degna sepoltura. Solo nel 1972, Salvatore Avventurato, che quella notte aveva perso il padre e il fratello, si fece promotore della costruzione di una cappella, un monumento ai caduti dell’8017: una lapide di marmo è lì a ricordare ai posteri una tragedia immane, che attende ancora di essere spiegata. La lapide riporta 509 morti (408 uomini e 101 donne) e, ironia della sorte, una errata data dell’incidente, posticipata di un giorno.

Sono passati ben 65 anni da quella tragica notte, eppure ancora molto poco si sa del treno 8017. Tante le incognite sull’evento e le incongruenze nelle inchieste ma, soprattutto, nessun riconoscimento ufficiale da parte dello Stato Italiano, né tanto meno dalle Ferrovie che provarono a cavarsela con miseri risarcimenti alle famiglie delle vittime, intesi come risarcimenti di eventi bellici. Il treno, forse, avrebbe dovuto essere fermato a Battipaglia nonostante le due locomotive fossero nominalmente sufficienti al traino, e avrebbe dovuto essere messo in regola con le nuove normative; era noto inoltre che il carbone fornito non era in grado di sviluppare sufficiente potenza per mantenere le massime prestazioni delle macchine.

Vennero anche sollevati dubbi sulla tempestività dei soccorsi e sull'operato dei capistazione di Balvano e Bella-Muro, che non accertarono subito la posizione del treno quando questo apparve in ritardo sulla tabella di marcia. In realtà, nel caos post-bellico, comunicazioni intermittenti e pesanti ritardi rientravano nella norma. Non era raro che si impiegassero oltre due ore per percorrere i 7 km della tratta. Un mese prima, d'altronde, in una galleria sulla tratta Baragiano-Tito, immediatamente successiva a quella della tragedia e con pendenze superiori al 22, un treno dell'autorità militare statunitense aveva subito un incidente simile.Sulla tratta incriminata, inoltre, per ridurre l'eventualità di questi incidenti riducendo gli sforzi e le emissioni delle macchine, era stato disposto il limite di 350 tonnellate.

Poche e frammentarie le notizie diramate dalla stampa. Il 7 marzo il quotidiano napoletano Risorgimento, l'unico autorizzato dalle autorità alleate, scrisse di un incidente ferroviario a un treno merci: pochi accenni vaghi, nessuna indicazione sul luogo, né sul numero delle vittime. Ma anche i quotidiani nazionali pubblicarono cifre diversissime tra loro. Per il “Corriere della sera”(6 marzo 1944) e per “La Stampa” (7 marzo 1944) i morti sarebbero stati 500, mentre 49 erano i ricoverati in ospedale. Le medesime cifre vennero riferite dal “Giornale d’Italia” del 7 marzo, mentre lo stesso giorno “La Gazzetta del Mezzogiorno” parlò di 509 vittime. Il quindicinale potentino “Il Gazzettino”, invece, l’8 marzo riferì di 549 morti, di cui 77 donne. Pochissimi, inoltre, sono gli studi sul caso. Tra questi, le ricerche del dottor Gianluca Barneschi, autore del volume “Balvano ’44: i segreti di un disastro ferroviario”.

A molti anni da quella sciagura, insomma, ciò che resta è solo il mesto e composto saluto che ogni anno, nel giorno dell’anniversario, i tanti campani porgono ai loro cari, per non dimenticare. Con la speranza che un giorno l'oscura vicenda del treno 8017 venga fuori dall’ovattato oblio che l’ha avvolto per anni e venga sollevato finalmente il velo su quella che fu la più grande tragedia ferroviaria d’Europa.

Il treno 8017 effettuato il 2 marzo, ben può definirsi il treno della morte, perché rare volte, anche nei disastri ferroviari più famosi, si sono avuti in una sola volta oltre 600 morti quanti furono quelli che perdettero la vita sotto la galleria delle Armi presso la stazione di Balvano. Una simile ecatombe non può essere addebitata a fatalità ed occorre ricercarne e punirne i responsabili
(“Libertà”, 20 marzo 1944)

3 marzo 2009 Carlo Alfani

http://www.salernoinprima.it/attualita_trebalv.html

 

3 marzo 1944, sciagura del treno 8017: 500 morti a Balvano

di Vittorio Savino del 3/03/2009 in Storia

Accadde Oggi. Quella conosciuta come sciagura del treno 8017 è forse il disastro ferroviario più grave mai avutosi nel mondo, di sicuro quello con il maggior numero di morti in Italia.

Il treno merci 8017, che caricava legname per ricostruire i ponti distrutti dalla guerra , parte da Napoli nel primo pomeriggio del 2 marzo del 1944, destinazione Potenza. Alle 18 arriva alla stazione di salerno , qui però dovendo procedere per una linea non elettrificata sostituisce la locomotiva elettrica con una macchina a vapore. Alle 19 arriva a Battipaglia, alla prima vaporiera ne viene aggiunta una seconda, entrambe vanno in testa al treno, che nel frattempo si è allungato a ben 47 vagoni. Sul convoglio salgono a centinaia, la maggior parte povera gente stremata dalla guerra che cerca ristoro nei paesini della Lucania.

Nella galleria posta tra Balvano e Bella-Muro lucano , lunga 1968 metri, le due locomotive non ce la fanno ad andare avanti, spingono sui binari, ma scivolano, tanto è il peso e la pendenza. Lo sforzo delle locomotive produce una percentuale di monossido di carbonio e acido carbonico nell’ambiente, la galleria, da provocare morte per asfissia di circa 500 persone, compresi i fuochisti delle due locomotive. Le stime a poche ore dalla tragedia parlano di 501 civili morti, 8 militari e 7 ferrovieri, ma indagini storiche attendibili, ci parlano di oltre 600 morti. Pochi i riconosciuti, allineati lungo i binari della stazione furono poi sepolti in quattro fosse comuni a Balvano, senza neanche un funerale. Tra le cause l’uso del nuovo carbone jugoslavo fornito alle nostre ferrovie dagli Alleati, carbone nettamente inferiore di qualità a quello tedesco usato fino ad allora, capace di ostruire le tubature delle caldaie. Di certo, il particolare momento politico dell’epoca smorzò tutte le notizie e del fatto si ebbe quasi nessuna conoscenza.

Fino al 1959 all’uscita della galleria viene istituito un posto di controllo per evitare situazioni simili, il posto resterà fino al divieto assoluto delle locomotive a vapore. Dopo 15 anni dai fatti il Ministero del Tesoro risarcirà le vittime, trattandole come “vittime di guerra”, ma anche come clandestini senza biglietto, fatto questo opinabile e in pratica falso per la stragrande maggioranza dei viaggiatori.

http://www.pupia.tv/notizie/0005023.html

 

Il fatto. Nella notte tra il 3 e il 4 marzo 1944, il treno 8017 entrò nella “Galleria delle Armi” sulla linea Battipaglia-Potenza, restandovi intrappolato. Morirono circa 600 persone
Balvano, la tragedia ferroviaria

senza il “diritto di memoria”

di Tiziana Mercurio

 

Visto che non lo fa nessuno, o, al momento, ancora in pochi, ci pensiamo noi a non dimenticare, a mantenere viva la memoria, a dare voce a chi non ne ha.
In un Paese dove quasi tutti i fatti di sangue - più o meno cruenti - hanno la loro “Giornata” dedicata, non è chiaro perché i 600 e più morti del disastro ferroviario di Balvano del ‘44 non meritino neppure un pensiero. Ancora oggi.
È tutto talmente strano che si fa largo l’idea, che ci sia una seria volontà di tacere, di dimenticare - esorcizzando, col silenzio - una delle pagine più vergognose della recente storia d’Italia.
O anche, a pensar male, che ci sia una ferma volontà di “lasciar perdere”, acquisendo come propria la drammatica consapevolezza che ci siano, in Italia, “morti di serie B”, ai quali non andrà né il pensiero delle istituzioni civili, né le preghiere di solerti “pastori d’anime”.
Nella notte tra il 3 e il 4 marzo 1944, il treno merci 8017 entrò nella galleria delle Armi, situata tra le stazioni di Balvano-Ricigliano e Bella-Muro (sulla linea Battipaglia-Potenza). Nella galleria, lunga 1.692 metri, il lungo convoglio incominciò a slittare e non riuscì più a procedere: oltre 600 persone, molte delle quali torresi, morirono asfissiate dalle esalazioni delle due locomotive a vapore.
In pratica, una sorta di “camera a gas” (si passi il lugubre paragone, volto solo a rendere l’idea) in cui trovarono la morte persone innocenti che, biglietto alla mano, viaggiavano in situazioni estremamente disagevoli e che, forse, ebbero l’unica sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato all’ora sbagliata. Tutto, infatti, accadde intorno alla mezzanotte: i primi soccorsi arrivarono solo all’alba.
Troppo tardi. Troppo tardi per chi era su quel treno che avrebbe dovuto trasportare solo merci (ma, che, se pagavi, chiudeva “entrambi gli occhi” e ti faceva salire); troppo tardi per chi sarebbe sopravvissuto se gli aiuti fossero stati più veloci. Si è calcolato, infatti, che la gente morì, in media, a gruppi di cento ogni ora. E che, anche chi si trovava più vicino all’uscita della galleria, era talmente stordito dalle esalazioni del carbone da non avere la forza di mettersi in salvo.
Chi lo spiega ai figli che persero i genitori, a Balvano; chi alle vedove, ai nonni, ai parenti
Si trattò solo di uno spiacevole incidente; spiacevole, soprattutto, perché accaduto alla vigilia della pace dopo tanto dolore? A chi rimase senza sapere, e non col denaro, chi chiederà scusa?
Anche alcuni torresi persero la vita a Balvano. A loro, e agli altri, il magistrato Gennaro Francione (che nella tragedia perse la nonna, Giulia), seguito da un manipolo di appassionati, dedica, quasi nell’indifferenza generale, una serie di iniziative, tra cui, non ultima, la pubblicazione del libro dell’avvocato Gianluca Barneschi: “Balvano 1944. I segreti di un disastro ferroviario ignorato” (Milano, Mursia, 2005).
Lunedì 2 marzo, Francione e Barneschi, con l’avvocato Francesco Elia e l’antropologo Vincenzo Esposito, dell’università di Salerno, hanno partecipato alla trasmissione “Dasein”, sull’emittente laziale Roma uno, diretta da Raffaele Festa Campanile, per parlare di Balvano.

Per approfondimenti: “Treno di luce 8017: l’inno alla pace dei morti della tragedia di Balvano”, www.antiarte.it/trenodiluce

http://www.torreomnia.it/servizi_rete/giornali/cartacei/tuttoe/set_fra_tuttoe.htm

 

      

BALVANO:LA GRANDE TRAGEDIA DIMENTICATA
Articolo di G. Francione su
http://www.flemingpress.it/roma/magazine/161/pdf/Fleming%20aprile%202009%2008.pdf

 

                LA GRANDE TRAGEDIA DIMENTICATA: BALVANO 1944

 

Di Gennaro Francione

        Nella notte tra il 3 e il 4 marzo 1944 il treno merci 8017 entrò nella galleria delle Armi, situata tra le stazioni di Balvano-Ricigliano e Bella-Muro (linea Battipaglia-Potenza).

        Nella galleria, lunga 1692 metri, il lungo convoglio incominciò a slittare e non riuscì più a procedere: oltre cinquecento persone morirono asfissiate dalle esalazioni delle due locomotive a vapore.

       Per 50 anni la tragedia è stata colpevolmente dimenticata finché Vincenzo e Gennaro Francione, che nella tragedia videro morire Giulia(rispettivamente madre e nonna), nella trasmissione "Un giorno speciale" di Michele Cocuzza del 23 marzo 2004  portarono alla luce il tragico evento.

      Da allora una serie di iniziative nel web  e fuori, come il libro pubblicato dall’avv. Gianluca Barneschi
Balvano 1944. I segreti di un disastro ferroviario ignorato
(Milano, Mursia, 2005) o il  convegno che l’antropologo
Vincenzo Esposito,  il 23 gennaio 2006 organizzò presso  l’Università degli Studi della Basilicata a Potenza e presso l’Università di Salerno. I due studiosi intervenivano nella trasmissione Dasein su Roma 1 del 2 marzo 2009 per ricordare il disastro con la loro testimonianza e l’esito delle loro ricerche.

               Intanto Gennaro Francione creava nel cyberspazio il gruppo Treno di Luce levando attraverso la contrinformazione sull’avvenimento,  l’inno alla pace dei 600 morti della          tragedia di Balvano  (http://www.antiarte.it/trenodiluce).

               In conseguenza della  reiezione della petizione proposta dai familiari delle vittime di istituire un giorno della memoria da parte della presidenza della Repubblica e di altre istituzioni, il Gruppo dal basso proclamava provocatoriamente il 3 marzo di ogni anno  Giorno della Dimenticanza (in contrasto con i gloriosi Giorni della Memoria), quello in cui le istituzioni si dimenticano dei propri morti. In un paese ancora a caccia di democrazia reale ci sono ancora distinzioni, in contrasto con l’art. 3 della Costituzione, tra cittadini di serie a e di serie b, vivi o morti che siano.

 

                           

                
 

martedì 5 maggio 2009

IL 9 MAGGIO 2009 SAN MANGO RICORDA LA TRAGEDIA DEL TRENO 8017 CHE COSTO' LA VITA A CIRCA 600 PERSONE

 
                     

“Balvano 1944: tragedia treno 8017” è il titolo del convegno che si terrà sabato 9 maggio c.a. presso l’aula “E.Sguazzo” del Comune di San Mango Piemonte. Ad organizzarlo è la Pro Loco di San Mango Piemonte in collaborazione con la Pro Loco di Balvano. La rivisitazione storica del tragico avvenimento, che costò la vita ad oltre 500 persone, sarà a cura dell’avvocato Gianluca Barneschi, ricercatore ed autore di diverse pubblicazioni sull’argomento. La relazione del professionista romano sarà preceduta dai saluti dei Sindaci e dei Parroci di Balvano e San Mango Piemonte e dalla introduzione di Gaetano Michele Barra, macchinista delle ferrovie italiane e vice presidente della Pro Loco di San Mango Piemonte.
Previsti, altresì, brevi saluti dei presidenti della Pro Loco Nicola Vitolo e Antonio Turturiello, nonché di Enrico Tramutola presidente Mutua Soccorso Basilicata. Il professore Enzo Esposito, docente di antropologia culturale all’Università degli Studi di Salerno, tirerà le conclusioni dell’incontro dopo gli interventi delle autorità regionali della Basilicata e della Campania, rappresentata per l’occasione dall’On. Ugo Carpinelli.
La progettualizzazione dell’intera manifestazione è della Pro Loco di San Mango Piemonte che ha preso spunto dalla relazione presentata dal professore Enzo Esposito al convegno su tematiche antropologiche che l’associazione picentina organizza il 7 dicembre di ogni anno. Il docente dell’Università di Salerno, nell’illustrare le modalità della datazione della quotidianità tra le popolazioni rurali meridionali, portò ad esempio la gente di Balvano che datavano gli avvenimenti locali col pre e post disastro del treno. Una tragedia ferroviaria che destò molta commozione all’epoca e che rimane, ancora oggi, la più grande catastrofe consumatosi sulle rotaie italiane. Il 2 marzo 1944 partì dalla stazione di Battipaglia, destinazione Potenza, il treno straordinario 8017. Aveva doppia trazione, assicurata da due locomotive del deposito di Salerno, e 47 carri, dei quali 6 carichi con merci varie civili e 41 vuoti. Sul convoglio merci avevano preso posto oltre 600 viaggiatori, provenienti da vari comuni del napoletano e del salernitano, che andavano ad acquistare cibo per i propri cari o da rivendere al mercato nero di Salerno e Napoli. Il treno procedeva lentamente ed alle una circa del 3 marzo entrò nella galleria delle “Armi” nella tratta Balvano-Ricigliano. Quando tutti i vagoni, eccetto gli ultimi due, si trovarono all’interno della galleria, le ruote motrici delle locomotive iniziarono a slittare e poi si bloccarono del tutto. I macchinisti cercarono di far ripartire il treno, il fumo della combustione riempì la galleria col micidiale monossido di carbonio. Morirono in 526 senza accorgersi del pericolo, senza panico o tentativo di fuga. L’immane tragedia maturò in un meridione devastato dalla guerra e dalla fame, dedito principalmente alla ricerca di cibo necessario alla sopravvivenza. Il 9 marzo 1944 il Governo Badoglio, con sede a Salerno, dedicò l’intera seduta alla sciagura. Fu aperta un’inchiesta anche dagli alleati.
L’iniziativa s’inquadra nell’evento “San Mango Balvano: percorso di memoria e di futuro” in cui le Pro Loco dei rispettivi paesi, gemellate nella promozione di un interscambio socio culturale avvalorato da accomunanze storico-ambientali, mirano a favorire un flusso turistico-economico tra due territori, quello salernitano e quello lucano, costellati da comuni contenuti e da caratteristiche peculiarità che richiedono tutela, promozione e valorizzazione.
A distanza di 65 anni dal tragico avvenimento sono ancora in molti a chiedere di fare chiarezza, soprattutto i parenti dei numerosi morti provenienti da vari comuni del salernitano e del napoletano. Vittime incolpevoli di una guerra non voluta ma forzosamente sopportata. Uomini, donne, bambini, madri, padri, fratelli, sorelle, tutti spinti dalla fame e dalla miseria ad essere martiri sacrificali sull’altare della libertà e del dovere naturale. Per essi e per tutti i morti senza insegne le Pro Loco di Balvano e San Mango Piemonte emaneranno un pubblico concorso per la realizzazione di un monumento in ricordo del Civile Dimenticato.

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http://sanmangonews.blogspot.com/2009/04/il-9-maggio-2009-san-mango-ricorda-la.html

 

   

Agerola: La conferenza "Agerola 1944 schegge di memoria:La tragedia del treno 8017"

                               


Dedicata alla tragedia di Balvano del 3 marzo 1944, la più grande tragedia ferroviaria della storia umana in cui morirono 628 persone.
di Annabella Somma StabiaChannel.it


"Agerola 1944 schegge di memoria:La tragedia del treno 8017", questo il titolo della conferenza svoltasi l'8 Maggio presso l'Hotel "Le Rocce" (Agerola) e dedicata alla tragedia di Balvano del 3 marzo 1944, la più grande tragedia ferroviaria della storia umana in cui morirono 628 persone.

Tra i relatori l'Autore del libro "Balvano 1944" l'avv.Gianluca Barneschi, l'Avv.Gaetano Rocco Fusco, Autore dell'Articolo "La catastrofe del treno 8017 ed il tradimento della memoria", il dott.Vincenzo Sicignano ( Consigliere con delega alla cultura del Comune di Agerola) e Matteo Merolla ( Presidente dell'Associazione "L'Aliante").

Presenti al convegno anche i parenti delle vittime, i rappresentanti del Comune di Agerola e il Consigliere del comune di Pimonte Anna Ospizio, che con grande entusiasmo ha sollecitato i parenti delle vittime a partecipare, con la speranza che un giorno emerga la verità in questa oscura vicenda.

Un lavoro di ricerca ancora in itinere quello di Gianluca Barneschi, che spinto dal desiderio di offrire un risarcimento morale a questi giovanissimi morti dimenticati dalla storia italiana, dalle istituzioni per ragion di Stato e censura militare, ha realizzato questo libro con la speranza che un giorno si coroni il suo sogno, quello di riuscire a trasmettere in Tv una fiction dedicata a questa immane tragedia.

"I morti di Balvano vengono ingiustamente considerati morti di Serie C, non solo ignorati ,ma perfino disprezzati. Allora vennero definiti contrabbandieri , ma in realtà nella Galleria delle Armi, la più lunga del tratto Battipaglia-Potenza, morirono padri e madri di famiglie poverissime, giovani che desideravano soltanto sfamare i loro familiari. La notizia del disastro campano ( perché la maggior parte delle vittime erano campane) allora seguì un itinerario schizofrenico, nel giro di una settimana tutti i giornali del mondo ne parlavano. Ad un tratto la notizia è caduta nel dimenticatoio, svanita per sempre. Solo grazie all'iniziativa di un privato, Salvatore Avventurato è stata eretta una cappella per le vittime della tragedia. Non è ammissibile che una nazione si dimentichi di 628 suoi concittadini, non è ammissibile che le istituzioni soffrano di amnesie così gravi".

Queste le parole dell'Autore del libro, che ha sottolineato il suo totale disinteresse economico nella ricostruzione dei fatti.

L'Avv. Gaetano Rocco Fusco, che ha realizzato un articolo sulla tragedia di Balvano, ha parlato di una prevedibilità della tragedia o quantomeno della possibilità di limitarne i danni e di un occultamento e mistificazione della verità.

A seguire la visione del documentario realizzato da Gianluca Barneschi, Alessandra Gigante e Fabio Andriola e andato in onda nel 2005 su Voyager.

da  http://www.stabiachannel.it/news/index.asp?idnews=7707

 

 

 

MESSAGGIO DA FACE BOOK DI

Paolo Sgroia

21 maggio alle ore 19.56

A Eboli rappresentazione teatrale della tragedia

Ai membri di Treno 8017 strage a Balvano. Il più grave incidente ferroviario d'Italia.

 

Oggi nell'ICATT (Istituto Custodia attenuata trattamento tossicodipendenze) di Eboli grazie all'invito del regista Pino Turco ho assistito ad una rappresentazione teatrale della tragedia del treno 8017.

Gli attori tutti ragazzi dell'Istituto che per la prima volta salivano sul palco hanno espresso grandi doti artistiche nel rappresentare il lavoro di Pino Turco.

Grandi applausi dalla sala, il lavoro è stato veramente gradito dal pubblico.

Nessuno conosceva della tragedia e l'antropologo Vincenzo Esposito ha dovuto introdurre con una spiegazione il dramma del Treno 8017.

Pino Turco per far capire come sono morte le 600 persone sotto la galleria non ha usato parole ma ha fatto accendere un lume e l'ha fatto inserire sotto un vaso di vetro. Tempo 2 minuti e il cero si è spento. Questo è il tempo che è rimasto alle 600 vittime prima di emanare l'ultimo respiro.

Un grazie di cuore ai ragazzi dell'Icatt per la loro bravura e al regista Pino Turco per avermi dato modo di assistere alla rappresentazione. Sarebbe auspicabile che il dramma venisse rappresentato anche all'esterno dell'Istituto davanti ai tanti familiari delle vittime.

 http://www.facebook.com/inbox/readmessage.php?t=1083831256753&mbox_pos=0#/inbox/readmessage.php?t=1003150938309&mbox_pos=0

 

 

http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/associazioni/varie/106356.html

 

 

STORICA RIEVOCAZIONE DELLE VITTIME DI BALVANO

Dopo 66 anni finalmente, grazie al sindaco di Balvano Costantino di Carlo, si rende omaggio alle vittime della tragedia del Treno 8017 che vide oltre 600 morti nella notte tra il 2 ed il 3 marzo 1944.
La rievocazione della tragedia verrà messa in scena dai momentaneamente detenuti dell'ICATT di Eboli (Sa), dall'attore Emiliano de Martino, dall'attore Claudio Lardo, dall'Antropologo Culturale Vincenzo Esposito, su testi di Pino Turco, musiche di Pino Turco e Claudio Lardo, coreografie di Filomena Domini di Battipaglia (Sa), collaborazione musicale del maestro Gaetano Blotta.

http://www.facebook.com/event.php?eid=365823385782#!/event.php?eid=361027328452&ref=mf

 

Claudio Lardo ha scritto

Circa 600 morti cancellati nell'oblio del potere, che "quando l'ha saputo, s'è lavato le mani".
Noi non ci stiamo e lo raccontiamo a modo nostro.
"Davanti a questi avvenimenti c'è solo un atteggiamento possibile: il silenzio. Ma non deve essere il silenzio di chi nega la propria responsabilità, ma il silenzio del rispetto. Il potere è impassibile dinanzi al dramma dell'umanità diseredata e senza voce, ma non può rimanere in silenzio! Di quel silenzio ci resta soltanto l'orrore. Ora dateci un segno, un segno che ci porti la memoria di quelle vite spezzate e allora, e soltanto allora, anche noi rimarremo in silenzio!"

 

La Pro-Loco di San Mango Piemonte organizza la manifestazione "San Mango - Balvano: percorso di Memoria e di Futuro" che si terrà il 28 ottobre 2010 alle ore 17 presso il Museo di Arte Creativa Via Ogliara127/143 Salerno.

                            

 

 

 

DDOMANI 3 MARZO: IL GIORNO DELLA DIMENTICANZA. ONORE AI 531 MORTI DIMENTICATI DEL PIU' GRAVE INCIDENTE FERROVIARIO DELLA STORIA

AL 2006 IL GRUPPO TRENO  DI LUCE HA ISTITUITO IL GIORNO 3 MARZO, GIORNO DELLA DIMENTICANZA OVVERO QUELLO IN CUI LE ISTITUZIONI SI DIMENTICANO DEI LORO FIGLI.

L'ANNUNCIO E' STATO DATO IL 24 GENNAIO 2006 DA VINCENZO FRANCIONE,    

                             

                                                                          PRESENTE

 AL CONVEGNO "VIAGGIO-NELLA STORIA - IL TRENO MALEDETTO" TENUTOSI PRESSO L'UNIVERSITA' DI SALERNO. FRANCIONE EBBE  A SOTTOLINEARE: "SONO SICURO CHE IL PRESIDENTE CIAMPI NON NE SA NULLA DI QUESTA FACCENDA" ATTRIBUENDO OGNI RESPONSABILITA' ALLA BUROCRAZIA CIECA.

 

Valga la democrazia dal basso per ridare reali pari dignità e diritti ai vivi  e ai morti contro le BUROCRAZIE  immemori ,perse nei loro discorsi

sulla costituzione EGUALITARIA vuoti  e retorici. Nell'Italia pseudodemocratica non solo i vivi ma  anche i morti non sono eguali davanti alla legge.

Accanto alle Giornate  della Memoria per i morti di serie A, abbiamo istituito per i poveri  morti del Treno 8017 - cd. serie B- , la Giornata della Dimenticanza: il
3 marzo.

 

LINK

http://www.antiarte.it/trenodiluce/il_giorno_della_dimenticanza.htm

 

TRENO DI LUCE 8017: L’INNO ALLA PACE DEI 521 MORTI DELLA

      TRAGEDIA DI BALVANO  http://www.antiarte.it/trenodiluce

http://www.torreomnia.it/forum/leggi.asp?id=3005

http://www.comunicati.net/comunicati/istituzioni/ministeri/152178.html

 
              

                               

 

 

4 NOVEMBRE CONTRO LE GUERRE Telegrammi. 726 lists.peacelink.it/nonviolenza/2011/11/msg00000.html
– Gennaro Francione: Treno di luce, treno di pace contro le guerre
TRENO DI LUCE, TRENO DI PACE CONTRO LE GUERRE

Di Gennaro Francione

Nella notte del 3 marzo 1944, era appena finita la guerra nel sud, quando il Treno 8017 si fermò nella Galleria delle Armi (poi rinominata Galleria della morte) uccidendo i suoi 600 occupanti con l'ossido di carbonio.
Una tragedia dimenticata, riesumata alla storia da Gennaro Francione e dal papà Vincenzo (recentemente scomparso: uno degli ultimi testimoni diretto di quei fatti) che in una drammatica trasmissione di “Italia in diretta” con Cocuzza denunziarono la smemoratezza della storia per un incidente che riportava alle gravi responsabilità del governo italiano e degli alleati.
Gennaro Francione istituì il gruppo “Treno di Luce 8017" con il compito di riunire i familiari ed amici delle 600 vittime del treno. In questa battaglia di recupero della memoria riuscì a coinvolgere le università italiane ma non le istituzioni, che negarono la richiesta dei familiari di istituire a livello nazionale il 3 marzo giorno della memoria dei 600 morti di Balvano.
Il testimone Vincenzo Francione, durante il convegno "Viaggio nella storia: -Il treno maledetto", tenutosi presso l’Università di Salerno ebbe a sottolineare di essere sicuro che il presidente Ciampi era stato reso ignaro intorno a questa faccenda, attribuendo la responsabilità per la mancata concessione alla burocrazia cieca e oziosa del nostro paese. Come si potevano trascurare le centinaia di firme di amici e parenti delle vittime, la solidarietà dei cittadini di tutto il territorio colpito dalla tragedia, di tanti operatori del settore ferroviario, culturale, accademico, che si stavano battendosi per richiedere che la data del 3 marzo venisse rispettata collettivamente a ricordo dell'evento? Eppure la risposta secca e immotivata dello Stato fu: no!
Per organizzare la memoria del treno e la protesta perenne Gennaro Francione ha istituito il sito “Treno di Luce – Treno di Pace” per trasformare il treno maledetto in simbolo di luce contro tutte le guerre.
Il Treno di Luce non è solo un convoglio materiale ma un mezzo celeste per ricordare tutti quei morti, vittime di un olocausto inutile, frutto della guerra e della vita cosiddetta civile che sopraffà i poveri.
Per questo il Treno di Luce vuol viaggiare sulle rotaie del Cyberspazio per portare il suo messaggio di pace contro la guerra e la sopraffazione dei deboli ad opera dei forti.
Valga la democrazia dal basso per ridare reali pari dignità e diritti ai vivi e ai morti contro le burocrazie immemori, perse nei loro discorsi sulla costituzione egualitaria vuoti e retorici. Nell'Italia pseudodemocratica non solo i vivi ma anche i morti non sono eguali davanti alla legge. Parola di giudice.
Accanto alle Giornate della Memoria per i morti di serie A, dopo le vane richieste di riconoscimento di una giornata alla memoria alle autorità, il gruppo ha istituito per i poveri morti del Treno 8017 – per lo Stato cd. serie B -, la Giornata della Dimenticanza: è il 3 marzo di ogni anno.

Gennaro Francione, nipote di Giulietta Brancaccio, 44 anni, perita nel tragico disastro
Il racconto dei fatti di Balvano fattogli dal suo papà l’ha trasposto in CALABUSCIA (edito da Aetas Internazionale - Roma, ottobre 1994 ora in corso di ristampa per i caratteri della Herald editrice di Roma; http://www.antiarte.it/cyberomanzofrancione/calabusc.htm). Vi si narra della fuga dopo l'armistizio lungo tutto la penisola di due napoletani Gennaro e Vincenzo, padre e figlio, alla ricerca di una salvezza che si rivela una mera chimera. La vita è un'eterna Calabuscia, una gabbia.

Per altre informazioni sul Treno di Luce http://www.antiarte.it/cyberomanzofrancione/calabusc.htm
Siti:

TRENO DI LUCE 8017: L’INNO ALLA PACE DEI 521 MORTI DELLA
TRAGEDIA DI BALVANO http://www.antiarte.it/trenodiluce

SU FACE BOOK:

http://www.facebook.com/group.php?gid=106617610104&ref=ts#/group.php?gid=125209645401&ref=search&sid=1633929201.774805653..1


 
Il Treno 8017
Una Tragedia Dimenticata
Balvano, 3 marzo 1944

Salvatore Argenziano
01 - L’Avvenimento

http://www.vesuvioweb.com/new/IMG/01.Balvano2012.pdf

 COMUNICATO STAMPA 26 FEBBRAIO 2012

IL 3 MARZO, ANNIVERSARIO DEL DISASTRO FERROVIARIO DI BALVANO: IL GIORNO DELLA DIMENTICANZA

 DAL 2006 IL GRUPPO TRENO  DI LUCE HA ISTITUITO IL GIORNO 3 MARZO, GIORNO DELLA DIMENTICANZA OVVERO QUELLO IN CUI LE ISTITUZIONI SI DIMENTICANO DEI LORO FIGLI.

L'ANNUNCIO FU DATO IL 24 GENNAIO 2006 DA VINCENZO FRANCIONE, PRESENTE AL CONVEGNO VIAGGIO-NELLA STORIA - IL TRENO MALEDETTO TENUTOSI PRESSO L'UNIVERSITA' DI SALERNO. FRANCIONE  TENNE A SOTTOLINEARE: "SONO SICURO CHE IL PRESIDENTE CIAMPI NON NE SA NULLA DI QUESTA FACCENDA" ATTRIBUENDO OGNI RESPONSABILITA' ALLA BUROCRAZIA CIECA.

 

Valga la democrazia dal basso per ridare reali pari dignità e diritti ai vivi  e ai morti contro le BUROCRAZIE  immemori perse nei loro discorsi sulla costituzione EGUALITARIA vuoti  e retorici.

 

Gloria e pace a Vincenzo Francione che lo scorso anno è salito sul treno di luce accolto dal papà Gennaro  e dalla mamma Giulietta perita in quel tragico disastro.  E' grazie a Vincenzo se il fenomeno è stato rievocato dai media forti in un'epica trasmissione condotta da Cocuzza nell'Italia in diretta.

 

LINK

http://www.antiarte.it/trenodiluce/il_giorno_della_dimenticanza.htm

 

Omaggio ai defunti del treno 8017

http://www.youtube.com/watch?v=LnrIKtfp3j0

 

Omaggio ai defunti nell'opera  di testimonianze del Maestro Dino Becagli

http://www.youtube.com/watch?v=fNx3_w5yajQ

 

 

TRENO DI LUCE 8017: L’INNO ALLA PACE DEI 521 MORTI DELLA   

      TRAGEDIA DI BALVANO  http://www.antiarte.it/trenodiluce

 

http://www.lafolla.it/lf113dimenticanza.php

http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/204650.html

http://www.torreomnia.it/forum/leggi.asp?id=14720

 

                             

                                     

COMMEMORAZIONE VITTIME DI BALVANO: PROGRAMMA

Balvano, sabato 3 Marzo 2012
ore 10:30 La delegazione di Agerola incontra il Sindaco di Balvano, dott. Costantino di Carlo
ore 11:00 Celebrazione S. Messa di commemorazione

Agerola, domenica 4 Marzo 2012
ore 16:00 Largo "Vittime di Balvano": scoprimento della targa
ore 17:00 Casa della Corte, convegno: "Balvano 1944 - La Tragedia del treno 8017"
Intervengono:
Dott. Gianluca Barneschi, Autore del libro "Balvano 1944. I segreti di un disastro ferroviario ignorato"
Acampora Galdino, superstite della tragedia
Dott. Costantino di Carlo, Sindaco di Balvano
Prof. Luca Mascolo, Sindaco di Agerola

 

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http://www.positanonews.it/articoli/72827/agerola_ricorda_le_vittime_di_balvano_la_tragedia_ferroviaria_del_sud_italia.html
www.positanonews.it
Agerola ricorda le vittime di Balvano la tragedia ferroviaria del Sud Italia Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 1944, nel Comune di Balvano, in provincia di Potenza, si verificò
 
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http://www.seriescounty.it/2012/3-marzo-1944-la-tragedia-dimenticata-del-treno-8017/
www.seriescounty.it
Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 1944, nel Comune di Balvano, in provincia di Potenza, si verificò il più drammatico e doloroso incidente delle Ferrovie
 
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http://www.corrierenazionale.it/culture/2012/03/02/news/51486-Ferrovie--domani-il-68---anniversario-della-strage-di-Balvano
www.corrierenazionale.it
roma - ricorre domani il 68esimo anniversario del disastro ferroviario di balvano, avvenuto il 3 marzo 1944. in quel terribile incidente, considerato il pi grave ditalia, oltre 600 persone morirono su un treno merci della linea potenza-napoli inghiottito nella galleria delle armi. centinaia di perso...
 
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/salerno/notizie/arte_e_cultura/2012/3-marzo-2012/balvano-la-galleria-armiriapre-caso-strage-dimenticata-2003529297417.shtml

 

Il Circolo Lucano di Reggio Emilia organizza la presentazione del libro:
BALVANO 1944 I segreti di un disastro ferroviario ignorato

Reggio Emilia, sabato 14 Aprile 2012, ore 16:30
Biblioteca Panizzi. Sala del Planisfero, via Farini 3
Reggio Emilia

Programma:
Introduce Donato Vena (Presidente Circolo Lucano di Reggio Emilia)

Interventi:
Enrico Tramutola (Macchinista Ferrovie dello Stato)
Gianluca Barneschi (Autore del libro)

Saranno proiettati contributi video tratti dalla trasmisssione "Voyager" (Rai 2) e documentari inediti.
Il Circolo Lucano di Reggio Emilia organizza la presentazione del libro:
BALVANO 1944 I segreti di un disastro ferroviario ignorato

Reggio Emilia, sabato 14 Aprile 2012, ore 16:30
Biblioteca Panizzi. Sala del Planisfero, via Farini 3
Reggio Emilia

Programma:
Introduce Donato Vena (Presidente Circolo Lucano di Reggio Emilia)

Interventi:
Enrico Tramutola (Macchinista Ferrovie dello Stato)
Gianluca Barneschi (Autore del libro)

Saranno proiettati contributi video tratti dalla trasmisssione "Voyager" (Rai 2) e documentari inediti.
 
                                     
 
                                          
 
BRUSCIANO E MARIGLIANELLA NEL RICORDO DELLE VITTIME DI BALVANO 1944 – 2012

Autore: Tilde Maisto
Articolo in: Brusciano (NA), Commemorazioni/Necrologi, Mariglianella, Storia

mercoledì
apr 18,2012

AMBROSINO ANTONO da Mariglianella NA-Vittima a Balvano PZ 3.3.1944

ESPOSITO DOMENICO da Mariglianella NA-Vittima a Balvano PZ 3.3.1944

SAGGESE ROMUALDO Vittima a Balvano 3.3.1944

I. E. S. U. S.
IESUS ISTITUTO EUROPEO di SCIENZE UMANE e SOCIALI
Mariglianella e Brusciano ricordano un luttuoso evento rimosso dalla storia ufficiale. In Italia 68 anni fa la più grave tragedia ferroviaria d’Europa a Balvano 3 marzo 1944-2012.
Antonio Castaldo- IESUS- Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali – Aprile 2012
Lo scorso 3 marzo ricorreva il 68esimo anniversario della tragedia di Balvano, in provincia di Potenza, quella del treno 8017 nella Galleria delle Armi. Ma di tutto ciò, in tutti questi anni, non ci sono stati segni pubblici, manifestazioni nazionali, eventi commemorativi istituzionali, monumenti o altro. Ad Agerola domenica 4 marzo è stata scoperta una targa con dedicazione di Largo “Vittime di Balvano”. Per quei circa 600 morti nessuna responsabilità accertata. Non esiste ad oggi alcuna verità ufficiale. Si tratta di un lutto comunitario rimosso dalla storia. La memoria è portata avanti da privati cittadini, alcuni giornalisti, studiosi di storia locale, parenti sopravvissuti e qualche amministratore locale. Si ricorda qui il primo libro dedicato a questo fatto, quello di Mario Restaino, “Un treno, un’epoca: storia dell’8017”, edito da Arti Grafiche Vultur, Melfi 1994. Mentre l’ultima iniziativa in programmazione che segnaliamo è l’appuntamento nella Città di Tito, in provincia di Potenza, a cura dell’Associazione “Donne 99” per “Le Giornate della Cultura in Biblioteca”, martedì 19 aprile alle ore 18,30 avverrà la presentazione del libro “Balvano 1944” dell’avvocato Gianluca Barneschi. In quarta di copertina dell’opera leggiamo: “Questa tragedia che ha avuto molti responsabili è stata ignorata dalla memoria collettiva. Indagini sbrigative, censura militare e ragion di Stato congiurarono per una quasi completa rimozione dell’accaduto”.
Mentre occorre tendere l’orecchio all’America per sentire la voce di un cantautore texano, Terry Allen, raccontare in musica tale tragedia con la ballata “Galleria delle Armi” pubblicata nel cd “Human Remains” del 1996 Sugar Hill Records (http://www.youtube.com/watch?v=AQoSIbfhNUY) .
Si tratta della più grave tragedia ferroviaria della storia in Europa accaduta nel 1944, avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale quando l’Italia risultava essere divisa in due parti. Al Nord vi sopravviveva l’esperienza fascista con la Repubblica Sociale di Mussolini sotto l’influsso di Adolf Hitler. Il primo marzo del ’44 si era svolto lo Sciopero Generale in tutta l’Italia occupata. In quella parte la Resistenza contro gli occupanti tedeschi venne assicurata dai partigiani sotto la guida del Consiglio Nazionale di Liberazione, dall’8 settembre, giorno dell’Armistizio, al 25 aprile, giorno della Liberazione.
A Sud, l’Italia, liberata dalle truppe angloamericane, aveva il Regno di Vittorio Emanuele II con a Capo del Governo il settantaduenne, Maresciallo d’Italia, Pietro Badoglio. La sede governativa era Salerno dall’11 febbraio 1944. La città di Napoli si era liberata da sola degli occupanti tedeschi, con l’insurrezione popolare delle “Quattro Giornate”, dal 27 al 30 settembre 1943.
In questa parte d’Italia dunque non vi era più guerra, né dittatore a comandare. Imperterrita, una sola sofferenza sovrastava le popolazioni, in particolare a Napoli e provincia: la fame.
Rispetto all’immiserita Campania, vi erano la Calabria, la Puglia e la Basilicata che potevano ancora offrire prodotti alimentari per la necessaria sopravvivenza. Flussi di pendolari percorrevano quelle direzioni e brulicavano i contatti per gli approvvigionamenti sia privati, familiari e sia per di rifornimento del mercato nero napoletano.
In seguito alla militarizzazione della linea ferroviaria Napoli-Potenza i civili potevano usufruire di un solo treno settimanale che non bastava alla bisogna.
Per questo motivo anche i treni merci venivano presi d’assalto dalla popolazione mentre gli addetti sospendevano, per empatia umanitaria o per qualche interesse, l’attenzione sui rischi del sovraccarico.
Il giorno due marzo alle ore 19.00 partiva da Napoli il Treno Merci n. 8017, 47 vagoni e due locomotive, con tantissimi cercatori di cibo verso la campagna di Potenza. Uomini, donne, ragazzi, per la maggior parte delle province di Napoli e Salerno.
Nella notte fra il 2 ed il 3 marzo quel treno merci con 600 persone a bordo si fermava nella galleria delle Armi presso la stazione di Balvano. Dopo qualche ora la tentata ripartenza non produsse alcun movimento tranne che fumo intriso della silenziosa impercettibile e mortale sostanza velenosa del biossido di carbonio. Gli sfortunati, ignari, poveri viaggiatori passarono così dal sonno alla morte.
La mattina i soccorsi giunti sul luogo poterono solo recuperare i morti e trasferirli in fosse comuni all’esterno dell’insufficiente cimitero di Balvano, in un campo confinante donato dal proprietario.
“Il Corriere”, Salerno 23 marzo 1944, riportava il “Risultato dell’inchiesta sul disastro ferroviario del 3 marzo” dovuto ad “una combinazione di cause materiali, quali densa foschia atmosferica, mancanza completa di vento,mancanza completa di vento che non ha mantenuto la naturale ventilazione della galleria, rotaie umide, ecc., cause che malauguratamente si sono presentate tutte insieme e in rapida successione”.
Mentre secondo il verbale della Seduta del Consiglio dei Ministri, delle ore 16.00 del 9 marzo 1944 nel Palazzo Municipale di Salerno, presieduto dal Maresciallo Badoglio, il Ministro delle Comunicazioni, Tommaso Siciliani, il sinistro ferroviario della linea di Potenza “ è da attribuirsi alla pessima qualità di carbone fornito dagli alleati. I morti sono 517. Tutto il personale ferroviario addetto al treno è deceduto, all’infuori di un fuochista. Tutti gli altri erano viaggiatori di frodo”.
Nessuna tomba, nome o croce ha ricordato per circa tre decenni quei morti. Nel 1972 Salvatore Avventurato da Torre del Greco, che in quella tragedia aveva perso il padre Agostino di 49 anni ed il fratello Vincenzo di 17 anni, volle costruire una cappella nel Cimitero di Balvano per ricordare tutte le vittime del disastro del 3 marzo 1944.
Una visione interna di questa cappella è possibile affacciandosi ancora una volta sul web: http://www.youtube.com/watch?v=LnrIKtfp3j0&feature=related.
In quella cappella trovano riposo, fra gli altri, Saggese Romualdo, 33 anni, di San Giorgio a Cremano. Una delle figlie rimaste orfane del padre, Colomba, vive a Brusciano a partire dalla sua quasi immediata adozione da parte della famiglia Romano-Di Napoli impegnata nel commercio di alimentari ancora oggi brillantemente portato avanti dai discendenti. Sposata con Lorenzo Esposito, originario di Scisciano che per amore rinunciava alla carriera di marinaio, con cui ha avuto quattro figli il cui primogenito, avvocato Matteo Esposito, sta preparando un memoriale di famiglia.
Di Mariglianella invece erano originari Esposito Domenico di anni 28 e Antonio Ambrosino di anni 17. Insieme andarono incontro allo stesso mortale destino.
Il sociologo e giornalista Antonio Castaldo ha rintracciato alcuni dei familiari di questi civili sacrificati e nei giorni intorno al 68esimo anniversario di quella immane tragedia, 3 marzo 1944-2012, ha scambiato visite, incontri, rammemorazioni, racconti ed emozioni volendo evocare alla coscienza pubblica con la forza della parola, un evento dimenticato.
Vincenzo Esposito da Mariglianella in tutti questi anni ha avuto a riferimento per le sue preghiere in suffragio dell’anima del padre Domenico una fotografia posta sul loculo di famiglia e lo stesso hanno fatto i familiari di Antonio Ambrosino presso il Cimitero Comunale di Mariglianella. In questi giorni, l’omonimo nipote, di anni 67 ha dichiarato al ricercatore sociale: “ogni anno vado in visita al cimitero di Balvano. Quando ero ragazzo ricordo la nonna che me parlava spesso di questo dramma faniliare, mentre mio padre Pasquale non ne parlava mai. Chiuso nel suo dolore per la perdita del fratello Antonio, appena ne sentiva il nome gli si inumidivano gli occhi ed un groppo alla gola lo bloccava ogni volta nella rinnovata sofferenza. Allora, quando si ebbe la notizia, da Mariglianella partirono, in bicicletta per Balvano, lui e Sebastiano Egizio. Dopo due giorni giunsero sul luogo, ma mio padre per la forte emozione non riuscì a percorrere l’ultimo tratto del percorso e si fermò poco prima senza mai raggiungere la fossa della comune inumazione”.
Ancora oggi a Mariglianella, i familiari si tramandano il racconto di quel giovane padre e di quel ragazzo, di due diverse famiglie ma con lo stesso destino che si compiva lontano. Erano andati a cercare qualcosa da mangiare da portare a casa in tempo di guerra. Non fecero più ritorno. Entrambi riposano tra i morti di Balvano.
Il Sindaco di Mariglianella, Felice Di Maiolo, ha dichiarato che nella “tremenda e funesta esperienza della guerra, per la tragedia di Balvano si serbava un ricordo solo nelle famiglie delle vittime e nelle ricerche di storia locale, io stesso grazie alle informazioni del giornalista Antonio Castaldo ne sono venuto a conoscenza in questi giorni. Colgo perciò l’occasione per esprimere a nome personale, dell’Amministrazione Comunale e dell’intera Comunità locale la vicinanza ai familiari delle vittime della tragedia di Balvano, in particolare alle famiglie Esposito e Ambrosino di Mariglianella”.
Il 3 marzo del 2004, giorno del 60esimo anniversario del disastro di Balvano è stata inaugurata una cyberassociazione intitolata “Treno di Luce 8017”, con “il compito di riunire i familiari ed amici delle circa 600 vittime del treno che si fermò nella Galleria delle Armi (poi rinominata Galleria della morte) nella notte tra il 2 e il 3 marzo 1944, uccidendo i suoi occupanti con l’ossido di carbonio”.
E solidarizzando con Gennaro Francione, nipote della vittima Giulietta Brancaccio, 44 anni da Boscotrecase, vogliamo condividere gli intenti di questa associazione “per ricordare tutti quei morti, vittime di un olocausto inutile, frutto della guerra e della cosiddetta vita civile che sopraffà i poveri”.

Antonio Castaldo, Brusciano 17 Aprile 2012

http://www.cancelloedarnonenews.com/2012/04/18/brusciano-e-mariglianella-nel-ricordo-delle-vittime-di-balvano-1944-2012/

 

Prossima presentazione del libro di Gianluca Barneschi:
BALVANO 1944 I segreti di un disastro ferroviario ignorato

Agropoli (Salerno), venerdì 28 Settembre 2012, ore 19:00
Castello Angioino-Aragonese

http://www.comune.agropoli.sa.gov.it/client/scheda_news.aspx?news=13304&prov=2&stile=3&parent=3912
 

Incontro con il maestro Pino Turco

Data evento: 23 aprile 2012
 

 

Lunedì 23 aprile dalle 14,30 alle 16,30 in aula 8 della Facoltà di Lingue e Letterature straniere, a conclusione del corso di Teatro sociale,  i docenti dell'ateneo Vincenzo Esposito (Antropologia culturale) e Isabella Innamorati (Discipline dello spettacolo) incontrano il maestro Pino Turco, musicista e autore, insieme all'operatore sociale Paolo Garofalo, dello spettacolo O' cunto d'o'  quatto e' coppe del gruppo Uommene e tambure, frutto del laboratorio con i giovani reclusi dell'I.C.A.T.T. di Eboli (Istituto a Contenzione Attenuata per il Trattamento delle Tossicodipendenze - Ministero di Grazia e Giustizia).

Lo spettacolo racconta il tragico incidente ferroviario verificatosi nel 1944 a Balvano: vi trovarono la morte oltre 500 persone di cui non si seppe più nulla e che finirono seppellite in fosse comuni.

http://www.unisa.it/news/index/idStructure/1/id/6091

 

Da: Vincenzo ESPOSITO
Inviato: sabato 9 febbraio 2013 19.36
A: adramelek
Caro Gennaro, con dolore ti comunico la morte di Pino Turco avvenuta mercoledì scorso 7 febbraio 2013.

Carissimo fratello

Mi spiace tanto. Per quel poco che l’avevo conosciuto Pino era un ragazzo meraviglioso, onesto e trasparente come noi.

Che i nostri morti sul treno lo accolgano nella loro gloria di anime semplici e innocenti

Porta le mie condoglianze alla famiglia per favore.

Un abbraccio

Gennaro  

                COMUNICATO 1 MARZO 2013

IL 3 MARZO, ANNIVERSARIO DEL DISASTRO FERROVIARIO DI BALVANO: IL GIORNO DELLA DIMENTICANZA

 

DAL 2006 IL GRUPPO TRENO  DI LUCE HA ISTITUITO IL GIORNO 3 MARZO, GIORNO DELLA DIMENTICANZA OVVERO QUELLO IN CUI LE ISTITUZIONI SI DIMENTICANO DEI LORO FIGLI.

L'ANNUNCIO FU DATO IL 24 GENNAIO 2006 DA VINCENZO FRANCIONE, PRESENTE AL CONVEGNO VIAGGIO-NELLA STORIA - IL TRENO MALEDETTO TENUTOSI PRESSO L'UNIVERSITA' DI SALERNO. FRANCIONE  TENNE A SOTTOLINEARE: "SONO SICURO CHE IL PRESIDENTE CIAMPI NON NE SA NULLA DI QUESTA FACCENDA" ATTRIBUENDO OGNI RESPONSABILITA' ALLA BUROCRAZIA CIECA.

 Valga la democrazia dal basso per ridare reali pari dignità e diritti ai vivi  e ai morti contro le BUROCRAZIE  immemori perse nei loro discorsi sulla costituzione EGUALITARIA vuoti  e retorici.

 

Gloria e pace a Vincenzo Francione che un  anno e mezzo fa è salito sul treno di luce accolto dal papà Gennaro  e dalla mamma Giulietta perita in quel tragico disastro.  E' grazie a Vincenzo se il fenomeno è stato rievocato dai media forti in un'epica trasmissione condotta da Cocuzza nell'Italia in diretta, con l'intervento fraterno di sopravvissuti e  parenti delle vittime. Ora può  essere rivista  su   http://youtu.be/VnFhu3pZE44

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         UNA TRASMISSIONE STORICA

 

                                                 24 marzo 2004          

                     

SQUARCIATO IN RAI A "UN GIORNO SPECIALE" DI COCUZZA IL VELO DI COLPEVOLE OMERTA'  DURATO 60 ANNI SULLA PIU' GRAVE TRAGEDIA FERROVIARIA DELLA STORIA, QUELLA DEL TRENO 8017.

 

Il Gruppo Treno di Luce è intervenuto il 24 marzo 2004 nella trasmissione "Un giorno speciale" condotta da Michele Cocuzza, per ricordare la Tragedia di Balvano, il più grave disastro ferroviario di tutti tempi, misteriosamente nascosto alla coscienza collettiva.

Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 1944 nei pressi della stazione di Balvano, sotto la Galleria delle Armi, morirono oltre 600 persone uccise dal monossido di carbonio sprigionato dalle due locomotive di un convoglio sovraccarico che non riuscirono a vincere la forte pendenza. I macchinisti continuarono ad alimentare le caldaie trasformando la galleria in una lunga camera a gas.

Con immagini e servizi davvero forti realizzati sui posti del disastro la trasmissione ha fornito uno spaccato vibrante della tragedia.

I signori Agostino e Ciro Avventurato hanno ricordato la Cappella di Balvano, fatta erigere dal loro rispettivo padre e fratello Salvatore Avventurato, non solo per i suoi tre parenti morti ma per tutte le vittime che si abbracciarono nell'ultimo viaggio là nella Galleria delle Armi, da allora detta Galleria della Morte.

Apuzzo Silvio ha ricordato i parenti morti in quella tragedia e il viaggio che essi facevano per procurarsi cibo mancante nella loro terra.

Galdino Acampora ha portato la sua testimonianza di unico sopravvissuto attualmente vivente, scampato perché viaggiava su uno dei due vagoni rimasti appena fuori dalla galleria.

Vincenzo Francione e suo figlio, il giudice drammaturgo romano Gennaro Francione, che nel disastro persero l'amata Giulietta, loro rispettiva madre e nonna, a nome del gruppo hanno chiesto al Presidente Ciampi di istituire il Giorno della Memoria per poter ricordare pubblicamente e per sempre quei fatti, per troppo tempo rimasti oscuri.

La trasmissione seguita in Italia da oltre 2.500.000 di persone, è stata mandata in onda in America. Intanto è stata seguita in Svizzera da nostri connazionali là emigrati che hanno fatto pervenire al Gruppo Treno di Luce lettere di rammarico per la vicenda sconosciuta e di commossa partecipazione agli avvenimenti.

Messaggi di dolore partecipato sono continuati a pervenire nei tempi successivi. Il velo squarciato ha portato intellettuali, accademici universitari, artisti a interessarsi della tragedia aiutando il Treno di Luce a riaprire la storia. Per  non dimenticare.

 

GRUPPO TRENO DI LUCE 8017: L’INNO ALLA PACE DEI 521 MORTI DELLA    

      TRAGEDIA DI BALVANO  http://www.antiarte.it/trenodiluce       

 

In Face Book

http://www.facebook.com/groups/125209645401/?ref=ts&fref=ts

 

 

 

 

                                  

                              

 

 

                              

 


IL 21 GIUGNO ALLE ORE 18,30 PRESSO LA FELTRINELLI DI SALERNO, CORSO VITTORIO EMANUELE I, 230

PRESENTAZIONE DEL ROMANZO

"GALLERIA DELLE ARMI" DI SALVIO ESPOSITO, MAROTTA E CAFIERO EDITORI.

NE DISCUTONO CON L'AUTORE VINCENZO ESPOSITO DELL'UNIVERSITA' DI SALERNO E L'AUTORE MUSICALE MAURIZIO MORANTE.

LETTURE DELL'ATTRICE ANNALISA RENZULLI


Il viaggio della pietà nella galleria delle armi: 650 morti sul treno della fame.

A sessantanove anni da uno dei più grandi disastri ferroviari del mondo ritornano le ferite del dopoguerra italiano.




Il suo nome deriva dai Briganti meridionali, che due secoli fa si rifugiavano sulle montagne per combattere contro i poteri costituiti. E’ li che nascondevano le armi, in quel buco nero nascosto tra le pareti rocciose di Balvano, nella vecchia e rigogliosa Lucania. E’ stato quel buco che ha inghiottito il 3 marzo 1944 circa 650 uomini, donne e bambini in fuga dalla fame di Napoli, città lacerata dalle quattro giornate, sconvolta dalle vendette americane e violentata nella dimensione di piccola città europea.

Seicento persone alla ricerca di cibo nelle campagne lucane, che oltrepassando il limite della dignità umana si ammassavano sul convoglio merci 8017 gestito dagli Alleati che ancora combattevano contro i tedeschi a Cassino.

La vecchia linea statale ferroviaria Sicignano – Potenza, non poteva in quegli anni essere percossa che da locomotive a vapore a causa della mancanza di energia elettrica, per questo a causa di almeno 320 quintali di esseri umani (in aggiunta al peso dei vani merce), in quel serpente di binari che si arrampica nell’Appennino, affaticati dal troppo peso le due locomotive del convoglio si sono bloccate, causando in pochi secondi morte per asfissia ai passeggeri abusivi.

Dalla mezzanotte di quel giorno, ora in cui si consumava la tragedia, per ragion di stato non sono mai stati individuati i responsabili.

Ad oggi, oltre alle foto originali, agli articoli d’epoca e ai documenti controfirmati dal Generale Badoglio, conserviamo ancora nomi cognomi e generalità di 432 vittime identificate.

E’ però accertato che le cifre del disastro sono molto superiori come confermato dai più importanti quotidiani dell’epoca.

A distanza di 68 anni ritornano però le vicende romanzate degli ex impiegati, dei vagabondi, dei dottori e dei loro figli che si avventuravano senza alcuna certezza alla ricerca di una speranza. Salvio Esposito, psicologo psicoterapeuta napoletano e autore di “ Galleria delle Armi” edito da Marotta&Cafiero, propone, in vista del settantesimo anniversario della tragedia, i sogni, le preoccupazioni e i sentimenti di un popolo affamato e tenace che ha ricostruito dalle macerie l’Italia contemporanea.
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Salvio Esposito è nato a Napoli, dove vive e lavora come psicologo e psicoterapeuta.
La sua estrazione proletaria lo porta, non casualmente, a lavorare nelle aree di maggior degrado della citta (Scampia, Rione Traiano, Centro Storico), nei servizi pubblici di “trincea” (Carcere, Manicomio Giudiziario, Tossicodipendenze, Psicologia Clinica), a contatto con vite e storie complesse, sovraccariche di umanità.
Ha scritto e pubblicato negli ambiti della saggistica e della divulgazione scientifica. Questo è il suo primo romanzo.
 
CON DELIBERA DELLA GIUNTA COMUNALE DI SALERNO N.232 DEL 4 LUGLIO 2013 SI E' STABILITO DI ACCOGLIERE LA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE TOPONOMASTICA RELATIVA ALLA SEGUENTE DENOMINAZIONE STRADALE:

VIA VINCENZO CUOCO

CON LA SEGUENTE MOTIVAZIONE: SALERNITANO, CONDUTTORE FERROVIARIO, CHE PERSE LA VITA PER SALVARE MOLTE PERSONE CHE FURONO COINVOLTE NEL TRAGICO INCIDENTE DEL TRENO 8017 NEL 1944 IN LOCALITA' BALVANO (NATO IL 28/09/1898 MORTO IL 03/03/1944)
UN GRAZIE DI CUORE AL SINDACO DI SALERNO ON.LE VINCENZO DE LUCA ED
ALL'ASSESSORE DR. LUCA CASCONE PER LA LORO GRANDE SENSIBILITA'

 

 

Domenica 2 marzo -Agerola
ore 11.00 Largo “Vittime di Balvano” deposizione Corona di alloro.

Lunedì 3 marzo- Balvano
la delegazione di Agerola incontra il Sindaco di Balvano.
Per partecipare, prenotarsi all'Ufficio Segreteria del Comune di Agerola tel. 0818740230

 

Ore 16 La Vita in diretta.

 

                            

Mariglianella ricorda le vittime di Balvano nel 70° Anniversario della più grande sciagura ferroviaria della storia d’Italia

 

http://www.sciscianonotizie.it/index.php/fatti-del-giorno/196-mariglianella/2704-mariglianella-ricorda-le-vittime-di-balvano-nel-70-anniversario-della-piu-grande-sciagura-ferroviaria-della-storia-d-italia

 

All’università di Salerno
 

Tragedia di Balvano Quei seicento morti nell’oblìo da 70 anni

 

http://lacittadisalerno.gelocal.it/cronaca/2014/02/24/news/tragedia-di-balvano-quei-seicento-morti-nell-oblio-da-70-anni-1.8736282

 

28/02/2014
SANT'EGIDIO RICORDA LE VITTIME DI BALVANO

http://www.positanonews.it/articolo/132270/sant-egidio-ricorda-le-vittime-di-balvano

 

Balvano, ricordo a 70 anni dalla tragedia ferroviaria

© 2006-2014 Trm Radiotelevisione del Mezzogiorno.

Articolo completo: http://www.trmtv.it/home/attualita/2014_03_03/66938.html
 
  Balvano, ricordo a 70 anni dalla tragedia ferroviaria
[Cerca il termine: alvano, ricordo a 70 anni dalla tragedia ferroviaria] alvano, ricordo a 70 anni dalla tragedia ferroviaria

© 2006-2014 Trm Radiotelevisione del Mezzogiorno.

Articolo completo: http://www.trmtv.it/home/attualita/2014_03_03/66938.html
 
Balvano, ricordo a 70 anni dalla tragedia ferroviaria

© 2006-2014 Trm Radiotelevisione del Mezzogiorno.

Articolo completo: http://www.trmtv.it/home/attualita/2014_03_03/66938.html
 

http://www.trmtv.it/home/attualita/2014_03_03/66938.html

http://www.youtube.com/watch?v=1UJg1rH3DGg

 

Continuano le commemorazioni della tragedia di Balvano

http://www.youtube.com/watch?v=1podADF1HMY

 

Speciale Tg sulla tragedia ferroviaria di Balvano

 

http://www.telecolore.it/?p=32272

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=hU4KZoPSDk4

 

Agl'inizi di marzo  Adolfo Alfieri, ferroviere di Bologna, assume l'iniziativa di attaccare i manifesti avanti alla mensa di Bologna alle officine impianti elettrici. Trova la solidarietà e l'appoggio dei colleghi di Bologna

                       

 

                        

 

TARGA A BALVANO
http://www.ilquotidianoweb.it/news/idee-societa/723444/La-tragedia-di-Balvano--I.html

«Balvano si trovò a vivere questa tragedia pur non avendo vittime - afferma il sindaco Di Carlo - e molti intervennero tempestivamente e duramente affinché i corpi non fossero bruciati. La comunità balvanese, che accolse le spoglie, oggi vuole riconoscere la dignità di tutte i morti con una targa che, in occasione del settantesimo del triste anniversario, diventa  un simbolo del ricordo e della solidarietà verso uomini che persero la vita inermi e integri».

 

di 3 marzo 2014 - 15:39

La strage del treno di Balvano compie 70 anni: 500 vittime, morirono 26 boschesi e un poggiomarinese ECCO L’ELENCO

http://www.ilfattovesuviano.it/2014/03/la-strage-del-treno-di-balvano-compie-70-anni-500-vittime-morirono-26-boschesi-e-un-poggiomarinese-ecco-lelenco/

 

Carissimo Gennaro,

Il 3 marzo prossimo, alle 22,30, su Rai Storia ci sarà una trasmissione dedicata ai fatti tragici del treno 8017.

Per tale trasmissione ho collaborato con la dott. sa Brigida Gullo partecipandovi anche direttamente con una lunga intervista.

Come ben sai, è dal 2004 che raccolgo testimonianze orali su quei tragici fatti. Tali testimonianze - di superstiti, soccorritori, ferrovieri in servizio all'epoca dei fatti, parenti delle vittime -  sono ora confluite in un libro che contiene anche un DVD con il film che nel corso degli anni ho realizzato, aggiungendo nuove testimonianze. Ad esempio quella del sig. Bellucci che sul quel treno c'era e che Brigida Gullo, su mia indicazione e con la mia collaborazione, ha intervistato ed inserito tra i testimoni della sua trasmissione su Rai Storia.

Nel mio lavoro non ci sono solo testimonianze ma anche interpretazioni antropologiche della temperie culturale che produsse la tragedia e delle vicissitudini successive che portarono ora al ricordo ora all'oblio della vicenda orribile. Una vicenda sulla quale, l'anno scorso, in occasione del 70° anniversario, organizzai nella mia Università un convegno intitolato <<Il peso dei ricordi. Il treno 8017 tra memoria e oblio>> al quale, oltre a te,  parteciparono quasi tutti gli studiosi e gli scrittori e gli artisti che si sono occupati, nel tempo, dal loro punto di vista, del ricordo e della memoria di ciò che accadde a Balvano nel 1944, sotto la galleria delle Armi. Convegno del quale ancora oggi si parla sulla pagina web  https://www.facebook.com/3marzo44. Fu in quella occasione che lanciai l'idea di una <<Comunità affettiva del ricordo>>. Un'idea intorno alla quale tutti ci stringemmo. Mancò, per impegni già presi, solo l'avv. Barneschi.

Oggi, il mio contributo a tale comunità sta nella pubblicazione, come ti dicevo, del mio libro e del mio film che si intitolano 3 marzo '44. Storia orale e corale di una comunità affettiva del ricordo, pubblicati da Oèdipus edizioni, Salerno-Milano.

Per dovere di cronaca, allego alla presente un pdf della copertina.

Se vuoi, fai girare le notizie ai tuoi indirizzi

Con l'occasione ti invio i miei più cari saluti.

A presto.

Tuo

Vincenzo 

 

 

Oggetto: In memoria delle VITTIME del treno 8017 morte nella galleria di Balvano il 3 mARZO 1944

Può darsi che sia già arrivato il Comunicato del Sindaco di Baronissi.

A nome del Club Unesco che si è occupato della ricerca delle famiglie di quelle vittime (dieci persone di Baronissi di cui 4 tra i 14 e 20 anni), 3 di Pellezzano, 4 di Mercato S.Severino) DIMENTICATE da sempre, informo che Martedì 3 marzo – ci sarà una solenne cerimonia nell’aula consiliare del Comune di Baronissi che organizza la manifestazione. Nel disastro morirono oltre 500 persone (3 marzo 1944)

Dopo il saluto del sindaco, interverranno i familiari delle vittime. La relazione sul treno 8017 sarà tenuta dal prof. Vincenzo Esposito (docente di Antropologia culturale nell’Università di Salerno ) che da anni si occupa di quella immane sciagura ferroviaria, la più grave d’Europa di tutti i tempi. Introduce Umberto Landi, presidente del Club Unesco

Per maggiori informazioni

Umberto Landi

 

Ieri sono andato a Balvano e una signora del luogo mi ha chiesto " Voi di che generazione siete? " Questa domanda mi ha colpito molto, le ho chiesto il perchè e lei di risposta mi ha detto che suo padre ancora vivente , era presente il giorno della disgrazie e ogni hanno le chiede di vedere se al cimitero ci vanno ancora i "Napoletani ".
Visto le persone presenti alla commemorazione credo che il RICORDO non svanirà .(Agostino Avventurato su Treno di Luce in Fb, 2 nov. 2015)
Col cuore con te, con voi
Gennaro Francione
Da: Vincenzo ESPOSITO [mailto:espovin@unisa.it]
Inviato: venerdì 11 marzo 2016 18.20
Oggetto: Amalfi, 12 marzo 2016, Presentazione libro 3 Marzo ’44
Cari amici,
sarei lieto di incontrarvi in occasione della presentazione del mio libro ad Amalfi per ricordare tutti insieme quella triste pagina della nostra storia.
Vi ringrazio e vi abbraccio.
Vincenzo Esposito
salone morelli, municipio di
amalfi
sabato 12 marzo, ore 18,00
presentazione del libro
"3 Marzo ’44
Storia orale e corale
di una comunità affettiva del ricordo
[oèdipus 2016]
di vincenzo esposito
intervengono:
enza cobalto (assessore alla cultura)
alfonso bottone (giornalista)
sarà presente l'autore
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Prof. Vincenzo Esposito
antropologo culturale
Corso di Studi in Filosofia
Archivio Demoantropologico Audiovisivo
Dispac-Unisa

http://www.tvcity.it/ercolano-una-targa-per-commemorare-le-vittime-di-balvano/