Karoshi
Home Up La Scatola Cinese A Scigna Schreber il giudice folle Processo alle bestie Doppelganger iudex La scuola dell'estasi CyberCyrano Chat Le allegre comari Scannerebecco Domineddracula Alchimia dell'Avaro Ordalia degli interrati Karoshi Merimanga Lezione d'inglese L'orgia del Terzo Potere La Sposa di Corinto Processo a Caravaggio e Pasolini Suoni e luci di guerra e di pace Apoxiomenos Santa Tecla T-bon steak La figlia di Austin La locanda del maiale Ultima cena Decesso di Carnevale 'A famma 'e Pullecenella L'urlo della scimmia Un pupo per Agrippina Il Tato Gurdjieff La cella di Alessio Che Guevara Alchimia di Rosanera Ugone Templare di Pagani Belzebulling Clarimonde I Dadi di Temi Le streghette di Benevento Piazza Montanara La Rosa e l'Astrolabio Aphra Behn I Frati di Mazzarino Goya,la Quinta del Sordo Ciclo Sterminator Vesevo Miodesopsie Psicomostro Euterpico Grande Stella della Mezzaluna Prosopagnosia Chi so i'? So' Francischiello Erzsebeth Bathory Avanspettacolo d'avanguard Rassegne Calabuscia Listen Elogio della calvizie Incintitudine Al di la' del fiume Processo a Babbo Natale Un Ermafrodita sull'Isola dei Morti Diderot, Polychinelle e Susy Coquette Mummia Drag Queen Shoes La cricca della Banca Romana Addio Tokio Gli amici del rospo Il sogno di Clio Opera Romanesca La casta dei buffoni

 

Piccolo Re di Roma
Fara Nume
Ex Lanificio Luciani
Piccolo Re di Roma
Università di Napoli
Estate Calvese
Cantalupo in Sabina
Beba do Samba
Lab Sociale 100celle
Teatro Comunale Benevento
Teatro allo Scalo
Università La Sapienza
Rassegna Ostia               

Monologo grottesco. Karoshi è termine giapponese indicante "morte per eccesso di lavoro". Di eccessiva fatica si muore ed è quello che capita a Ciro Sciancalepore, amico dall'infanzia di Gennaro Esposito il quale, tra una maledizione, un ricordo e  un discorso politico, santifica l'abitudine napoletana della fannulloneria. Meglio non lavorare o lavorare poco che morire stecchiti in un ufficio, divorati dalla macchina mostruosa della società pseudolibertaria che rende schiavi, lanciando slogan orwelliani del tipo "il lavoro nobilita l'uomo".   Una valanga saettante di meditazioni, di gesti, di sussulti  fino all'esito finale rivelatorio: lavorare non solo stanca e stressa,  come diceva Cesare Pavese, ma per davvero uccide.