La Repubblica delle Marionette
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                        IL TEATRO DELLA RIVOLUZIONE

presenta

“LA REPUBBLICA DELLE MARIONETTE”

Testo di G. Francione, Ad.to F. e N. Barreca

Regia di S. M. Palmitessa

con: A.Torre, A. Laureti, A. Azzarone, A. Melone, E. Diamanti, G. Anghelone,

M. Fotia, S. Meuti. Costumi M. Fotia, Musiche di S. Scramoncin, Coreografia M. Palmitessa, Ass. regia M. G. Messina, Trucco: Accademia di Trucco Professionale, Locandina Ivo Bevilacqua.

Al Teatro dei Conciatori (via dei Conciatori 5 zona Piramide) il 14 - 15 - 16 - 17 dicembre 2016 alle ore 21.00, il 18 dicembre alle 18.00.

Info/prenotazioni: 347 4222594

Pulceq è un uomo anonimo, gettato sul lastrico da un licenziamento, dalle tasse esose, dai debiti, dalle banche, dal tradimento della moglie col suo miglior amico. L'unica cosa che gli rimane è un baule con le maschere della Commedia dell'Arte, eredità di un suo avo.

Assaltato,tartassato,oppresso proverà a sottrarsi alla sua misera sorte, con le maschere che rappresentano per lui la bellezza dell'arte. Maschere che nascondono, rivelano, rivendicano, preludono alla trasformazione dei personaggi per una possibile sollevazione.

TI ASPETTO MASCHERE, MASCHERE, MASCHERE!RIVOLUZIONE E AVANGUARDIA AL TEATRO DEI CONCIATORI!

 

                   EVENTO su      https://www.facebook.com/events/1693604587617151/

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ADRAMELEK THEATER:     http://www.antiarte.it/adramelekteatro

SU FACE BOOK:  http://www.facebook.com/group.php?gid=106617610104&ref=ts

 

 

 

 

                              

http://spettacoliecultura.ilmessaggero.it/teatro/teatro_arte_conciatori_roma-2136562.html

La Repubblica delle marionette al Conciatori: le maschere della commedia dell'arte rivivono

 

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Si chiama la "Repubblica delle marionette" lo spettacolo in scena  al Teatro dei Conciatori (via dei Conciatori 5 zona Piramide) a partire da mercoledì fino a sabato. L'opera diretta da Stefano Maria Palmitessa affonda le proprie radici tra le commedie e il meta-teatro. Pulceq è un uomo anonimo, gettato sul lastrico dal tradimento della moglie col suo miglior amico. L'unica cosa che gli rimane è un baule con le maschere della Commedia dell'Arte, eredità di un suo avo. Assaltato, tartassato, oppresso proverà a sottrarsi alla sua misera sorte, con le maschere che rappresentano per lui la bellezza dell'arte. Maschere che nascondono, rivelano, rivendicano, preludono alla trasformazione dei personaggi per una possibile sollevazione.

Info/prenotazioni: 347 4222594

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http://www.corrieredellosport.it/news/inroma/spettacolo/2016/12/13-18680281/la_repubblica_delle_marionette_al_teatro_dei_conciatori/?cookieAccept

martedì 13 dicembre 2016 12:29

 

Arriva al Teatro dei Conciatori, dal 14 al 18 dicembre, lo spettacolo La Repubblica delle marionette di Gennaro Francione. Saranno cinque giorni in cui sul palco del teatro romano verrà raccontata la storia di Pulceq, un uomo piuttosto anonimo a cui la vita ha smesso di sorridere: è stato licenziato e le sue condizioni economiche sono più che mai precarie a causa delle ingenti tasse e dei debiti nei confronti delle banche. In più anche la sua situazione sentimentale è assolutamente poco felice, infatti è stato tradito dalla moglie con il suo migliore amico. L’unica cosa che gli resta è un baule con le maschere della Commedia dell’Arte, eredità preziosa lasciatagli da un suo vecchio avo.

 

Assaltato, tartassato, oppresso proverà a sottrarsi alla sua misera sorte, con l’unica cosa che gli è rimasta: le maschere che rappresentano per lui tutta la bellezza dell'arte. Maschere che nascondano, rivelano, rivendicano, preludono alla trasformazione dei personaggi per una possibile sollevazione.

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Gianni Monaco‎ a Alessandro Laureti

15 dicembre alle ore 23:28 ·

spettacolo di grande spessore, grido contro il malcontento e la sopraffazione. Fatica notevole, la vostra, per l'armonica coralità che avete espresso in scena. Si esce con la voglia di non cedere alla rassegnazione verso un mondo corroso da tanti soprusi. Bravissimi tutti, che ti prego di salutare con convinta mia ammirazione. Complimenti al Regista, ancora una volta gran direttore di orchestra e voci. Buona fortuna, alla prossima!

Silverio Scramoncinbravissime marionette .....

@@@@òòò

 

http://www.fermataspettacolo.it/teatro/per-il-giudice-francione-e-la-repubblica-delle-marionette

 

Per il giudice Francione è “La Repubblica delle Marionette”

 

Un lavoro di denuncia civile del drammaturgo partenopeo, andato in scena al Teatro dei Conciatori di Roma

di

Anna Villani -

30 dicembre 2016

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Teatro come “resistenza”, a cosa? A chi nascostamente muove i fili di una società che riduce l’uomo ad un soggetto da mungere, da denudare, privare di ogni bene fino ad annientarlo, togliendogli la dignità, considerandolo una “marionetta”. Una guerra silenziosa ma vera, che si consuma a colpi di grasse risate da chi ha creato il “sistema” (“ce l’abbiamo fatta!”) ed il pianto di chi lo subisce. La pièce del giudice Gennaro Francione non lascia equivoci alla interpretazione. Ti fa accomodare in sala e, tra belle musiche, qualche coro e battute sarcastiche, ritornelli che sono pugnalate di cronaca nera, ti serve sul piatto dell’amara verità, il “nudo” vivere. E’ la storia di ogni giorno, delle cronache, dei suicidi, rielaborata, però… in “messaggio artistico”. Stavolta non è recitazione, o forse, non solo. Le “marionette” di Francione si muovono in scena per indignarti, farti domandare: “Ma per quanto ancora potremo tirare avanti così?”. Il lavoro portato al Teatro dei Conciatori di Roma, dal 14 al 18 dicembre scorso non è per tutti, è per chi ha ancora un cuore pulsante di giustizia. Per chi non ne può più di grandi della finanza e “bancarottieri”, per chi non sopporta che, se sei “ricco” la legge è interpretata nel linguaggio “estensivo” mentre se sei poveraccio te la becchi “restrittiva”.

 

“La Repubblica delle Marionette” ha avuto la regia di Stefano Maria Palmitessa su testo di Gennaro Francione, l’adattamento è stato di Francesca e Natale Barreca.

 

Il cast scenico: Agnese Torre, Alessandro Laureti, Antonello Azzarone, Erika Diamanti, Giuseppina Anghelone, Mary Fotia e Sabrina Meuti. Costumi: Mary Fotia, le belle musiche di Silverio Scramoncin, coreografia: Mara Palmitessa, assistente alla regia Maria Giulia Messina.

 

Sul palco attori distintisi bene in scena, per dizione, mimica, un gruppo affiatato, amalgamato da entusiasmo e passione. Su tutte Sabrina Meuti, attrice dalla simpatia che esce dagli argini del personaggio. Già “ammirata” dal 7 al 10 luglio scorso in una originalissima “Agrado” in “Tutto su Mia Madre” portata al Teatro Petrolini della capitale dal regista Francesco Proietti. Tenera e dolce Meuti ha una voce plastilina, adeguandosi a ruoli ora drammatici come a comici o d’autore. Qui, insieme ai colleghi, sembra far ridere, ma il ruolo è struggente.

 

Un lavoro impegnativo per il cast, se si pensa che, oltre all’impegno del testo, vi è stato pure quello per il trucco delle “marionette”, eseguito dai professionisti dell’Accademia professionale del trucco di Roma ed ha richiesto, ogni sera, circa un’ora e mezza di preparazione. Un capolavoro ad effetto, che trasformava il viso dell’attore in una stupefacente maschera.

 

Il lavoro si spezza in due, una prima parte di respiro pubblico, una introduzione al mondo surreale di oggi, nei vizi e dolori, la seconda con un tal Pulceq. Il tipo-uomo del terzo millennio, ha un lavoro e di colpo lo perde, ha una casa e viene lo Stato e se la prende, ha una moglie, ma è stanca delle miserie e lo pianta, è quel sentimento che Bauman definirebbe “liquido” gli scorre inesorabilmente addosso, poi ci sono i debiti, “come farò?”

 

L’uomo nella sua solitudine provocata da un mondo economicamente di sopraffazione. E, come una cantilena lo stesso messaggio viene ripetuto talvolta a gogò dai protagonisti, prima in solitario poi a gruppo o viceversa. Come a farlo arrivare bene fin nelle viscere umanitarie di chi guarda lo spettacolo. Nella “Repubblica delle Marionette” il protagonista è il messaggio civile, che arriva come un grido, per svegliare le coscienze. Ad effetto, anche qualche scena “calda” il seno scoperto di due interpreti per trasmettere il messaggio che lo Stato ti succhia quello che hai. Latte come linfa femminile, vitalità svuotata di dentro, una vita che appassisce sotto i problemi, vita che ti toglie la macchina burocratica.

 

Il drammaturgo napoletano Gennaro Francione tocca le corde sociali in modo forte. Un visionario del teatro d’avanguardia, uno che vuole cambiare il mondo attraverso la bellezza artistica e, di fatto, ricorda all’ultima replica Fëdor Dostoevskij col suo motto: “La bellezza salverà il mondo!”.

 

Un “teatro” un po’ Ionesco, un po’ Pinter un po’ Ovadia e quella che fu la Theatre Orchestra, in totale un giudice che oltre alle sentenze ed alle carte fa parlare artisti talentuosi per “ribaltare” le sorti di un mondo che ha preso da tempo una gran brutta piega. E, per il 2017, esprime un desiderio sul suo profilo “social” (Fb): “riprendere alla grande nel nuovo anno la nostra Rivoluzione di Bellezza attraverso il Teatro, l’Arte e il Settimo Potere per la costruzione dello Stato Est-Etico!”. Auguri giudice !

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http://www.gufetto.press/visualizza_articolo-1098-la_repubblica_delle_marionette_teatro_conciatori_la_crisi_finisce_dove_inizia_l_arte-news.htm

LA REPUBBLICA DELLE MARIONETTE @Teatro Conciatori: la crisi finisce dove inizia l’arte

Di: Rachele Fortuni

pubblicato il: 20/12/2016

categoria: RECENSIONI RM

 

Il palco del Teatro Conciatori, dal 14 al 18 dicembre ha ospitato lo spettacolo LA REPUBBLICA DELLE MARIONETTE, testo di Gennaro Francione, diretto da Stefano Maria  Palmitessa. e interpretato da: Agnese Torre, Alessandro Laureti, Antonello Azzarone, Erika Diamanti, Giuseppina Anghelone, Mary Fotia e Sabrina Meuti

 

L’ingresso delle marionette sul palcoscenico, catapulta lo spettatore in una dimensione dagli accenti spiccatamente surreali. Ma dopo poco dall’inizio della rappresentazione si intuisce l’attualità delle tematiche affrontate dalla pièce.  Attori finemente abbigliati e truccati interpretano in modo impeccabile i fantocci di stoffa mossi dal marionettista Pulceq, al quale null’altro è rimasto nella vita fuorchè le maschere della Commedia dell’arte ereditate da un suo lontano avo. Sì, perché il povero uomo ha perso il lavoro, è travolto dai debiti ed è stato abbandonato dalla moglie, invaghitasi di un uomo più ricco, per l’esattezza proprio il suo migliore amico.

 

Eppure, l’ormai emarginato Pulceq, compie il gesto liberatorio di aprire un vecchio baule ed iniziare a muovere i fili della sua immaginazione.

 

Una rappresentazione  misurata con attenzione, che nonostante l’elevato numero di attori sul palcoscenico, non genera disordine né confusione, soprattutto grazie all’alchimia di voci, musica e movimenti, diretti con il giusto ritmo.

 

La scenografia esile ed essenziale, fa da sfondo ad una  marcata espressività che imprime sui volti artefatti degli interpreti i segni evidenti della malinconia, della amarezza, nonché di una plastica perfidia ed indifferenza. I costumi, di M. Fotia e il trucco, elaborato dall’ Accademia di Trucco Professionale,  sono talmente ben concepiti che la dimensione corporea dei personaggi in scena viene del tutto dimenticata e lo spettatore viene rapito dalle meccaniche gestualità dei soggetti.

 

LA REPUBBLICA DELLE MARIONETTE propone un antidoto alla profonda  crisi non solo economica, ma anche sociale  che stiamo attraversando: la bellezza dell’arte.

 

Info

LA REPUBBLICA DELLE MARIONETTE di Gennaro Francione.

adattamento di Francesca e Natale Barreca. Interpreti: Agnese Torre, Alessandro Laureti, Antonello Azzarone, Erika Diamanti, Giuseppina Anghelone, Mary Fotia e Sabrina Meuti. Regia: Stefano Maria Palmitessa